Renato Melchioretto, capo macchina ai tempi dell’Alfa Romeo F1 negli anni ottanta, ha svelato alcuni aneddoti al nostro collaboratore Alessandro Giandelli.

Il collaboratore di NewsF1, Alessandro Giandelli, ci svela un aneddoto, ormai archiviato, su Max Verstappen che, esattamente sei anni fa, tra la parentesi in Kart con Crg e la Toro Rosso con cui esordì in F1,  ebbe l’opportunità di correre per un altro team italiano in F3. Il manager monzese condusse una trattativa “segreta” tra la famiglia di Max ed il team ADM motorsport di Renato Melchioretto, capo macchina dell’Alfa Romeo nel circus iridato degli anni ottanta.

Un nome in auge nel Racing da 50 anni. Mezzo secolo di pane e motori, retroscena e curiosità, passando per la F1 come tecnico e preparatore dell’Alfa Romeo, il milanese ha visto e svezzato davvero tanti giovani. Il team fondato a fine anni ’80 (iniziali dei 2 figli) e per la cronaca, l’ultima curiosità risale proprio a sei anni fa di questi giorni, quando un giovanissimo Max Verstappen, dal kart andò vicino a correre con la squadra milanese.

Renato buongiorno. Parlando con Alessandro Giandelli di giovani talenti attuali e futuri della F1, è emerso che, oltre ad essere un gran tecnico, è un vero talent scout avendo visto molti giovani in oltre 30 anni di attività, alcuni dei quali hanno corso nel suo team. Come andarono le cose con Max Verstappen ?

In quegli anni, specialmente nel 2013, Max si era fatto una nomea nel kart a suon di risultati ma come si sa, non è un comune denominatore che uno fortissimo in kart, sia forte anche in macchina. Non è cosi scontato per meglio dire,  se sei pure un figlio d’arte. Giandelli , bazzicando nei kart, me ne parlò subito bene in quell’anno e soltanto a dicembre, nei test invernali di Barcellona e Valencia potei vederlo ed apprezzare le sue doti alla guida di un formula. Era già da mesi che girava, aveva provato la F.Renualt 2,0 e la F3 europea col telaio Dallara 312 e poi in quelle piste, girò anche con la Dallara 311, risultando alla fine il più veloce di tutti. E qui la svolta. Eravamo ormai a pochi giorni dal Natale (2013) e a gennaio chiesi a Giandelli di contattare immediatamente il ragazzo (poi il Manager) per iniziare un vero e proprio abbordaggio per averlo in squadra nel campionato tedesco F3 , dove si correva appunto con i telai 311. Da quel momento seguì uno scambio di telefonate e mail con il manager olandese ma rinviammo il tutto perchè papà Jos e Max si trovavano già a metà mese in Florida per un campionato di allenamento di F.Abarth guarda caso organizzato da papà Stroll (Lance avrebbe poi debuttato in F4 italiana). Al ritorno dopo un mese, ci fu una prima decisione di fare sia l’europeo che il tedesco di F3. Noi gli passammo un’ottima proposta per correre a discapito del team rivale tedesco, ma alla fine , dovemmo fare i conti con la volontà di ripiegare, da parte della famiglia, nell’ europeo con un team connazionale visto che il budget di cui disponevano a Marzo era davvero risicato e non erano riusciti a trovare altro budget. Io purtroppo non avevo uno sponsor che potesse aiutarlo per correre a zero”.

Cosa ti colpì maggiormente di quel bambinone (all’epoca)?

Valencia , se non erro, era l’ultimo giorno di test dell’anno 2013 e se, un pilota giovanissimo arrivando dal kart, faceva il miglior tempo con la Dallara 311,  la miglior monoposto formativa della storia dell’automobilismo – non poteva non passare inosservato

Avrebbe potuto trasmettergli qualche nozione tecnica in più oltre a quelle trasmesse da Jos?

Non so quello che avrei potuto trasmettergli. So quello che potevo fare riferito a quello che mi avrebbe trasmesso lui una volta sceso dalla macchina. Mi avevano riferito sia gli olandesi che i tedeschi, che alla fine di ogni sessione, nonostante l’età, sapeva  già “dialogare” cosi bene trasmettendo nel dettaglio quello che appariva in telemetria. Diciamo che grazie alla mia esperienza di tecnico in F1 avrei potuto aiutarlo. Sarebbe cosi venuto fuori un connubio tale tipo F1, quando ero abituato a dialogare con Giacomelli piuttosto che con De Cesaris. Senza conoscerlo direttamente o averci avuto a che fare , posso dire che non era un pilota che aveva bisogno di vedere quello che faceva il compagno di squadra. Oggi, nell’ era ultra moderna, con la telemetria e video, la tendenza di un pilota è copiare quello che il compagno o gli altri fanno, ma il Campione no, non fa cosi, perché sa già portare al limite la macchina da se”.

C’è rammarico di non averlo visto correre nella sua squadra?

Un po’ si, ovvio. Se fosse venuto sarebbe stato bello ma questo non ha di certo compromesso il mio team negli anni dopo. Ero e sono sulle tracce di un talento simile ma come detto non avevo uno sponsor per aiutarlo e la proposta che gli abbiamo fatto era molto buona, ma a zero non potevo. Attenzione, Redbull sarebbe arrivata solo mesi dopo”.

E caratterialmente invece come lo vede?

Uno tosto che ha dimostrato con i fatti e non a parole di meritare dove sta. Uno che vince (anche gare) in f1 non deve dimostrare più niente”.

Come giudichi i giovani di oggi?

”Molto costruiti ed impostati, nella media normali e pochissimi talenti”.

Chi vedi dei giovani in F1 a breve?

”Il siciliano Gabriele Mini. L’ho visto girare e mi ha fatto tornare in mente l’inverno 2013…”

Chi e’ il pilota che piu ti ha impressionato correndo nel tuo team? E da avversario?

”Nel mio team sono più di uno: Vitor Meira che poi corse in F.Indy arrivando secondo ad Indianapolis , Bamber campione e vincitore Endurance e a Le Mans con Porsche, Gimmi Bruni in F.3000 che subito dopo debuttò in F1. L’ultimo fu Matteo Cairoli ora pilota Porsche, che corse nel 2013 in Germania (f3).  L’avversario invece, uno su tutti, sempre tornando alla F.3000, Felipe Massa”.

Hai nostalgia della vecchia F1?

”Direi di si. Erano bei tempi. Si faceva un sacco di cose e noi in Alfa facevamo tutto dalla A alla Z, ora è diverso ognuno fa il suo e basta. È tutto più a segmenti. Eravamo in 3 o 4 a mettere insieme una f1. Io arrivo poi da un periodo in cui ci sono stati dei veri e propri  maestri  nell’ Alfa , ho avuto il piacere di aver collaborato con: Ing. Chiti , Ducarouge , Gustav Brunner. Sono stato fortunato”.

Pensi che Alfa possa rimanere a lungo in F1 e con Sauber ?

”Bisogna sempre vedere cosa succederà e che decisioni interne prenderanno. Alfa marchio , come sanno tutti è in f1 perché spinto da Marchionne. Ma i motori sono Ferrari e il team è Sauber. Bisognerà vedere se strategicamente ci sarà ancora interesse. Oggi è il gruppo Fiat che ha interesse ad avere Alfa in F1”.

Per quanti anni e in quali anni è stato in Alfa?

Ho cominciato con i prototipi nel mondiale Marche nel 1969 e poi lavorai solo come motorista nel periodo con Brahabam. Nel 79 entrammo come costruttore (team) e rimasi fino al 1985, ultimo anno di Alfa in F1. Dopo di che fondai l’ ADM motorsport”.

Chi e’ stato il più grande di ieri e di oggi?

Di ieri, su tutti, Senna. L’ho visto correre (in pista) solo due anni , specialmente nell’ 85 alla Lotus , face 8 pole al secondo anno di F1. Lo vidi anche distruggere gli avversari nel Gp di Silverstone in F3 inglese, che era la gara di contorno di F1 in quell’ occasione. Mi impressionò moltissimo. Oggi devo dire, Hamilton anche se è già arrivato, Verstappen e Leclerc”.

Ringraziamo sentitamente Renato Melchioretto per la disponibilità dimostrata nel regalarci un forte sapore di corse retrò ed un aneddoto poco conosciuto su una promessa del calibro di Max Verstappen.

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