Luigi Mazzola svela il paradosso della Ferrari: 30 cavalli mancanti e la scommessa sull’ADUO. Un’analisi critica sui tempi di recupero, i problemi di affidabilità e il vero significato della potenza in F1. ESCLUSIVA NEWSF1.IT
Il rombo dei motori si è appena spento a Miami, lasciando dietro di sé non solo la scia della Red Bull, ma anche tanti interrogativi in casa Ferrari. Tra questi, uno in particolare sta catalizzando l’attenzione degli addetti ai lavori e dei tifosi: la presunta mancanza di ben 30 cavalli alla Power Unit di Maranello. Un deficit significativo, che secondo alcuni, l’inedito sistema ADUO (Adjustment of Development Usage) potrebbe aiutare a colmare. Ma è davvero così semplice? E quali sono le vere implicazioni di una simile operazione?
Lo abbiamo chiesto a una voce autorevole del paddock, l’ingegnere Luigi Mazzola, ex uomo Ferrari e profondo conoscitore delle dinamiche tecniche e politiche della Formula 1. La sua analisi è, come sempre, lucida e spietata.
Il Paradosso della Potenza nell’Era Moderna della F1
Per anni, l’aerodinamica e il telaio sono stati considerati gli elementi dominanti per la performance in Formula 1. Le geniali creazioni di Adrian Newey ne sono la prova. Oggi, tuttavia, la narrazione sembra essersi ribaltata. Anche Lewis Hamilton, parlando della sua Mercedes, ha sottolineato: “L’auto è migliorata, ma ci manca potenza”. Un paradosso che Mazzola non esita a commentare.
“Quando si è in fase di progettazione di una vettura, specialmente con un cambio regolamentare così pesante, i vari enti – motore, aerodinamica, elettronica, dinamica del veicolo – non lavorano per conto loro,” spiega Mazzola. “Si mettono insieme e cercano di tirar fuori un compromesso. Tu puoi fare un motore molto potente, ma magari vai a discapito di un maggior cooling, richiedi di più dall’aerodinamica in termini di favoreggiamento del motore, piuttosto che di performance aerodinamica pura. Si fa un compromesso. Se in questo compromesso hai un po’ ridotto la potenza per favorire altri aspetti, è chiaro che poi vai in pista e vedi che ti mancano cavalli. Cosa vuol dire? Che gli altri hanno fatto un compromesso migliore.”

30 Cavalli: Non Solo un Numero, ma un Puzzle Complesso
La cifra di 30 cavalli sembra enorme, quasi un’anomalia in un contesto di motori così ottimizzati. Mazzola avverte: non è solo questione di aggiungere potenza bruta.
“Non è che dire, ragazzi, adesso dobbiamo fare un motore con 30 cavalli in più, eh, ho capito, ma non è ancora la stessa cosa,” sottolinea l’ingegnere. “30 cavalli non è che li tiri fuori così, cioè non è un un batter di ciglia 30 cavalli. 30 cavalli è un botto di potenza che ce l’hai in un anno, due anni, a meno che non sei partito scazzato totalmente. Normalmente fai miglioramenti di 5-10 cavalli. Dopodiché le aree sono diverse. Magari ci sono aree di lavoro sulle benzine, su tutto ciò che può essere l’entità all’interno del motore, ma non lo fai in due minuti.”
Inoltre, il deficit non è lineare: “Non sono tutte le parti del circuito dove la Ferrari perde. Magari ci sono certe situazioni, rettilineo oppure il deployment oppure l’accelerazione. Potrebbe anche essere aerodinamica, no? Potrebbe anche essere drag. Se vai più veloce in curva in certe situazioni, si vede che la Ferrari va più veloce in curva, evidentemente c’è più carico, ma più carico potrebbe eventualmente averti dato più drag e allora se hai dato più drag, però hai compromesso col motore, c’hai meno potenza e a quel punto non ti muovi oppure vai piano nel tuo rettilineo.” La situazione è quindi ben più sfaccettata di un semplice “meno potenza”.
L’ADUO: Uno Strumento per Aumentare o Diminuire la Potenza?
L’ADUO, il sistema che permetterebbe alla Ferrari di recuperare terreno con test e risorse extra, è sotto la lente d’ingrandimento. Ma per Mazzola, la sua applicazione attuale è un controsenso.
“L’ADUO, secondo me, cioè mio parere molto umile, è difficile far aumentare le potenze, è molto più facile far diminuire le potenze,” afferma Mazzola con fermezza. “Cioè tu c’hai accertato che una Mercedes ha 30 cavalli in più? Beh, gli dice a Mercedes, senti un attimo, no, cerchiamo di… perché è più facile tirarli via i cavalli che metterli. Solo che col cavolo che la Mercedes permette di farlo. Perché? Perché, scusa, io ci sono riuscito, sono cavoli tuoi.”
L’ingegnere è scettico sulle reali possibilità dell’ADUO di produrre un motore da 30 cavalli in più in tempi brevi. “È molto per me più facile lavorare su un’aerodinamica. È anche più efficace lavorare sull’aerodinamica piuttosto che sul motore,” conclude.

Affidabilità e Tempi: Gli Ostacoli del Miracolo Sportivo
Un altro aspetto cruciale è il tempo e l’affidabilità. Si parla di introdurre un nuovo motore già a giugno. Tempistiche estremamente strette che evocano ricordi amari.
“Non è neanche certo che una volta introdotto il nuovo motore non si abbiano problemi di affidabilità, no?” ricorda Mazzola, citando l’esempio della Ferrari del 2017, con la fine stagione di Sebastian Vettel rovinata proprio da problemi di affidabilità dopo tentativi di aggiornamento record. “L’ADUO dà sostanzialmente più tempo di test, no? Più più test al Dino, più soldi, tra virgolette, da investire, però non dà la certezza, appunto, di portare un motore effettivamente più competitivo, più affidabile. Magari ci arrivi, eh, cioè alla fine ci arrivi, non è che non ci arrivi, ma non in un mese, due. Si parla di giugno, avere un motore. Giugno, sì, cioè, esatto.”
Il confronto con il passato è impietoso: “Noi all’epoca in Ferrari ne avevamo sette per pilota a Gran Premio. Adesso un pilota ha quattro motori a disposizione per un mondiale. In quei sette avevi motori diversi, potevi portare delle geometrie interne diverse. Ma perché? Perché il regolamento te lo permetteva anche dal punto di vista budget e i test te lo permettevano.”
Il recupero dei 30 cavalli per la Ferrari si presenta come una sfida titanica, non solo tecnica ma anche logistica e strategica. L’analisi di Luigi Mazzola evidenzia come, in Formula 1, ogni cambiamento sia un delicato equilibrio di forze e compromessi, dove un singolo numero può nascondere un universo di complessità.
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