La prossima settimana, in Spagna, si svolgeranno i test pre-stagionali di F2. In questo articolo, rivediamo la storia del tracciato.
Le caratteristiche della pista
Il circuito di Barcellona-Catalogna è un tracciato situato a Montmeló, a 20 chilometri a nord-est di Barcellona, in Catalogna. Si estende per una lunghezza totale di 4,657km ed è composto da 14 curve (8 a destra, 6 a sinistra). Il Gran Premio comprende una distanza totale di 307.236 km (66 giri).
La pista può essere percorsa in 5 diverse configurazioni e si adatta a una vasta varietà di discipline motoristiche.
Il rettilineo di partenza e d’arrivo consente di raggiungere una velocità di 320 km/h, mentre la curva Seat Leon è forse il punto più lento del tracciato, con le macchine costrette ad affrontarlo a 75 km/h.
Il giro record in gara è stato segnato da Oscar Piastri su McLaren in 1:15:743, mentre il record assoluto è stato conseguito da Lando Norris nel 2024 in 1:11:383.
I piloti che hanno conquistato più vittorie in Spagna sono stati Lewis Hamilton e Michael Schumacher, entrambi a quota 6. Ferrari rimane il costruttore con il maggior numero di successi nella storia del Gran Premio, con 8 trionfi.
La pista è nato grazie da una collaborazione tra il governo catalano, il Royal Automobile Club of Catalonia (RACC) e il consiglio comunale di Montmeló. Originariamente era destinata a promuovere gli sport motoristici e l’industria automobilistica locale, ma visto che la sua apertura coincideva con i Giochi Olimpici di Barcellona del 1992, il circuito è stato utilizzato anche per la prova a cronometro a squadre su strada.
Date le sue caratteristiche e la mitezza del clima locale, durante l’anno, quello di Barcellona è uno dei tracciati più utilizzati per i test dalle varie scuderie. Grazie alla sua configurazione impegnativa, alla sua combinazione di curve veloci e un lungo rettilineo questo fornisce un punto di riferimento ideale per testare le prestazioni delle vetture.
Inoltre, Montmeló vanta numerose strutture per i fan, tra cui diverse tribune, suite VIP e un museo che celebra il ricco patrimonio motoristico della regione. Grazie alla sua vicinanza con Barcellona e ai facili collegamenti, il tracciato è uno dei preferiti dai fan internazionali.

Il Gran Premio di Spagna
Nella storia del motorsport, il GP di Spagna ha una storia centenaria. È stato ideato nel 1913 come gara riservata ai costruttori, ma nel 1935 è diventato l’ultima tappa stagionale del Campionato d’Europa. Nel 1951 è entrato nel Campionato Mondiale di F1.
Nella Penisola Iberica, la Formula 1 ha corso 51 volte e su 5 circuiti differenti: Pedralbes, Jarama, Montujch, Jerez de la Frontera e Barcellona. Nessun Gran Premio europeo conta un numero così elevato di passaggi da un tracciato all’altro.
La pista di Barcellona-Catalogna ha ospitato la sua prima gara di Formula 1 nel 1991, pochi giorni dopo la sua inaugurazione ufficiale.
Il Gran Premio d’esordio è entrato subito nella storia della Formula 1: gli spettatori presenti hanno potuto assistere ad un emozionante duello ruota a ruota tra Ayrton Senna e Nigel Mansell sul rettilineo principale, con il secondo che ha conquistato la vittoria.
Dal 1991 al 2025, il GP di Spagna è una presenza fissa nel calendario di F1 su questa pista. A partire dal 2026, il tracciato ospiterà il Gran Premio di Barcellona-Catalogna, mentre quello di Spagna si sposterà a Madrid.
Nel corso dei decenni, il circuito di Montmeló ha ospitato innumerevoli momenti chiave nella storia degli sport motoristici. Michael Schumacher ha conquistato qui la sua prima vittoria con la Ferrari nel 1996, sotto una pioggia battente; Fernando Alonso ha elettrizzato i tifosi spagnoli durante gli anni in cui è entrato nell’albo d’oro; Max Verstappen, nel 2016, è stato incoronato il più giovane vincitore della storia di un Gran Premio, a soli 18 anni.
Adesso gli occhi sono puntati sull’appuntamento di settimana prossima, con i test pre-stagione per il Campionato di Formula 2, che si svolgeranno dal 17 al 19 febbraio.
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