La RB18 e la F1-75 si sono dimostrate veloci ed affidabili in ogni condizione, mentre la W13 non ha ancora trovato l’equilibrio perfetto.

Dopo tre giorni di intensa attività sul circuito di Sakhir, ieri sono ufficialmente terminati i test prestagionali della stagione 2022 di F1. Dopo aver lavorato principalmente sull’affidabilità a Barcellona, in Bahrein i team hanno lasciato intravedere qualcosa in più dal punto di vista delle performance, permettendo agli appassionati di avere un’idea sui rapporti di forza a questo punto della stagione. Alcune scuderie hanno deciso di mostrato maggiormente il proprio potenziale, altre si sono nascoste, altre ancora hanno avuto evidenti problemi. Dopo quanto visto a Sakhir, dunque, chi si presenta da favorito per il prossimo weekend, quello del primo Gran Premio della stagione proprio sul tracciato bahreinita?

Bisogna innanzitutto sottolineare che le gerarchie possono essere rivoluzionate da oggi al 20 marzo, dato che i team hanno a disposizione una certa quantità di informazioni sulle quali lavorare e porteranno senza dubbio degli importanti pacchetti di upgrade in vista della prima gara. Come lo scorso anno, al termine dei test la grande favorita sembra essere la Red Bull, che con Max Verstappen ha fatto registrare il tempo di gran lunga più veloce a Sakhir (1:31.720, su gomma C5). Tralasciando il cronometro, che nei test non è mai rappresentativo, la scuderia di Milton Keynes ha messo in pista una vettura molto ben bilanciata, semplice da guidare ed affidabile. Le nuove pance montate sulla RB18 nell’ultima giornata sembrano inoltre aver garantito un grande vantaggio in termini di prestazioni (mezzo secondo, secondo quanto riportato da AutoMotorUndSport), segno che Adrian Newey e la sua équipe di ingegneri hanno scelto la corretta direzione per lo sviluppo della vettura. Gli insoliti grandi sorrisi di Helmut Marko durante il Day-3, quindi, sono certamente un segnale preoccupante per le scuderie rivali.

Gli elogi riservati alla RB18 sono validi anche per la Ferrari F1-75, che si presenta al termine dei test come la probabile seconda forza. La Rossa è stata l’unica vettura a non soffrire un singolo problema di affidabilità tra Barcellona e Sakhir, dimostrandosi competitiva, ben bilanciata in tutte le condizioni e molto promettente sia in simulazione di qualifica (dove ha brillato Leclerc, con il terzo miglior tempo dei test su gomma C4) sia nelle prove di passo gara (durante le quali Sainz ha realizzato degli stint estremamente interessanti e vicini a quelli della Red Bull). Il team di Maranello ha inoltre mostrato una grande reattività nel risolvere l’unico inconveniente riscontrato a Barcellona, ossia il fenomeno del porpoising, che è quasi scomparso del tutto dopo l’arrivo del nuovo fondo. Anche le dichiarazioni dei piloti e dei vari membri del team lasciano intendere che a Maranelo regni l’ottimismo e la consapevolezza di aver realizzato un bel progetto, magari in grado di porre fine al lungo digiuno di vittorie che dura dal GP di Singapore del 2019.

Dopo aver catalizzato l’attenzione nella prima giornata di Sakhir grazie alle sue pance iper-strette, la Mercedes ha mostrato qualche difetto non di poco conto nelle varie sessioni. La Stella ha continuato a soffrire il porpoising anche in Bahrein, dove invece la maggior parte dei rivali è riuscita a limitarlo. Lewis Hamilton ha inoltre sottolineato che la W13 non si è comportata al meglio nelle condizioni di forte vento e caldo intenso verificatesi nella seconda giornata. La scuderia di Brackley non ha ancora trovato il bilanciamento ideale, dato che la vettura ha mostrato più volte di soffrire il sottosterzo in alcune curve ed il sovrasterzo in altre. Per quanto visto a Sakhir, dunque, sembra che il sette volte campione del mondo abbia ragione: per il momento la Mercedes, che ha comunque realizzato una vettura competitiva ed innovativa, deve inseguire Red Bull e Ferrari. Ma guai a darli per sconfitti: la storia recente della F1 insegna che il team anglo-tedesco sa come ribaltare in fretta le previsioni dopo dei test non eccezionali.

Mercedes F1
2022 Bahrain Pre-Season Test, Day 2 – LAT

Dietro ai tre top team, la situazione è molto più difficile da decifrare. La McLaren sembra chiaramente la quarta forza, anche se in Bahrein è stata pesantemente afflitta da problemi di surriscaldamento dei freni anteriori, che ne hanno limitato il chilometraggio. Daniel Ricciardo ha inoltre contratto il Covid-19 e non ha potuto dare il proprio contributo a Sakhir, perdendo dei giorni fondamentali per comprendere la MCL36. Il team britannico potrebbe dunque partire a rilento nel primo weekend del campionato a causa dei tanti inconvenienti. La squadra cha ha attirato meno di tutte l’attenzione (e forse è un bene) è l’AlphaTauri, che si è dimostrata estremamente solida e piuttosto competitiva, con Tsunoda che ha realizzato il settimo miglior tempo nel Day 3 e Gasly che ha effettuato degli stint molto interessanti sul passo gara. Almeno all’inizio della stagione di F1, proprio McLaren ed AlphaTauri potrebbero quindi presentarsi come i leader di centro gruppo.

In termini di velocità pura, sono arrivate buone indicazioni anche da Alfa Romeo ed Haas: il team americano ha addirittura realizzato il secondo miglior tempo dei test con Mick Schumacher, anche se è chiaro che si sia trattato di un glory run con poca benzina e motore spinto. Le due scuderie motorizzate Ferrari hanno tuttavia evidenziato grossi limiti dal punto di vista dell’affidabilità, anche se entrambe hanno effettuato molti giri in più rispetto al test di Barcellona. E’ invece molto difficile inquadrare Alpine e Aston Martin: sia la A522 che la AMR22 sono sembrate poco esaltanti e complesse da guidare, con la vettura anglo-francese che continua a presentare il porpoising e piccoli inconvenienti di affidabilità. Il quarto miglior tempo realizzato da Fernando Alonso potrebbe tuttavia rappresentare un segnale incoraggiante. Il team britannico è invece rimasto piuttosto nascosto, non cercando mai il tempo. La Williams, limitata dal problema ai freni posteriori che ha rovinato il suo Day-2, non ha mai cercato la prestazione nei tre giorni di test, ma la FW44, che ha mostrato un enorme sottosterzo, oggi pare lontana dall’essere una vettura equilibrata e competitiva ad alti livelli.

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