Si è da poco conclusa la prima sessione di test invernali ed in coro unanime la Ferrari è stata acclamata come la vettura da battere in questo 2019, è un dato che sia Sebastian Vettel che Charles Leclerc hanno inanellato una sequenza paurosa di giri veloci già dalla prima sessione di test, confermando che la SF90 è nata con le carte in regola:

Durante la prima giornata di test il tedesco della Ferrari ha man mano abbassato il proprio crono:

ha iniziato con il tempo di 1’18.425 e quello successivo sull’1’18.8, perché pur piazzando i primi due parziali record, alza vistosamente il piede nell’ultimo settore per iniziare un altro run inanellando altri due giri veloci consecutivi in 1:18.418 ed il successivo in 1:18.161 (che gli è poi valso il primato di giornata) e tutti in run medio lunghi dai 9 ai 14 giri, in tutto questo il miglior tempo di Bottas ad oltre due secondi dal ferrarista. Da sottolineare che i migliori crono sono stati realizzati con mescola C3, ma anche con la C2 il tedesco riusciva ad avere crono inferiori all’1:19;

Nella seconda giornata di test, con Charles Leclerc cambiano leggermente i tempi ma non i risultati:

First Winter Testing 2019; Barcellona; Montmelò; Circuit of Catalunya, 18 to 21 February 2019

Da sottolineare i tempi fatti registrare dal monegasco con mescola C2:

1’18.982

1’19.063

1’19.168

1’19.875

1’20.936

1’21.668

Successivamente mette a segno altri tre giri veloci consecutivi con mescola C3, questo il run completo:

 

1’18.247

1’18.269

1’18.602

1’19.379

1’19.678

1’20.920

1’21.978

1’22.765

1’32.260

1’43.676

 

Successivamente, sempre con mescola C3:

1’18.425

1’31.460

1’18.371

1’18.940

1’19.377

1’20.506

1’21.026

1’21.674

1’28.518

1’36.479

First Winter Testing 2019; Barcellona; Montmelò; Circuit of Catalunya, 18 to 21 February 2019

Nel terzo giorno di test la musica non cambia: Vettel inizia la giornata con una serie di giri con la vettura completamente riempita di sensori e nonostante questi riesce a tenere un ritmo sull’1:20 basso, poi fa un run di 13 giri con pneumatici a mescola C3, di cui il primo in 1’18.614 ed il secondo in 1’19.03 il suo secondo run con gomme C3 gli vale il miglior tempo della mattinata, purtroppo non dispongo dei tempi, ma se non ricordo male il run fu piuttosto lungo circa 13/14 giri di cui il primo tempo fu di 1:18.355 ed i successivi due di poco superiori.

Nella terza giornata di test tocca a Charles Leclerc che replica quello fatto da Sebastian Vettel il giorno precedente con gomme C2 realizzando un run di 11 giri iniziandolo con un tempo di 1’18.475. Anche Hamilton sembra essersi svegliato dal torpore e comincia a realizzare dei tempi di tutto rispetto, tuttavia al contrario di Leclerc fa degli short run, alternando un giro veloce al classico giro lento, necessario per raffreddare le gomme e ricaricare le batterie, il monegasco, invece fa run medi fra i 9 ed i 14 giri ed in tutti, i tempi dei primi due giri sono sotto l’1:19.

Nel successivo run con C3 Leclerc realizza il suo best time in 1’18.063, però nel giro successivo realizza un primo settore monstre per rallentare in quelli successivi, nell’ultimo run invece, sempre piuttosto lungo, Charles Leclerc inizia con il suo best time di giornata sempre con gomme C3 in 1’18.046 e sembra voglia migliorare in quello successivo ma fa un piccolo errore in curva 5, ma comunque i tempi successivi sono stati piuttosto bassi in un run piuttosto lungo.

Già tutto questo dovrebbe sancire la superiorità della SF90 rispetto alla W10, tuttavia, non si può non notare il diverso modo di lavorare della Ferrari, che per raggiungere i suoi obiettivi non solo ha evitato il ricorso alle mescole più soft del lotto, ma ha anche fatto run più lunghi rispetto alla Mercedes, certo non possiamo sapere i carichi di carburante della Mercedes, ma mi sovviene un episodio dove Hamilton ha commesso un errore durante il suo primo giro veloce e naturalmente ha rallentato per riprovare in quello successivo, realizzando un buon tempo, quindi ha rallentato nel classico giro necessario per ricaricare le batterie e far riposare le gomme ed ha solo abbozzato un ulteriore tentativo, ma è poi rientrato ai box…. Forse non aveva carburante sufficiente?

Naturalmente non è pensabile fare un raffronto fra i tempi realizzati nei test 2018 con quelli del 2019, ma credo sia possibile effettuarlo con le free practice 2 del 2018 limitandomi ai run dove Sebastian Vettel e Lewis Hamilton hanno realizzato il loro miglior crono di giornata:

First Winter Testing 2019; Barcellona; Montmelo’; Circuit of Catalunya, 18 to 21 February 2019

 

Sebastian Vettel Lewis Hamilton
1:23.229 1:18.886
1:42.662 1:45.342
1:18.585 1:18.259

 

La stessa situazione si è replicata nelle free practice 3:

 

Sebastian Vettel Lewis Hamilton
1:17.604 1:17.281
1:42.894 1:59.240
1:17.550 1:34.654

 

Al di la dei riscontri cronometrici che, almeno per la Mercedes risultano analoghi a quelli del 2018, ho effettuato questa comparazione per dire semplicemente che nel 2018, sia Ferrari che Mercedes avevano la necessità di effettuare un giro lento prima di ritentarne uno veloce, quest’anno, invece, la Ferrari è l’unico team che si è permesso di fare tempi in successione, senza avere la necessità di dover ricaricare le batterie e/o far riposare le gomme e di per se questo è un indice di quanto la Ferrari possa essere competitiva quando proveranno realmente a realizzare dei tempi cronometrati più veloci.

Guardando i tempi effettuati dai piloti Ferrari, si nota come questi tendano a salire molto rapidamente, un trend che è stato identico per le prime tre giornate di test ed un po inferiore nell’ultima, ed inizialmente ho attribuito la cosa a qualche problema di setup da migliorare, ma poi ho avuto modo di vedere delle foto dei pneumatici Pirelli utilizzati dalla Mercedes e devo dire che sono rimasto sorpreso da come queste fossero usurate, ed allora mi sono venute in mente le parole di un ex ing. Minardi che tentava di spiegarmi come funzionassero i test e questi diceva che il pilota, durante i test, solitamente non spinge mai nei long run, anzi cerca di guidare sempre in modo quanto più simile possibile al giro precedente, questo per non alterare i parametri che gli ingegneri devono poi valutare a tavolino; in realtà in queste vetture la velocità che si può esprimere in pista è superiore a quella realmente mostrata e se si tende a mantenere un ritmo più blando lo si fa per preservare le gomme, il carburante o altri aspetti ignoti a noi semplici appassionati, quindi in gara, c’è sempre il modo di compensare l’usura delle gomme tenendo un ritmo più alto ed i piloti sanno bene come fare, una pratica che non fanno durante i test.

Un altro aspetto da non sottovalutare in relazione al degrado gomme è il fatto che c’è un motivo per cui, quando si fanno due tentativi veloci si intervallano con uno lento, questo avviene non solo per consentire alle batterie di ricaricarsi, ma anche per far riposare e raffreddare gli pneumatici, facendo un giro veloce le temperature salgono notevolmente e se si tentasse un giro in sequenza, si correrebbe il rischio di farli lavorare al di fuori della temperatura ideale con conseguenziale perdita di prestazione.

Se dovessi ipotizzare il perché di tale scelta, sono propenso a credere che in Ferrari vogliano essere sicuri di avere quel surplus di potenza in più per poter attaccare una eventuale vettura che dovesse precederla, questo perché quando questa ha esaurito le sue risorse la SF90 ancora ne avrebbe.

Detto questo c’è bisogno del GPS per dire che la Ferrari fa paura?

 

Leonardo Fiorentino

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