Hamilton mantiene la vittoria dopo la convocazione dei commissari per il taglio della linea di entrata box

Risulta difficile decifrare quanto sia accaduto quest’oggi all’Hockenheimring, sede dell’undicesima prova del mondiale di Formula 1. L’unica vera certezza è la super vittoria di Lewis Hamilton, che partito dalla 14° posizione, riesce a tagliare per primo la linea del traguardo, precedendo il compagno di squadra Valtteri Bottas e l’altro finlandese Kimi Raikkonen. Bravura, astuzia e fortuna sono stati gli ingredienti che hanno permesso al pilota inglese di vincere il gran Premio della Germania. Bravura nel riuscire a gestire nel migliore dei modi la fase di partenza, portandosi alle spalle del gruppo di testa dopo soli 14 giri, seppur con un distacco di oltre venti secondi da Sebastian Vettel. Rimonta resa possibile sia da una vettura veramente molto veloce, sia dalla poca cattiveria agonistica con la quale gli altri piloti difendevano la propria posizione, consapevoli che la loro gara non andava fatta sulla vettura numero 44, sia dalla pista che, contrariamente a quanto affermato da Hamilton nel post qualifica, agevola molto i sorpassi. Astuzia, perché una volta conclusasi la prima parte della rimonta, il pilota inglese più di ricucire nel minor tempo possibile il divario con il gruppo di testa, ha pensato di gestire al massimo la gomma soft, aspettando prima la pioggia e poi, conscio che quest’ultima non sarebbe arrivata in tempo utile, per avere la possibilità di montare una gomma ultra-soft nuova negli ultimi giri per sferrare l’attacco decisivo alla zona podio.

Fortuna, elemento essenziale per portare a casa rimonte di queste dimensioni. Tutto ciò che doveva accadere per permettere ad Hamilton di vincere la gara è successo: prima la pioggia, che ha rovesciato in un attimo tutte le gerarchie che si erano venute a creare, poi la safety car, causata dal pilota che mai ti saresti aspettato esserne il complice, quel Sebastian Vettel che stava faticando non poco a gestire sotto l’acqua la sua SF71H e con Hamilton che, giro dopo giro, stava ricucendo tutto il suo distacco. In un colpo solo l’inglese riesce a vendicare, sportivamente parlando, la vittoria di Vettel nel Gran Premio di Inghilterra, vincendo a casa dell’acerrimo rivale per il titolo mondiale; riconquista la vetta della classifica piloti, con un distacco di 17 punti proprio dal pilota tedesco, il quale, prima della gara, partiva con un teorico vantaggio di 33 lunghezze; riscrive la storia della Formula 1, entrando nell’albo d’oro di coloro che sono riusciti a conquistare il gradino più alto del podio partendo dalle retrovie; riconquista, infine, fiducia in se stesso e nella vettura, fondamentale per raggiungere l’obiettivo finale, visto che nelle ultime gare tra incidenti e rotture, la scuderia tedesca e il pilota inglese hanno raccolto meno di quanto forse hanno meritato. In Austria era al comando prima che il muretto con una strategia sbagliata e il motore non lo tradissero; in Inghilterra scattava dalla pole position e, nonostante la partenza non eccellente, ha dimostrato di avere il ritmo e la potenzialità per riuscire a vincere. Da oggi possiamo dire che ricomincia un altro mondiale, con entrambi i pretendenti alla corona finale con uno “zero” in classifica e con Hamilton con 17 punti di vantaggio ma con una Ferrari che ha dimostrato di essere la vettura che meglio di tutte si adatta su qualsiasi tracciato con qualsiasi temperatura. Il prossimo appuntamento prevede, però, l’Ungheria, tappa che vede favorita la Red Bull, con Ferrari e Mercedes che dovranno dare fondo a tutte le loro risorse se vorranno dare nelle mani dei propri piloti la vettura più veloce.

Francesco Saverio Falco

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