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F1 Aston Martin, delusione dopo le qualifiche

F1 Aston Martin – A fine qualifiche di Formula 1 , si sono guardati in faccia e hanno concluso: no, anche per oggi non si vola. Almeno in griglia di partenza al Gran Premio d’Australia, dove Fernando Alonso e Lance Stroll non accolgono certo con il sorriso sulle labbra la partenza con il decimo e nono tempo rispettivamente. L’asturiano, poi, ha avuto un salto indietro vistoso dopo il quarto posto in griglia in Arabia Saudita che lo aveva fatto sperare in una migliore partenza nella terra dei canguri.

Stroll, dal canto suo, un esile motivo per sorridere l’avrebbe pure. In climax ascendente, infatti, il Bahrein lo vide dodicesimo, l’Arabia Saudita decimo e l’Australia nono in griglia. In crescita. Ma non come avrebbe voluto.

L’asturiano proprio non riesce a darsi pace per avere portato la sua vettura nella ghiaia in Q3. E, con l’onestà d’analisi che lo ha sempre contraddistinto, sentenzia sulle colonne della Gazzetta dello Sport: “è stato un errore mio”. E aggiunge, a corredo di un’analisi che desidera sia complessiva e non lasci fuori una virgola: “nel mio ultimo tentativo non avevo la massima fiducia nella macchina, è stato difficile, penso che siamo stati meno competitivi che a Gedda, la macchina slitta un po’ ed è sensibile al vento, in generale è poco costante, ci serve un passo migliore, in gara non sarà facile gestire le gomme, vogliamo però andare a punti con entrambe le monoposto”. E, visto che sinora si è messo in tasca un nono posto in Bahrein e un quinto in Arabia Saudita, il suo concetto di andare a punti deve essere letto in filigrana, cioè come un andare a podio. Poi nel conto si può mettere anche il suo desiderio di lasciarsi alle spalle Stroll. Ma a questo pensiero vorrà mettere mano poi. Prima i punti, poi il resto.

Stroll non intona il gaudemus ma il bicchiere mezzo pieno non rinuncia comunque a vederlo: “avere entrambe le macchine in Q3 era quello che ci aspettavamo da oggi” dice. Intanto essere nei primi dieci, come pragmatismo insegna. Poi giocarsela. Nella consapevolezza che spesso il sorriso del dopo gara riesca a svergognare le amarezze di qualifiche un po’ sottotono.

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