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McLaren F1 News Fp2 Singapore Foto credits Pirelli

F1, Squalifica McLaren: perché la “dilatazione termica” è un mito

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Le squalifiche McLaren al GP di Las Vegas hanno alimentato teorie fantasiose su materiali “magici” capaci di evitare l’usura del plank. In questo articolo analizziamo, con un approccio tecnico e verificabile, perché tali ipotesi sono fisicamente infondate e incompatibili con le norme FIA.

F1 McLaren a ruota libera Mclaren Las Vegas
F1 McLaren a ruota libera Mclaren Las Vegas

Le doppie squalifiche inflitte a Lando Norris e Oscar Piastri dopo il Gran Premio di Las Vegas hanno acceso un’ondata di speculazioni tecniche. Nel giro di poche ore, il web si è popolato di ipotesi fantasiose: placche sacrificali in materiali esotici, titanio pre-riscaldato, bimetalli capaci di flettersi o addirittura sistemi per sfruttare la dilatazione termica e superare i controlli FIA sull’altezza da terra.

Nella rubrica Race Tech di NewsF1.it, insieme all’ingegnere Riccardo Romanelli, abbiamo analizzato questi scenari per capire quanto ci sia di realistico e quanto, invece, appartenga alla fantascienza ingegneristica.

La teoria della dilatazione termica

L’idea più diffusa sosteneva che McLaren potesse utilizzare placche in materiali speciali capaci di espandersi con il calore, aumentando lo spessore a contatto con l’asfalto e riducendo così l’usura del plank.

Per verificare questa affermazione, l’ingegner Romanelli ha analizzato la Mappa di Ashby,

uno strumento usato nella selezione dei materiali, che mette in relazione coefficienti di dilatazione, conducibilità e densità.

Coefficienti troppo bassi per fare la differenza

I materiali coinvolti — leghe di titanio, compositi e fibre — hanno coefficienti di dilatazione termica lineare nell’ordine di 10⁻⁶ m/mK.
In pratica, anche portando un componente a temperature elevatissime, l’espansione sarebbe dell’ordine dei micron, totalmente insufficiente a compensare un’usura misurata in millimetri.

Ottenere una dilatazione significativa richiederebbe temperature incompatibili con la sopravvivenza del fondo in carbonio, che inizierebbe a degradare molto prima dei valori necessari per far espandere sensibilmente il titanio.

Il paradosso dell’energia

Per generare calore devi strisciare contro l’asfalto.
Ma se strisci contro l’asfalto:

  • stai generando attrito (e quindi calore),
  • ma stai anche consumando materiale per abrasione.

È un circolo vizioso insuperabile: non puoi scaldare abbastanza un metallo senza allo stesso tempo accelerarne l’usura. La fisica rende impossibile ottenere un vantaggio pratico da questo processo.

Fondo-Skid
Fondo-Skid

Le verifiche FIA avvengono a freddo

Un altro elemento fondamentale ignorato dalle teorie circolate online riguarda le procedure FIA. Le verifiche post-gara vengono effettuate a temperatura ambiente, dopo il giro di rientro e le fasi di parco chiuso. Qualsiasi minima espansione dovuta al calore sarebbe già svanita.

Il concetto di “ingannare” lo spessore del pattino tramite dilatazione termica è, dunque, privo di qualunque fondamento tecnico e procedurale.

L’illusione del bimetallo

Alcune ipotesi facevano riferimento ai bimetalli, simili a quelli usati nei termostati domestici. Anche questa idea non trova applicazione:

  • i regolamenti FIA limitano densità e composizione delle placche,
  • la flessione ottenibile con tali strutture sarebbe comunque irrilevante,
  • la temperatura necessaria per generare deformazioni utili renderebbe il fondo inutilizzabile.

Non esistono materiali “segreti” o tecnologie occulte: i limiti regolamentari rendono impossibile qualunque escamotage di questo tipo.

La spiegazione più semplice è quella corretta

Come spesso accade in Formula 1, la verità è meno suggestiva delle narrazioni complottiste.
McLaren non ha utilizzato trucchi ingegneristici, ma ha portato in pista un assetto estremamente aggressivo, sulle caratteristiche molto particolari del tracciato di Las Vegas.

Guarda l’analisi completa nel nostro video
F1: Caso McLaren a Las Vegas: La Verità Tecnica sul Plank che smentisce tutti! 

F1 Mclaren fondo race tech video
F1 Mclaren fondo race tech video

Analisi finale

La discussione attorno alla squalifica McLaren evidenzia ancora una volta la distanza tra la fisica reale e le teorie diffuse sui social. Il comportamento dei materiali, i coefficienti di dilatazione e le procedure di verifica FIA sono elementi chiari e misurabili: nessuno di essi consente di utilizzare tecniche “miracolose” per evitare l’usura del plank.

L’errore è stato umano e ingegneristico, non frutto di sistemi segreti.

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