L’impaziente attesa per l’avvio della nuova stagione, andata in scena quest’oggi sul circuito dell’Albert Park, comprendeva una motivata curiosità verso la monoposto del team austriaco: mai prima d’ora Red Bull si era presentata ai test in una veste così spoglia…
Il debutto della RB13 sul circuito australiano ha finalmente placato i dubbi riguardanti le qualità della vettura ideata da Adrian Newey. Nelle scorse settimane il bilancio negativo riscontrato alla fine dei test (vedi Analisi tecnica: Red Bull) aveva scatenato numerose incognite sul reale potenziale del pacchetto sviluppato dai tecnici, in particolare dell’unità ibrida Renault. Finalmente nella mattina abbiamo potuto tastare con mano le caratteristiche della monoposto, apparsa molto combattiva con Daniel Ricciardo dove si è portata ad appena 83 millesimi di distanza dall’ottima prestazione di Lewis Hamilton.

Segnali che il lavoro che ha coinvolto gli uomini di Viry Chatillon, quartier generale della Renault, nelle settimane d’arrivo al weekend australiano ha dato i suoi frutti: le noie che aveva manifestato l’unità ibrida e nello specifico l’MGU-K sembrano risolte, a fronte di una miglior affidabilità nel complesso.

Di ciò appare stato confortato Adrian Newey. La singolare capacità dell’aerodinamico inglese di sviluppare soluzioni al limite del realizzabile non sembra essersi per ora attenuta al disegno concepito per la RB13, nata come una vettura dalla ridotta resistenza aerodinamica ; tuttavia la migliore affidabilità raggiunta dal propulsore Renault ha certamente spinto all’introduzione di novità aerodinamiche, concentrate perlopiù nella zona delle fiancate. Qui, il deviatore di flusso dalla geometria “a ponte”, che si staglia dalla scocca sino ad incontrare la struttura inferiore del bargeboard, mostra ora nell’area soprastante le bocche dei radiatori una superficie a forma di triangolo, di gran lunga più estesa della precedente.

Prima

Dop

Conseguentemente, anche la struttura del bargeboard è stato protagonista di un’attenta revisione: in particolare lo spazio superiore, dove è stato rimosso gran parte del carbonio

del profilo lineare precedente per ottenerne uno “a gradino”, con lo scopo di pulire il flusso turbolento proveniente dall’ala anteriore, allontanandolo da quello che alimenta il fondo piatto. A livello inferiore invece, si sono visti due massicci generatori di vortice, aventi lo scopo di interagire con il flusso d’aria diretto verso il fondo ed infine al diffusore. Inoltre nella giornata, si sono svolte prove di flessione del componente ala, utili a verificare l’adeguamento alle norme della Federazione Internazionale.

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