Ferrari F1 e il “Diffusore Infinito”: Come il Crashbox cambia l’Aerodinamica

Vito Defonseca
4 Min Read
Ferrari F1 2026 Diffusore e crash box

Ferrari F1 – vista nei test pre-stagionali ha mostrato alcuni dettagli interessanti ecco la nostra analisi tecnica. Se le prime uscite servivano a verificare l’affidabilità dei sistemi, questa seconda tornata di test ci sta mostrando vetture molto più vicine alla realtà. Tra le soluzioni più interessanti emerse in pista, spiccano l’audace concetto aerodinamico di Audi e la raffinata gestione del posteriore della Ferrari.

In questo approfondimento tecnico, analizziamo come l’ingegneria dei materiali compositi e lo studio dei flussi stiano portando i team a soluzioni estreme.

Il video: Analisi Tecnica Effe1 Garage 340

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Audi: Il paradosso delle pance “anti-intuitive”

L’auto che ha sorpreso più di tutti è senza dubbio l’Audi. Molti hanno definito il suo concetto come “zero sidepod”, ma la realtà è molto diversa. L’imbocco delle pance è estremamente stretto per poi allargarsi progressivamente: una scelta che a prima vista sembra anti-intuitiva, poiché parrebbe bloccare l’aria.

In realtà, si tratta di una mossa estremamente intelligente. In quel punto si genera una zona ad alta pressione che scarica il flusso verso il basso e lateralmente. Questo genera un carico aggiuntivo sulla parte superiore del fondo, schiacciando la vettura a terra. Il prezzo da pagare? Una maggiore resistenza all’avanzamento (drag). Ma come spieghiamo nel video, in Formula 1 la deportanza è quasi sempre più importante della velocità pura in rettilineo.

Il ritorno dell’Assetto Rake

Un altro grande protagonista di questi test è il ritorno dell’assetto rake. Sebbene il regolamento attuale sia basato sul fondo Venturi, i team stanno cercando di simulare l’effetto di un tunnel a sezione ridotta sollevando il posteriore della vettura.

La Ferrari, in particolare, ha mostrato un’ala anteriore modificata che permette di abbassare ulteriormente l’anteriore. Il segreto sta nelle sospensioni: devono essere regolate in modo estremamente raffinato per permettere all’auto di “alzarsi” in curva (generando carico tramite il rake) e “appiattirsi” in rettilineo per ridurre la resistenza.

f1 2026 Rake
f1 2026 Rake foto credits media Pirelli

Ferrari: Quando il Crashbox diventa Aerodinamica

L’analisi più affascinante riguarda però il posteriore della Rossa. La Ferrari è riuscita a sfruttare appieno il regolamento estendendo il diffusore tramite il Crashbox.

Il Crashbox non è solo un elemento di sicurezza che deve dissipare energia in caso di impatto; è una struttura complessa in materiale composito che deve resistere a spinte laterali superiori alle 30 tonnellate. Sfruttando la sua forma, Ferrari ha integrato paratie e mini-convogliatori che aumentano l’area efficace del diffusore, migliorando drasticamente l’aderenza.

Materiali Compositi: Oltre il Carbonio standard

Molto spesso sentiamo parlare genericamente di “carbonio”, ma la realtà ingegneristica è fatta di resine specifiche e fibre ad altissime prestazioni come la T800 o la T1000. Nel caso del Crashbox, la resina deve avere capacità dissipative uniche per proteggere il pilota, pur mantenendo un profilo aerodinamico che aiuti l’estrazione dell’aria dal fondo.

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