Da sempre la Formula 1 si contraddistingue per essere territorio anche di importanti battaglie sul fronte politico. Un’occasione per infilare il bastone tra le ruote dei rivali non viene mai buttata via, ed anche oggi ci troviamo ad affrontare un episodio simile.
È il caso della presunta collaborazione Ferrari-Haas, ritenuta fin troppo stretta dalle altre scuderie del circus.
Fin dal 2016, anno del suo ingresso in Formula 1, la Haas ha sempre potuto godere di un importante legame col mondo Ferrari, usufruendo dei motori e di circa il 70% della vettura di Maranello. Ciò che sostengono i rivali è che questa collaborazione fra scuderie vada oltre le direttive consentite dal regolamento. Un’obiezione che nasce con ogni probabilità dalle sorprendenti prestazioni mostrate da Ferrari, ma soprattutto da Haas, non più relegata a fanalino di coda del gruppo.
Chiaramente il fatto che le grosse fiancate della Haas le conferiscano una fisionomia simile a quella Ferrari ora fa storcere il naso a molti, specialmente coloro che nei primi tre Gran Premi dell’anno si sono visti soffiare punti dal team di Guenter Steiner.
Tra gli elementi che, oltre al telaio in sé, testimoniano questo legame ci sono certamente i 25 ingegneri che quest’anno hanno lasciato Maranello per unirsi alla scuderia americana. Il più importante di essi è senza dubbio Simone Resta, progettista della VF-22.
Altro fattore piuttosto curioso è il fatto che gli attuali uffici della Haas siano ospitati dalla vecchia ala aziendale della Ferrari, proprio a Maranello.
“Chiunque voglia entrare deve usare il proprio ingresso”, ha chiarito Guenter Steiner. “I nostri sistemi informatici sono completamenti. Nessun dipendente della Scuderia Ferrari entra nel nostro impianto”.
Lo stesso Steiner aveva confessato poco tempo fa come nella progettazione della VF-22 (per la quale il team americano ha potuto usufruire di un quantitativo di ore in galleria del vento maggiore rispetto agli altri, in quanto giunta ultima nella stagione 2021) la Haas avesse scartato un layout simile a quello adottato da Mercedes e Williams (pance rastremate).
Non sembra però fidarsi molto delle dichiarazioni di Steiner il buon vecchio Christian Horner, maestro in campo politico:
“Gli ingegneri andranno sempre da A e B e porteranno con sé le proprie idee, soprattutto adesso che le grandi squadre hanno dovuto tagliare il tagliare il personale a causa del budget cap. Nel caso che riguarda noi e AlphaTauri, nessuna IP è stata trasferita da un team all’altro”.
Già, perché il discorso Haas-Ferrari potrebbe essere benissimo riproposto e riformulato anche per rapporti importanti come quello tra Red Bull e AlphaTauri, oppure Mercedes e Aston Martin.
Tra le squadre che hanno esplicitamente chiesto alla FIA di controllare la situazione ci sarebbero proprio Mercedes e Aston Martin, oltre che McLaren (altra motorizzata Mercedes) e Alpine, unica scuderia del circus a non poter contare su nessun team “amico”.
“Haas ha fatto un enorme balzo in avanti dall’ultimo posto”, ha dichiarato Toto Wolff, Team Principal Mercedes. “Cosa interessante. Anche per noi dev’essere motivo di curiosità, dato che siamo un’organizzazione composta da 2000 persone che ha avuto successo in passato, ma che ora si trova a lottare con squadre più piccole. Hanno fatto un ottimo lavoro”.
Anche Otman Szafnauer, boss dell’Alpine, si è espresso sul caso:
“Haas è una piccola squadra che nell’inverno è balzata dall’ultimo al terzo posto. Mi aspettavo che l’equilibrio potesse cambiare con la riforma regolamentare, sono sicuro che però la FIA indagherà sul caso e arriverà alle giuste conclusioni su quanto siano effettivamente simili tra di loro queste due vetture”.
Ma quali sono effettivamente le differenze tra le due monoposto?

hass ferrari
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Il muso della VF-22 è più largo. La parte terminale dell’ala anteriore e le alette laterali della Haas hanno forma diversa rispetto a quelle Ferrari. Le prese d’aria della Haas presentano una forma rotonda, mentre la F1-75 si contraddistingue per una presa di raffreddamento dalla forma più squadrata.
Le stesse ali posteriori hanno caratteristiche ben diverse: a causa della sua conformazione l’effetto del DRS è più influente sulla Ferrari rispetto a quanto non lo sia sulla Haas, oltre ad una diversità tra gli elementi dell’ala posteriore inferiore.

Il risultato che gli ingegneri della Haas hanno ottenuto è frutto anche del mancato sviluppo della monoposto 2021, dichiarata fin dalla sua presentazione come una vettura di transizione, atta a tappare la stagione 2021 in attesa del cambio regolamentare 2022.
Addirittura dopo il Gran Premio d’Australia (avaro di punti per la scuderia americana), si è sparsa la voce secondo cui Ferrari avrebbe interrotto, almeno parzialmente, il suo legame con Haas in modo da placare le crescenti polemiche in merito.


“Che sciocchezza”, ha risposto seccamente Guenter Steiner a proposito di tali voci, vedendo notevolmente sminuito il lavoro che il suo team ha svolto in questo arco temporale.
A rincarare la dose di polemica ci ha però pensato Andreas Seidl:
“Per noi è una questione di principio”, ha detto il boss di McLaren. “Due team non dovrebbero avere in comune nient’altro se non il motore e gli interni del cambio. Non dovrebbe esserci una condivisione di infrastrutture. Lo sappiamo che è impossibile per la FIA controllare queste cose, ma ciò che non puoi controllare dev’essere proibito. Il pericolo è che queste condivisioni di informazioni renderebbero il team “b” più competitivo di quel che effettivamente è”.

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