Gli stewards avrebbero potuto punire l’olandese in due occasioni, ma il sensore lo ha salvato mentre ha condannato Magnussen.

Il Gran Premio d’Austria è stato caratterizzato da notevoli polemiche arrivate nel post-gara. Il contatto alla Remus che ha deciso il risultato finale tra Max Verstappen Charles Leclerc continua a tenere banco, con i commissari che dopo tre ore dal termine della corsa hanno giudicato il contatto come un normale incidente tra due piloti. Tutto ciò ha scatenato varie polemiche, viste le penalizzazioni inflitte nel passato più recente a Vettel e Ricciardo per motivi apparentemente minori.

Dopo tutto ciò, è passato in secondo piano quello che è accaduto in partenza. Kevin Magnussen è stato punito con un drive through in pit lane a causa di un’errata posizione sulla griglia. In molti hanno però notato che lo stesso olandese della Red Bull targata Honda fosse nettamente avanti rispetto alla riga di posizionamento, ma per lui gli stewards hanno deciso di non prendere provvedimenti.

La spiegazione di tutto ciò viene data da quanto registrato dal sensore. Il danese della Haas si è posizionato come Verstappen, ma il suo errore è stato quello di muoversi in anticipo rispetto allo spegnimento dei semafori. Max è invece rimasto sulla sua piazzola, restando nei limiti consentiti dal sensore che non ha rilevato alcuna infrazione. L’alfiere della Red Bull ha comunque guadagnato diversi centimetri posizionandosi in quel modo, ma è corretto farlo? Nel regolamento solo poche righe descrivono la situazione, con la riga gialla che serve da riferimento per i piloti e dunque può essere superata, a patto che il sensore non rilevi violazioni.

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