Ecco la nostra analisi della nuova Mercedes W11. Essa si è dimostrata la monoposto migliore del lotto ma allo stesso tempo è molto fragile causa affidabilità. Il team di Brackley va verso Melbourne con qualche dubbio.

La Mercedes inizia il 2020 con la volontà di aggiungere un altro tassello al suo dominio incontrastato. Nell’ultimo anno di questo ciclo tecnico prima della rivoluzione, Lewis Hamilton andrà all’assalto del settimo titolo mondiale, con la volontà di agganciare sua maestà Michael Schumacher. Il team di Brackley ha lavorato duro nel corso dell’inverno per ottimizzare tutte le potenzialità della freccia d’argento, presentando un modello che stupisce per eleganza ed innovazione tecnica. La nuova vettura è la più veloce del gruppo, ma si è scoperta anche fragile causa affidabilità. Ecco la nostra analisi della Mercedes W11.

La prima settimana di test a Barcellona sembrava non dare scampo agli avversari: Valtteri Bottas e Lewis Hamilton avevano dominato nettamente la scena, mostrando una superiorità cronometrica che negli inverni scorsi non veniva mai svelata. Il finlandese ha svettato nel terzo giorno girando in 1’15”732 con gomma C5, arrivando a solo tre decimi dal record della pista. Tale prestazione non è poi stata più migliorata anche nella seconda sessione. La freccia d’argento ha concluso al primo posto anche per quanto riguarda i chilometri coperti, con delle simulazioni gara inarrivabili per i concorrenti. Parlando di affidabilità si era registrata già una sostituzione della power unit a causa di una perdita d’olio, mentre anche la Williams di George Russell aveva subito lo stesso destino.

Proseguendo la nostra analisi della Mercedes W11, passiamo alle note negative. La sessione successiva ha infatti confermato le innegabili doti velocistiche, palesando però le noie legate alla nuova unità prodotta a Brixworth. Nicholas Latifi ha accostato la sua Williams causa la rottura della power unit, con una scena simile che ha visto protagonista Hamilton giovedì pomeriggio. Il campione del mondo stava affrontando la sua simulazione di gara, ma solo dopo 14 giri la sua monoposto si è bloccata nel secondo settore per l’ennesimo cedimento. Al venerdì il long run è stato annullato, per evitare ulteriori problematiche. Quale può essere la causa di un così grande numero di inconvenienti? Sotto accusa è finito il sistema di raffreddamento della W11, con delle pance che sono praticamente sparite tanto appaiono strette. Fa specie il fatto che la Racing Point RP20 ( fotocopia della Mercedes 2019) non abbia avuto il minimo problema, avendo delle pance ed un posteriore già ben collaudato.

La speranza per gli avversari, ovvero Red Bull targata Honda e Ferrari, è che questi problemi si ripresentino già a Melbourne, costringendo il team campione a non spingere al limite i propri componenti. La monoposto resta infatti la più veloce del lotto, anche se specialmente Max Verstappen ha dimostrato che la RB16 non è poi così lontana. In casa Mercedes si è lavorato tantissimo per migliorare le prestazioni della power unit, unico punto del progetto in cui vi era uno strapotere Ferrari nel 2019. Le risposte le avremo solo in Australia, dove non sono esclusi colpi di scena.

 

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