La Ferrari 126 C2 disputò il mondiale 1982 portando a casa il mondiale costruttori. La monoposto progettata da Harvey Postlethwaite è però ricordata per i drammi di Gilles Villeneuve e Didier Pironi.

La Ferrari ha progettato alcune monoposto che sono entrate nella storia, nel cuore dei tifosi e che resteranno per sempre nell’immaginario collettivo. Di esempi dalla casa di Maranello ne abbiamo molteplici, come le magnifiche rosse iridate con Michael Schumacher o Kimi Raikkonen, ma tornando indietro nel tempo ne troviamo di ancor più mitologiche per le loro caratteristiche. Una di queste è sicuramente la Ferrari 126 C2, utilizzata nel lontano 1982 e che portò a casa il mondiale costruttori.

Questa monoposto è stata portata in pista da ben cinque piloti: Gilles Villeneuve, Didier Pironi, Mario Andretti e Patrick Tambay a causa delle diverse disgrazie che colpirono la Scuderia nel corso di quella maledetta stagione. Ma veniamo alla storia della Ferrari 126 C2. La caratteristica fondamentale era quella dell’effetto suolo, con le minigonne che vennero estremizzate dal progettista Harvey Postlethwaite grazie alla galleria del vento di Pininfarina. Il grande effetto suolo sviluppato in quell’annata permise alla Ferrari di fare a meno dell’ala anteriore sui tracciati più veloci, garantendo maggiori velocità di punta con meno resistenza aerodinamica. Il motore era un V6 Turbo da 580 cavalli, con la 126 C2 che sarà l’ultima Wing Car progettata dal Cavallino. Una novità ulteriore venne rappresentata dal cambiamento del fornitore di pneumatici: la rossa tornò infatti alle Goodyear dopo quattro stagioni con la Michelin.

Famosa la versione che venne portata in pista a Long Beach, in occasione del Gran Premio degli Stati Uniti d’America Ovest. La Ferrari presentò un’ala posteriore composta da due alette sovrapposte sfalsate, lunghe ciascuna tanto quanto consentito dal regolamento, ovvero 110 cm, ma disposte in maniera tale da raddoppiare la larghezza della superficie alare totale. Il debutto della nuova rossa avvenne il 23 gennaio al Gran Premio del Sudafrica, con Villeneuve che stampò il terzo tempo in qualifica. Dopo soli sei giri il canadese fu costretto al ritiro per la rottura del turbo, mentre anche Pironi dovette cedere per problemi meccanici. Il primo punto iridato venne conquistato in Brasile proprio dal francese, che chiuse al sesto posto.

Anche in occasione dell’appuntamento di Long Beach la Ferrari riportò un doppio zero, ma tutto cambiò al Gran Premio di San Marino previsto ad Imola. Appena 14 monoposto prevesero parte al fine settimana a causa del boicottaggio dei team della FOCA, composto da scuderie inglesi quali McLaren, Williams e Brabham per quanto riguarda i top team. La sfida per la vittoria fu dunque ridotta alle Renault ed alle Ferrari. Le monoposto francesi dominano le qualifiche, con Arnoux in pole davanti ad Alain Prost. I problemi tecnici sopraggiunti sulle tegliere gialle aprirono le porte alla doppietta del Cavallino, contraddistinta però dalla lite tra i piloti. Villeneuve e Pironi, sino ad allora grandi amici, chiusero ogni tipo di rapporto a causa del sorpasso fratricida del francese quando ormai le posizioni erano assegnata. Didier vinse la gara, mentre Gilles lasciò Imola molto deluso e voglioso di battere l’ormai ex amico nelle gare successive.

Il quinto round della stagione 1982 è previsto a Zolder per il Gran Premio del Belgio. Nelle qualifiche di sabato 8 maggio, Villeneuve si trova a pochi minuti dal termine in ottava posizione, con Pironi davanti a lui in sesta piazza. L’aviatore volle così tentare un ultimo attacco al tempo, ma alla curva Terlamenbocht, ci fu un terribile contatto con la March di Jochen Mass. Il piccolo Gilles venne sbalzato fuori dall’abitacolo ed impattò contro i paletti di protezione. Venne trasportato d’urgenza alla clinica di Lovanio, dove morì poche ore dopo. La Ferrari si ritirò per lutto dalla corsa ed anche Pironi non prese parte al GP della domenica.

Dopo il dramma di Villeneuve, il Cavallino decise di disputare diverse prove del mondiale con il solo Didier Pironi alla guida. Grazie ad alcuni podi ed alla seconda vittoria stagionale in Olanda, il francese salì in testa al mondiale piloti con 39 punti alla vigilia del Gran Premio di Germania. Al secondo posto, con 9 lunghezze di ritardo, si trova la McLaren di John Watson. Proprio dall’Olanda, Enzo Ferrari decide di affiancare a Pironi Patrick Tambay sulla rossa #27. Il mondiale di Formula 1 si sposta dunque all’Hockenheimring, velocissimo tracciato dove il Cavallino può piazzare una bella ipoteca sul mondiale. Didier Pironi fece segnare il miglior tempo in 1’47”947 nella prima giornata di prove, prestazione che non verrà battuta da nessun’altro.

Purtroppo, la Ferrari 126 C2 confermerà la propria maledizione nelle libere del sabato mattina, svolte sotto la pioggia. Il francese tamponò in uno dei lunghi rettilinei la Renault di Alain Prost, innescando un capottamento dal quale atterrò con la parte del musò, che andò in mille pezzi. Il pilota riuscì ad evitare l’amputazione degli arti inferiore, ma la gravità delle fratture lo portarono ad interrompere la carriera nella massima formula. Nonostante questo, Pironi concluse al secondo posto nel mondiale piloti, con enorme rammarico di tutti gli appassionati e tifosi della rossa.

Per volontà dello stesso Pironi, la Ferrari fece prendere regolarmente il via della corsa a Tambay, che vinse davanti ad Arnoux una corsa ad eliminazione. Al termine del campionato, il titolo piloti andò a Keke Rosberg sulla Williams, nonostante una sola vittoria stagionale ottenuta al Gran Premio di Svizzera disputato a Digione. Il Cavallino ottenne l’iride costruttori con 74 punti, il penultimo prima del lungo digiuno durato sino al 1999.

 

 

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