Dopo le polemiche scatenate dalle dichiarazioni di Lewis Hamilton nei test del Bahrain, dove ha paragonato la Ferrari SF-26 a una vettura di categoria inferiore, è necessario andare oltre il titolo sensazionalistico.[1][2] Se Hamilton avverte una sensazione da “GP2”, non è per mancanza di potenza, ma per una precisa dinamica fisica dei nuovi regolamenti.
Durante l’ultima puntata di Race Tech, l’ingegner Riccardo Romanelli ha analizzato i dati di telemetria emersi dai test, svelando un fenomeno che sta cambiando radicalmente lo stile di guida: l’effetto “paracadute” e il clipping estremo.
La telemetria non mente: Il profilo di velocità “a campana”
Il punto critico sollevato da Hamilton riguarda la guidabilità. Nelle generazioni precedenti, il diagramma della velocità era “a punta”: il pilota accelerava fino al limite e poi frenava bruscamente.
Oggi, con le Power Unit 2026 dove l’elettrico pesa per il 50%, il profilo di velocità è diventato “a campana”. Il pilota è costretto ad alzare il piede molto prima della staccata (lift and coast) per ricaricare le batterie. “Sembra un pilota scarso che ha paura di frenare”, spiega Romanelli, “ma in realtà è una necessità tecnica. Il drag della vettura funge da paracadute aerodinamico, facendo cadere la velocità in modo passivo prima ancora di toccare il freno”.

Il divario di 30 km/h: Il problema del Clipping
Un altro motivo della frustrazione di Hamilton è il clipping (il taglio di potenza quando finisce l’energia elettrica). I test hanno mostrato differenze imbarazzanti:
- Red Bull: Sfreccia a 330 km/h mantenendo la velocità costante a fine rettilineo.
- Motorizzati Mercedes (e in parte Ferrari): Iniziano a perdere velocità a metà rettilineo, crollando verso i 300 km/h.
Questo delta di 30 km/h tra chi ha energia e chi no trasforma i sorpassi in manovre “da doppiaggio”, togliendo a Hamilton quel corpo a corpo che è l’essenza della Formula 1.
Conclusione: La sfida per Maranello
Mentre Hamilton si adatta a questa “nuova normalità”, la sfida per gli ingegneri Ferrari è rendere meno brusco il passaggio tra fase elettrica e termica e stabilizzare il posteriore nei tratti lenti. La SF-26 è una vettura “sincera” ma acerba, che richiede un diploma da ingegnere per essere portata al limite, come ammesso dallo stesso Lewis.
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