Honda F1 – I motoristi giapponesi si dicono soddisfatti del lavoro svolto sulla nuova power unit e ostentano un certo ottimismo, consapevoli del fatto che le vere performance di Mercedes non siano state ancora svelate

Nei test della scorsa settimana in Bahrain, i motorizzati Honda F1 hanno spiccato per velocità ed affidabilità. Non è un caso se Red Bull e Alpha Tauri, oltre ad essere tra le scuderie che hanno effettuato il maggior numero di giri, hanno anche fatto segnare il miglior tempo di queste tre giornate di test, con Max Verstappen (Red Bull) in vetta alla classifica, seguito a ruota dall’esordiente Yuki Tsunoda (AlphaTauri). In queste sessioni, i tempi non sono mai troppo indicativi del vero stato di forma delle scuderie, poiché non si conoscono i carichi di benzina né la mappatura del motore dei partecipanti. Ciò non toglie che Honda sembra davvero aver fatto un balzo avanti nelle prestazioni della sua power unit, soprattutto in termini di affidabilità, uno dei punti deboli della Red Bull nelle stagioni passate.

Non è un caso se il direttore tecnico di Honda, Toyoharu Tanabe, si sia detto soddisfatto degli obiettivi raggiunti, sostenendo che le performance del nuovo motore Honda abbiano superato quelle della power unit Mercedes della scorsa stagione: “Credo che abbiamo superato la Mercedes dello scorso anno. Molto dipende dalle condizioni” ha dichiarato a The Race.

Campionato vinto dunque? Non esiste alcuna certezza, dato che, come fa notare lo stesso Tanabe, nonostante le difficoltà mostrate da Mercedes nei test, ancora non si conoscono le sue reali potenzialità. “Ancora non conosciamo i progressi che sono stati fatti in Mercedes nel corso dell’off-season” ha affermato il giapponese.

Entrambe le scuderie motorizzate Honda sono riuscite a portare a termine tutto il programma di simulazioni previsto per i test, mettendo alla prova sia le mappature più aggressive che quelle più adatte ai long-run, sebbene AlphaTauri abbia subito qualche piccola battuta d’arresto tra cui una dovuta a un errore di calibrazione del sistema di recupero dell’energia. Nulla di preoccupante secondo Tanabe, che nonostante abbia ammesso l’esistenza di una serie di problemi che avrebbero dovuto essere risolti prima del Gran Premio d’esordio, si è detto ottimista: “A dire il vero, ci sono stati meno problemi del previsto” ha commentato a margine dei test.

Sembra che Honda sia riuscita a ridurre all’osso le dimensioni della power unit senza comprometterne le prestazioni, ridisegnando la camera di combustione in modo da abbassare il centro di gravità e cambiare il flusso d’aria diretto all’albero motore.

Insomma, non si può dire che la casa giapponese abbia tirato i remi in barca alla vigilia del suo ritiro dalla F1, anzi Honda ha investito pesantemente in un progetto che, qualora dovesse dimostrarsi vincente, lascerebbe Red Bull con un vantaggio che la scuderia si porterebbe dietro per almeno tre stagioni, dato che lo sviluppo dei motori sarà congelato fino al 2025.  

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A proposito dell'autore

Laureato in Traduzione Specialistica, sono appassionato di Formula 1 e di tutto il mondo che le gravita intorno, soprattutto mi affascina l'aspetto umano di una competizione che porta l'uomo e la macchina agli estremi più assoluti delle loro possibilità.

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