“Quando si è determinati, l’impossibile non esiste: allora si possono muovere cielo e terra. Ma quando l’uomo è privo di coraggio, non può persuadersene. Muovere cielo e terra senza sforzo è una semplice questione di concentrazione” (Hagakure I,144) Fernando Alonso ci ha abituati a dichiarazioni inneggianti le gesta e la preparazione dei Samurai in più di un’occasione, nel 2012 su twitter ha mostrato il suo tatuaggio sulla schiena rappresentante, appunto, un guerriero feudale Giapponese,  accompagnando l’immagine con questa frase

“un Samurai non ha forza solo nei muscoli. L’intelligenza e la forza di volontà sono ciò da cui prende l’energia sufficiente per realizzare tutto” è evidente quanto il Pilota Spagnolo si immedesimi nella personalità di un guerriero, un soldato che fa della disciplina e della conoscenza uno stile di vita oltre che un mezzo per ottenere il suo scopo primario, servire il suo Signore al meglio delle sue possibilità, ma forse le sue dichiarazioni dello scorso anno assomigliano di più a quelle di un Ronin, un guerriero che ha perduto la guida del suo Signore e che diventa solo errando per i territori del sol levante, infatti, probabilmente a causa della sua frustrazione per non essere riuscito a vincere il mondiale per l’ennesima volta, ha pronunciato parole non proprio eleganti nei confronti della Ferrari rivolte anche verso tutti quei tifosi che lo hanno aspramente criticato soprattutto per le sue qualifiche; ora c’è da chiedersi quale sia la verità, se sia stato lui con il suo immenso talento a tenere a galla la Rossa o se al contrario non ne ha sfruttato appieno le potenzialità nel corso degli ultimi anni, la verità in effetti non possiamo conoscerla e forse è nel mezzo, ma suo favore però ci sono tutta una serie di fattori determinanti che ne hanno influenzato le prestazioni, errori del muretto, vetture plafonate, gallerie del vento con settaggi errati e gomme cambiate nel corso della stagione; all’Asturiano si imputa anche una gestione della gara a volte giudicata poco combattiva e rilassata, in verità un buon pilota è anche colui che sa esattamente come ripartire le proprie forze e amministrare il mezzo meccanico, tenere sempre affilata la spada non significa doverla brandire in ogni occasione, un uomo come Alonso potrebbe essersi sentito solo non perché non abbia avuto l’appoggio della squadra che anzi l’ha sempre sostenuto, ma forse la sua solitudine è derivata dal non sentirsi quel pilota vincente che è stato per lungo tempo, ricordiamo infatti che ha demolito molti record in carriera e che tutto quello che ha e che è diventato è solo il frutto della sua volontà e del suo impegno, parole che ha pronunciato lui stesso in svariate occasioni. Insomma un uomo che si è veramente fatto da solo, che non è stato coccolato come un pupillo da qualche direttore sportivo o da uno sponsor, lui ha lottato per diventare un grande e ci è riuscito anche se nato in una famiglia modesta, tanto che il primo kart con cui iniziò la  sua avventura sportiva glielo costruì il padre che era un meccanico dipendente di una fabbrica di esplosivi appassionato di corse, poi i risultati parlarono per lui e facendosi strada a suon di vittorie e record arrivò finalmente in F1. 
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Cos’ha di diverso un uomo della sua tempra? Di certo non si lascia prendere dal panico e non improvvisa piagnistei se qualcuno lo sorpassa lamentandosi col muretto, e sicuramente non perde facilmente la fiducia in se stesso, ciò che ci si aspetta da lui è forse proprio la reazione della scorsa stagione, poco diplomatica ma vera, un vero uomo, un Samurai, accarezza la verità come sua compagna di vita ed anche se deve saper trattenere la rabbia può agire sotto l’impeto del suo orgoglio. Queste qualità fanno comunque del pilota Asturiano un avversario ostico uno che non molla mai e che si presenta ad inizio stagione sempre motivato al massimo con in mente solo l’obiettivo finale; anche lo sport che più ama fuori della F1, il ciclismo, è puro sacrificio, uno sport duro che mette a dura prova il corpo e la mente, quasi a voler ricercare la sua determinazione nella fatica e nel sudore, al contrario di alcuni suoi colleghi che si preparano in palestra con intensità senz’altro inferiore.


Ora la massima formula è uno sport complicato, non è sufficiente la motivazione e il talento, ci deve essere anche la macchina e questa deve avere almeno prestazioni all’altezza della concorrenza non necessariamente superiori, ma almeno alla pari, così che l’uomo, il pilota, possa con le sue qualità battere gli avversari, non solo col suo impeto, ma col suo cervello, con la sua capacità di gestire ogni momento delle due ore di gara; Alonso è pronto per una nuova stagione, la sua concentrazione è al massimo ed ha un enorme bagaglio di esperienza  e il suo principale avversario è proprio nella sua stessa squadra, dovrà battere un pilota che è l’antitesi del Samurai e dovrà battere tutti gli altri in una sfida a forte componente tecnologica oltre che umana, sarà difficile ma non irrealizzabile e come citato all’inizio dell’articolo “quando si è determinati, l’impossibile non esiste“, tutto può accadere, e questo vale anche per la Ferrari…

Marco Asfalto   

Twitter : @marcoasfalto

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