F1 Budget cap In una stagione in cui a giocarsi realmente il campionato è stato il solo Max Verstappen, la Formula 1 ha comunque trovato il modo di sollevare polemiche riguardanti la regolarità dello stesso.Ci ricordiamo tutti di come l’esito rocambolesco dello scorso mondiale abbia sostanzialmente avvelenato l’intero circus. Tra sostenitori in estasi di Verstappen e indomiti alfieri di Hamilton, la guerra per l’assegnazione ‘morale’ del titolo 2021 è andata avanti per mesi e mesi. E proprio quando tutto sembrava finalmente essere cessato, ecco che spunta fuori la questione budget cap a scoperchiare nuovamente il vaso di pandora.

Gli 8 punti che lo scorso dicembre hanno diviso Max Verstappen da Lewis Hamilton paiono un margine davvero risicato, quasi impercettibile, ma reso macroscopico dalla sola idea che Red Bull possa averlo guadagnato imbrogliando.

Ma andiamo con calma.

F1 Budget Cosa dice il Financial Regulations

Quella del budget cap è una questione che ricorre in Formula 1 da più di un anno, quando all’incirca è entrata in vigore. Sin dai primi giorni non sono stati in pochi a domandarsi quali conseguenze tale normativa avrebbe avuto sul futuro immediato della classe regina, non essendoci fino ad allora mai stata una legge che regolasse le finanze dei team.

Ma l’interrogativo che i più attenti, dopo aver letto per intero il Financial Regulations, si sono posti, riguarda le punizioni inflitte in caso di regolamento infranto: cosa avrebbe comportato un superamento dei costi consentiti? Le eventuali penalità avrebbero avuto un effetto retroattivo, oppure avrebbero colpito il futuro della scuderia in questione? Di tutto ciò, all’interno del regolamento finanziario non c’è traccia.

Per tanto, non è da poco che nel circus si parla di come e quando punire eventuali infrazioni, soprattutto considerato la ferocia con cui si è chiuso lo scorso mondiale.

L’ipocrisia dei top team

Ma se la FIA non può che essere ritenuta responsabile per l’attuale situazione di caos, ad apparire piuttosto controversa è anche la posizione delle scuderie. Quelle stesse scuderie che erano presenti al momento dell’entrata in vigore del budget cap, e che addirittura avevano partecipato alla stesura dello stesso, ma che ora si lamentano degli inevitabili effetti collaterali di un regolamento scritto in maniera deficitaria.

“Indipendentemente da ciò che verrà fuori”, ha dichiarato Mattia Binotto, Team Principal della Ferrari, “spero che tutte le decisioni che hanno preso, come hanno interpretato il regolamento e cosa hanno concesso venga fuori in modo chiaro e trasparente. Ma temo che si scioglierà come neve al sole”.

Si appella alle dichiarazioni stampa, Binotto, nel tentativo di accrescere la già altissima pressione che grava sulla FIA, onde evitare che il tempo e altre situazioni spengano l’interesse sulla questione Red Bull.

formula 1 bagnato
F1 Budget cap Ferrari e Mercedes all’attacco

F1 Budget cap – Ferrari e Mercedes all’attacco

Non troppo tempo fa, oltre tutto, Toto Wolff e lo stesso Mattia Binotto sono stati visti stringersi la mano dopo un lungo colloquio nel paddock, segno inequivocabile di una neonata alleanza strategica.

Proprio Wolff era stato il primo a contestare la terminologia che la FIA ha affibbiato alla violazione della Red Bull, definita ‘minore’ in quanto contenuta entro i 7,25 milioni di dollari.

“Ritengo che la definizione minore non sia corretta. Se spendi 5 milioni di dollari in più e sei ancora nel perimetro della violazione minore, ha un impatto enorme sul campionato”, ha commentato senza mezzi termini il Team Principal di Mercedes.

“Monitoriamo costantemente i nuovi componenti che vengono portati dai top team a ogni gara, e quello che vediamo è che ci sono due squadre che spendono la stessa cifra e un’altra squadra che invece spende più di tutti. Sappiamo con certezza di spendere 3,5 milioni di dollari in componenti per la macchina, quindi capite bene cosa voglia dire poter spendere ulteriori 500 mila dollari”.

In definitiva, è giusto considerare come ‘minor breach’, seppur contenuta entro il 5% del tetto limite, una violazione di milioni di dollari?

A quanto pare in quel di Milton Keynes sono convinti di sì, e si sono addirittura presi la briga di giustificare la loro irregolarità dando la colpa alle spese per il cathering.

La palla passa ora nelle mani della FIA e dei suoi collaboratori, i quali dovranno attentamente scegliere tra il punire la Red Bull sottraendole il titolo 2021 (e scatenando di conseguenza un’ondata mediatica come non se ne ricordano dai tempi di Abu Dhabi), oppure pizzicando lievemente i conti della scuderia austriaca, dando il definitivo via alla guerra politica tra top team e gettando la Formula 1 in uno stato ancor più confusionale di quello odierno.

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