F1 2026 Aston Martin AMR26: ALLARME PANCE!

Vito Defonseca
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f1 2026 aston martin pance foto credit media Pirelli

Nei test F1 2026 l’Aston Martin AMR26 ha mostrato il chiaro imprinting di Adrian Newey: un sottosquadro estremo che ricorda concetti del passato e punta a massimizzare la gestione dei flussi verso il fondo. Una scelta tecnica radicale che mette nel mirino la Ferrari SF-26, ma che potrebbe avere un prezzo in termini di efficienza termica e affidabilità della Power Unit Honda.

Il manifesto tecnico di Newey sulla AMR26

I primi test della stagione hanno evidenziato come l’Aston Martin AMR26 non sia una semplice evoluzione progettuale, ma una vettura concettualmente distinta rispetto alla concorrenza. Adrian Newey ha reinterpretato il tema delle pance laterali con un sottosquadro estremizzato, soluzione che riporta alla memoria la filosofia vista in passato su monoposto iconiche come la Ferrari F92A, pur in un contesto regolamentare completamente differente.

Rispetto alla Ferrari SF-26, che ha stupito per l’equilibrio tra efficienza aerodinamica e semplicità di packaging, la AMR26 appare molto più aggressiva nella gestione dei volumi laterali. Il fondo risulta maggiormente esposto e la parte inferiore delle pance è scavata in modo marcato, creando un vero e proprio “doppio livello” visivo e funzionale.

F1 2026 Aston AMR26 Alonso Test
F1 2026 Aston AMR26 Alonso Test

Il ritorno del “doppio fondo” e la gestione dell’outwash

Il sottosquadro della AMR26 aumenta virtualmente la distanza tra le ruote anteriori e il corpo vettura. Questo spazio aggiuntivo consente una gestione più efficace della scia turbolenta generata dagli pneumatici anteriori, elemento cruciale nell’attuale generazione di monoposto a effetto suolo.

La soluzione consente di espellere verso l’esterno l’aria disturbata con maggiore energia, migliorando la pulizia dei flussi diretti al fondo e al diffusore. In termini ingegneristici, si tratta di un tentativo di massimizzare la qualità del flusso in ingresso ai canali Venturi, incrementando la capacità del fondo di generare carico.

La Ferrari SF-26, al contrario, adotta un approccio più progressivo. La gestione delle pressioni avviene tramite una “rampa” superiore che accompagna i flussi verso il retrotreno senza creare depressioni estreme sotto le pance. È una filosofia meno radicale, ma potenzialmente più stabile sul piano termico e strutturale.

Depressione estrema e carico: il limite del packaging

La AMR26 sembra puntare su una zona di forte depressione sotto le pance per incrementare l’effetto suolo complessivo. Tuttavia, questa scelta implica una riduzione significativa dei volumi interni disponibili per radiatori, intercooler e canalizzazioni di raffreddamento.

Il packaging estremamente compatto attorno alla Power Unit Honda rappresenta il punto critico del progetto. Durante i test sono emerse difficoltà nello smaltimento del calore, con sessioni limitate e chilometraggio ridotto rispetto alle aspettative. Un segnale che indica come l’equilibrio tra aerodinamica e raffreddamento non sia ancora ottimale.

La Ferrari SF-26, grazie a un’impostazione meno esasperata delle fiancate, sembra aver preservato una maggiore efficienza termica. Il compromesso scelto a Maranello appare più conservativo ma, almeno nella fase iniziale della stagione, più robusto dal punto di vista dell’affidabilità.

ferrari SF 26 F1 2026 Prese d'aria
ferrari SF 26 F1 2026 Prese d’aria

Efficienza contro estremizzazione: il duello 2026

Il confronto tra Aston Martin AMR26 e Ferrari SF-26 è prima di tutto filosofico. Da un lato l’estremizzazione aerodinamica di Newey, che spinge i flussi verso il limite della fisica consentita dal regolamento. Dall’altro l’approccio più bilanciato della Ferrari, che integra aerodinamica e gestione termica in modo più armonico.

Se Aston Martin riuscirà a migliorare il raffreddamento senza sacrificare il sottosquadro, la AMR26 potrebbe diventare una delle vetture più performanti del lotto. In caso contrario, il vantaggio teorico in termini di carico potrebbe essere vanificato da limitazioni operative e compromessi in gara.

Conclusione

La stagione F1 2026 si apre con una contrapposizione tecnica di grande interesse. L’Aston Martin AMR26 rappresenta la visione radicale di Adrian Newey, basata su un sottosquadro estremo e su una gestione aggressiva delle pressioni sotto le pance. La Ferrari SF-26, invece, privilegia un equilibrio più conservativo tra carico aerodinamico ed efficienza termica. Nei prossimi appuntamenti sarà decisiva la capacità di Aston Martin di risolvere le criticità legate al raffreddamento Honda. Solo allora si potrà capire se l’audacia progettuale avrà davvero superato i limiti imposti dalla fisica e dal regolamento.

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