Una Mercedes in controtendenza rispetto alla prima parte di campionato e una Ferrari che invece balza avanti rubando la scena alla macchina della stella a tre punte sono state le principali protagoniste della scena canadese durante il settimo appuntamento iridato del 2019.

Una gara assolutamente inedita e che nessuno poteva aspettarsi dopo un dominio cosi netto della team tedesco: in affanno e con difficoltà nel mantenere il passo, Hamilton non è mai riuscito a mettere le ruote davanti a Vettel (salvo quanto poi successo in termini di penalità).

Non si parlì di Bottas che, ancora più lontano, non ha mai impensierito Leclerc: il terzo classificato.

Ma cosa è successo durante il gran premio di Montreal? cosa è cambiato a livello tecnico in Ferrari per permettere un salto di livello cosi alto rispetto ai gran premi fino ad oggi disputati?

Cerchiamo di introdurre una serie di ragionamenti che possano perlomeno aprire a qualche ipotesi, cosi da essere in grado di capire come interpretare le gare che seguiranno. Innanzitutto uno sguardo alle temperature.

TEMPERATURE

Melbourne 26°

Bahrain 26°

Shanghai 19°

Baku 21°

Barcellona 22°

Montecarlo 22°

Montreal 30°: l’appuntamento al momento più caldo della stagione.

in termini assoluti, fattore molto importante visto l’avvicinamento della stagione calda dell’anno, le temperature canadesi hanno superato di gran lunga la maggior parte dei valori rilevati sino ad ora sugli altri tracciati. Questo potrebbe aver aiutato le due Ferrari a portare in temperatura le gomme, che avrebbero reagito positivamente all’ambiente esterno. Hamilton, dal suo canto, per poter seguire Vettel ha dimostrato una certa fatica nel mantenere una frenata stabile, soprattutto in curva 10, dove ha bloccato più di una volta l’anteriore destra. Questo potrebbe essere il risultato di valori leggermente spostati verso l'”over-Heating” degli pneumatici.

Inoltre, lo abbiamo visto in fase di analisi del circuito, la Ferrari è più agevolata nei cambi di direzione stretti e repentini. Le chicane presenti a Montreal si susseguono tortuose e una macchina più corta, con un baricentro più vicino all’asse posteriore, potrebbe rispondere meglio in termini di agilità.

in terzo luogo, i rettilinei: con un fondo piatto più corto (abbiamo stimato nei passati articoli una riduzione del 3-4% rispetto a Mercedes) la Ferrari sviluppava minor attrito tramite lo sfregamento del flusso, ambendo quindi ad una velocità finale maggiore. Fatto per altro confermato dalla capacità dell’ala frontale, finalmente a suo agio, di deviare verso l’esterno l’aria riducendo la resistenza aerodinamica. Infatti, con tale stratagemma, la corrente fluida non raggiunge più in grande quantità le superfici frontali dell’auto, non urtandovi contro impedendo l’avanzamento.

Reputo che proprio questo aspetto aspetto sia stato uno dei principali motivi del vantaggio Ferrari. Rispetto all’ala Mercedes, capace di generare carichi probabilmente ben più elevati, la Rossa è stata più capace di ridurre la resistenza all’avanzamento, già particolarmente alta per via delle alte incidenze sull’alettone posteriore. il bilanciamento aero-meccanico della monoposto ha funzionato particolarmente bene sul circuito cittadino canadese. La macchina tedesca non avrebbe potuto settarsi allo stesso modo, avendo più carico sull’anteriore e quindi non potendo ridurre la spinta al suolo sulle ruote sterzanti.

In tal senso, a dimostrazione di quanto detto, la rossa pareva essere più forte proprio sul settore iniziale e su quello finale, composti da due lunghi rettilinei.

Sono quindi tre le caratteristiche potrebbero aver agevolato la macchina del cavallino e potrebbero sicuramente essere visibili ancora su altre piste:

  • dal suo canto, una pista che è caratterizzata da curve particolarmente strette e rettilinei di una certa lunghezza è l’Ungheria: sono molte le curve a novanta gradi o le chicane che si susseguono tortuose.
  • Monza di certo agevolerà la capacità di ridurre la resistenza aerodinamica.
  • Spa Francoora Champs è un misto, ma potrebbe nascondere delle belle sorprese soprattutto nel primo e nell’ultimo settore.
  • sullo stretto tracciato di Singapore, tra le curve a gomito dal raggio di curvatura praticamente inesistente, la macchina del cavallino avrebbe un passo ridotto capace di farla svoltare con una maggiore reattività rispetto ad altre vetture dello schieramento.

su piste di questo tipo, sulle quali si corre in corrispondenza dei mesi più caldi e sulle quali è necessaria una certa agilità oltre a resistenze contenute, la Ferrari potrebbe avere qualcosa da dimostrare rispetto alla favorita di quest’anno.

Ovviamente queste sono supposizioni e comunque sono ancora presenti moltissimi circuiti favorevoli alla Mercedes, che dal suo canto vanta una gestione di gomme e una deportanza di primissimo livello. Si pensi, per esempio, al circuito giapponese di Suzuka

In questi termini, il campionato non può ancora essere dato per concluso e i colpi di scena sono dietro ad ogni angolo; noi lo speriamo vivamente per lo spettaccolo della F1.

 

 

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