Hamilton attacca le F1 2026: “Più lente della GP2?

Vito Defonseca
5 Min Read
Hamilton Ferrari SF 26 Test F1 2026

Dopo aver elogiato le nuove monoposto 2026 a Barcellona, Lewis Hamilton cambia posizione nei test del Bahrain: la Ferrari SF-26 è “divertente”, ma le prestazioni e la complessità tecnica sollevano dubbi.

Lewis Hamilton cambia narrativa sulle F1 2026. Dopo i primi feedback positivi espressi durante lo shakedown di Barcellona, il sette volte campione del mondo ha mostrato perplessità al termine della sessione mattutina del primo test ufficiale in Bahrain con la Ferrari SF-26.

Il britannico ha sottolineato come le nuove monoposto siano più corte e leggere, quindi più reattive nei cambi di direzione, ma ha anche lasciato trapelare dubbi sulle performance assolute e sulla direzione tecnica intrapresa dalla Formula 1.

ferrari hamilton F1 2026
ferrari hamilton F1 2026

“Sembra di guidare un’auto da rally”

Hamilton ha descritto la nuova generazione di vetture come più facili da controllare al limite.

“La macchina è più corta, più leggera ed è più facile da riprendere. È abbastanza divertente, sembra quasi di fare rally”, ha spiegato.

Tuttavia, il tono si è fatto più critico quando ha affrontato il tema delle prestazioni pure: “In questo momento sembriamo più lenti della GP2”. Un’affermazione provocatoria che richiama alla memoria celebri dichiarazioni del passato, ma che evidenzia la frustrazione legata alla gestione energetica e all’efficienza complessiva del pacchetto.

Bahrain vs Barcellona: condizioni e bilanciamento

Hamilton ha evidenziato una netta differenza tra il comportamento della vettura a Barcellona e quello riscontrato in Bahrain. Le condizioni ambientali hanno inciso in modo significativo.

A Sakhir il vento è stato particolarmente intenso e le temperature elevate hanno reso complessa la ricerca del corretto bilanciamento aerodinamico e meccanico. Secondo il pilota Ferrari, tutti i team stanno affrontando difficoltà simili.

Un aspetto particolarmente discusso riguarda il lift and coast estremo in qualifica. A Barcellona, secondo Hamilton, si arrivava a sollevare il piede dall’acceleratore per oltre 600 metri in un giro veloce. Una dinamica che, dal suo punto di vista, si discosta dall’essenza della competizione.

ala Ferrari chiusa aperta
ala Ferrari chiusa aperta

Aerodinamica attiva e gestione energia: regole troppo complesse?

Uno dei punti più critici riguarda la complessità del nuovo regolamento 2026, incentrato su aerodinamica attiva e sistemi di gestione energetica evoluti.

Hamilton teme che tali meccanismi possano risultare poco comprensibili per il pubblico. Ha spiegato come i sistemi includano algoritmi adattivi capaci di apprendere lo stile di guida del pilota, ma sensibili a variabili come bloccaggi o traiettorie più lunghe del previsto.

Dal punto di vista operativo, la gestione in abitacolo non sarebbe particolarmente difficile, ma l’architettura tecnica dietro il funzionamento complessivo appare estremamente articolata.

Nessun giudizio definitivo sulla Ferrari SF-26

Nonostante le critiche, Hamilton evita conclusioni affrettate. Il lavoro di sviluppo è ancora in una fase iniziale e la Ferrari SF-26 deve essere ottimizzata sotto diversi aspetti: finestra di utilizzo degli pneumatici, assetto meccanico, altezza da terra e configurazione aerodinamica.

Il britannico ha ribadito che le sensazioni attuali sono fortemente condizionate dalle condizioni del primo giorno di test e che servirà tempo per comprendere appieno il potenziale reale del nuovo progetto.

Analisi finale

Le dichiarazioni di Hamilton evidenziano una fase di transizione tecnica complessa per la Formula 1 2026. Le monoposto risultano più agili e potenzialmente più coinvolgenti per il pilota, ma la ricerca dell’efficienza energetica e l’introduzione di sistemi automatizzati avanzati stanno modificando profondamente la natura della guida.

Il vero nodo sarà capire se il compromesso tra sostenibilità, tecnologia e spettacolo riuscirà a soddisfare piloti e pubblico. I test in Bahrain rappresentano solo il primo passo di un percorso tecnico che richiederà mesi di ottimizzazione.

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