Hamilton e il “paracadute aerodinamico”: Perché le F1 2026 sembrano GP2? L’analisi di Romanelli

Vito Defonseca
3 Min Read
ferrari hamilton F1 2026

Dopo le polemiche scatenate dalle dichiarazioni di Lewis Hamilton nei test del Bahrain, dove ha paragonato la Ferrari SF-26 a una vettura di categoria inferiore, è necessario andare oltre il titolo sensazionalistico.[1][2] Se Hamilton avverte una sensazione da “GP2”, non è per mancanza di potenza, ma per una precisa dinamica fisica dei nuovi regolamenti.

Durante l’ultima puntata di Race Tech, l’ingegner Riccardo Romanelli ha analizzato i dati di telemetria emersi dai test, svelando un fenomeno che sta cambiando radicalmente lo stile di guida: l’effetto “paracadute” e il clipping estremo.

La telemetria non mente: Il profilo di velocità “a campana”

Il punto critico sollevato da Hamilton riguarda la guidabilità. Nelle generazioni precedenti, il diagramma della velocità era “a punta”: il pilota accelerava fino al limite e poi frenava bruscamente.

Oggi, con le Power Unit 2026 dove l’elettrico pesa per il 50%, il profilo di velocità è diventato “a campana”. Il pilota è costretto ad alzare il piede molto prima della staccata (lift and coast) per ricaricare le batterie. “Sembra un pilota scarso che ha paura di frenare”, spiega Romanelli, “ma in realtà è una necessità tecnica. Il drag della vettura funge da paracadute aerodinamico, facendo cadere la velocità in modo passivo prima ancora di toccare il freno”.

Hamilton Ferrari SF 26 Test F1 2026
Hamilton Ferrari SF 26 Test F1 2026

Il divario di 30 km/h: Il problema del Clipping

Un altro motivo della frustrazione di Hamilton è il clipping (il taglio di potenza quando finisce l’energia elettrica). I test hanno mostrato differenze imbarazzanti:

  • Red Bull: Sfreccia a 330 km/h mantenendo la velocità costante a fine rettilineo.
  • Motorizzati Mercedes (e in parte Ferrari): Iniziano a perdere velocità a metà rettilineo, crollando verso i 300 km/h.

Questo delta di 30 km/h tra chi ha energia e chi no trasforma i sorpassi in manovre “da doppiaggio”, togliendo a Hamilton quel corpo a corpo che è l’essenza della Formula 1.

Conclusione: La sfida per Maranello

Mentre Hamilton si adatta a questa “nuova normalità”, la sfida per gli ingegneri Ferrari è rendere meno brusco il passaggio tra fase elettrica e termica e stabilizzare il posteriore nei tratti lenti. La SF-26 è una vettura “sincera” ma acerba, che richiede un diploma da ingegnere per essere portata al limite, come ammesso dallo stesso Lewis.

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