La Ferrari ritrova competitività a Città del Messico: Hamilton conquista la pole position davanti a Russell, Leclerc è terzo. L’altitudine riequilibra le prestazioni delle power unit, mentre gli aggiornamenti sembrano confermare i progressi della SF-26.
- Altitudine e power unit: il Messico cambia gli equilibri
- Ferrari, gli aggiornamenti funzionano: arriva un’altra conferma
- Hamilton conquista la prima pole con Ferrari: «È come la prima volta»
- Leclerc terzo: «Non ho fatto il lavoro che avrei dovuto fare»
- Risultati qualifiche GP Messico 2026 dopo la squalifica di Lawson
- Ferrari, finale di stagione in crescita: Hamilton può superare Leclerc?
La Ferrari torna protagonista in Formula 1 e lo fa nel modo più convincente, conquistando la pole position del Gran Premio di Città del Messico con Lewis Hamilton e piazzando Charles Leclerc in terza posizione. Un risultato che va oltre il semplice exploit del sabato e che conferma i segnali positivi già intravisti nelle ultime gare.
La prestazione della SF-26 apre infatti interrogativi interessanti sugli equilibri tecnici tra i costruttori. Il circuito Hermanos Rodriguez presenta caratteristiche particolari: lunghi rettilinei, curve lente e soprattutto un’altitudine di oltre 2.200 metri che modifica profondamente il comportamento delle monoposto e delle rispettive power unit.
Alla vigilia c’era il dubbio che una pista caratterizzata da lunghi rettilinei potesse favorire soprattutto le vetture motorizzate Mercedes. Invece, la Ferrari ha dimostrato di poter competere ad altissimo livello, sfruttando un pacchetto aerodinamico particolarmente efficace e una power unit che potrebbe trovare proprio in queste condizioni ambientali alcune caratteristiche favorevoli.
Altitudine e power unit: il Messico cambia gli equilibri
L’aria rarefatta di Città del Messico rappresenta una delle variabili tecniche più importanti del weekend. La minore densità dell’aria riduce il carico aerodinamico generato dalle superfici della monoposto, ma allo stesso tempo diminuisce la resistenza all’avanzamento.
Anche le power unit devono affrontare condizioni particolari. La minore quantità di ossigeno disponibile rende più complesso il lavoro del motore termico e del sistema di sovralimentazione. Il turbocompressore deve lavorare in condizioni differenti rispetto a quelle incontrate sui circuiti a bassa quota.
In questo scenario, le differenze tra le architetture dei propulsori possono modificare gli equilibri abituali. L’altitudine potrebbe aver ridotto alcuni dei vantaggi prestazionali che normalmente emergono sui rettilinei, rendendo meno determinante la superiorità di una singola soluzione motoristica.
Si tratta di un elemento interessante anche per Ferrari, considerando le caratteristiche del proprio turbo. Il dibattito sul turbo più piccolo della power unit di Maranello aveva sollevato diversi interrogativi, soprattutto in relazione alla risposta del sistema di sovralimentazione. Il Messico dimostra però che il quadro è più complesso e che non è possibile giudicare una soluzione tecnica senza considerare le condizioni di utilizzo.
Guarda l’analisi degli aggiornamenti Ferrari

Ferrari, gli aggiornamenti funzionano: arriva un’altra conferma
La vera notizia, tuttavia, riguarda il comportamento della SF-26. Dopo i primi segnali incoraggianti della gara precedente, Ferrari sembra aver trovato una direzione di sviluppo finalmente efficace.
Gli aggiornamenti introdotti nelle ultime gare non hanno necessariamente mostrato tutto il loro potenziale alla prima uscita. È normale che un nuovo pacchetto aerodinamico richieda tempo per essere compreso, analizzato e integrato nel lavoro di messa a punto.
Il Messico sembra rappresentare un ulteriore passo avanti. La monoposto di Maranello ha dimostrato di possedere un equilibrio complessivo convincente, soprattutto nelle condizioni in cui il carico aerodinamico disponibile è fortemente condizionato dalla rarefazione dell’aria.
La Ferrari ha quindi mostrato di poter competere non soltanto grazie alle caratteristiche della propria power unit, ma anche attraverso la qualità del pacchetto aerodinamico.
È un’indicazione importante per il finale di stagione: se gli aggiornamenti continueranno a produrre miglioramenti, la SF-26 potrebbe diventare una presenza costante nella lotta per le prime posizioni.

Hamilton conquista la prima pole con Ferrari: «È come la prima volta»
A prendersi la scena è stato Lewis Hamilton, autore della pole position con il tempo di 1:16.514, appena nove millesimi più veloce della Mercedes di George Russell.
Per il sette volte campione del mondo si tratta della prima pole position in un Gran Premio al volante della Ferrari, un risultato dal significato particolare.
Intervistato da Sky Sport F1 al termine delle qualifiche, Hamilton ha raccontato la soddisfazione per questo risultato, ricordando anche gli anni in cui osservava Michael Schumacher conquistare le pole position con la Ferrari.
Il britannico ha spiegato di aver affrontato il weekend con un approccio differente, arrivando in Messico già mercoledì per analizzare quanto accaduto nelle gare precedenti e capire dove fosse possibile migliorare.
Un lavoro che ha coinvolto anche la preparazione del giro veloce, considerando fattori come il vento, la temperatura dell’asfalto e la corretta gestione delle gomme.
Hamilton ha sottolineato quanto sia speciale conquistare una pole con la Ferrari, ricordando il sogno condiviso con la propria famiglia quando da ragazzo guardava Schumacher.
«Per me è come una prima volta, perché dopo i 40 anni pensi sempre che queste sensazioni potresti non provarle più», ha raccontato a Sky Sport F1.
Non tutto, però, è stato semplice. Hamilton ha ricordato anche il problema alla power unit accusato durante le FP2, che gli ha impedito di completare una vera simulazione di gara. Un elemento che potrebbe avere un peso nella preparazione della corsa.
Leclerc terzo: «Non ho fatto il lavoro che avrei dovuto fare»
Dall’altra parte del box Ferrari, Charles Leclerc ha conquistato la terza posizione, ma il suo giudizio sulla prestazione è stato decisamente meno entusiasta.
Il monegasco ha riconosciuto di non aver sfruttato al meglio l’ultimo tentativo in Q3, evidenziando ancora una volta le difficoltà incontrate nella gestione delle gomme morbide.
Il problema principale riguarda la preparazione degli pneumatici e la difficoltà nel portarli nella corretta finestra di funzionamento. Una situazione che, secondo Leclerc, si sta ripetendo con una certa frequenza nelle ultime qualifiche.
Ai microfoni di Sky Sport F1, il pilota Ferrari ha spiegato di aver avuto difficoltà nel giro di preparazione durante Q1, Q2 e il primo tentativo della Q3. Nell’ultimo tentativo era invece riuscito a preparare meglio le gomme, ma il comportamento della vettura è cambiato in maniera inattesa.
Leclerc non ha cercato scuse, riconoscendo apertamente le proprie responsabilità: non ha realizzato il giro che avrebbe dovuto fare nel momento decisivo.
La terza posizione resta comunque un risultato importante, soprattutto considerando la competitività mostrata dalla Ferrari durante tutto il weekend.
Risultati qualifiche GP Messico 2026 dopo la squalifica di Lawson
La griglia di partenza è stata modificata dopo la squalifica di Liam Lawson. La Racing Bulls del pilota neozelandese è risultata irregolare rispetto agli articoli C5.12.6 e C5.12.7 del regolamento tecnico, con conseguente esclusione dalla classifica delle qualifiche e retrocessione in fondo alla griglia.
Ecco la classifica rettificata:
| Pos. | Pilota | Team |
|---|---|---|
| 1 | Lewis Hamilton | Ferrari |
| 2 | George Russell | Mercedes |
| 3 | Charles Leclerc | Ferrari |
| 4 | Max Verstappen | Red Bull |
| 5 | Kimi Antonelli | Mercedes |
| 6 | Lando Norris | McLaren |
| 7 | Isack Hadjar | Red Bull |
| 8 | Arvid Lindblad | Racing Bulls |
| 9 | Pierre Gasly | Alpine |
| 10 | Nico Hulkenberg | Audi |
| 11 | Franco Colapinto | Alpine |
| 12 | Oscar Piastri | McLaren |
| 13 | Gabriel Bortoleto | Audi |
| 14 | Oliver Bearman | Haas |
| 15 | Carlos Sainz | Williams |
| 16 | Alex Albon | Williams |
| 17 | Fernando Alonso | Aston Martin |
| 18 | Lance Stroll | Aston Martin |
| 19 | Ryo Hirakawa | Haas |
| 20 | Sergio Perez | Cadillac |
| 21 | Valtteri Bottas | Cadillac |
| 22 | Liam Lawson | Racing Bulls – DSQ |
Ferrari, finale di stagione in crescita: Hamilton può superare Leclerc?
Il risultato del Messico apre anche un altro scenario interessante all’interno della Ferrari. La sfida tra Hamilton e Leclerc potrebbe diventare uno dei temi principali di questo finale di stagione.
Il britannico sembra aver ritrovato fiducia e soprattutto la capacità di sfruttare il potenziale della monoposto sul giro secco. La prima pole position in Ferrari rappresenta un risultato importante anche sul piano psicologico.
Leclerc, invece, dovrà cercare di risolvere le difficoltà nella gestione delle gomme in qualifica, un aspetto che continua a condizionare le sue prestazioni nei momenti decisivi.
La gara messicana sarà un banco di prova significativo. Hamilton partirà dalla pole, ma il lungo rettilineo verso curva 1 rappresenta una delle maggiori insidie per chi occupa la prima posizione. Lo stesso inglese ha riconosciuto a Sky Sport F1 che sarà fondamentale effettuare una buona partenza e gestire correttamente gli pneumatici.
Per Ferrari, però, il messaggio più importante arriva dalla competitività complessiva della vettura.
Gli aggiornamenti sembrano funzionare, il pacchetto aerodinamico ha mostrato qualità importanti e la power unit ha dimostrato di poter competere anche in condizioni ambientali particolarmente difficili.
Il Messico potrebbe quindi rappresentare molto più di una semplice pole position: la conferma che Ferrari ha finalmente imboccato la strada giusta per tornare protagonista.
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