Hamilton è più forte di Leclerc nel 2026? La domanda è stata posta direttamente a Marc Asfalto durante l’ultima puntata di A Ruota Libera. E la risposta, per quanto possa far discutere i tifosi Ferrari, è stata netta: oggi Lewis Hamilton sembra più in forma di Charles Leclerc.
- Hamilton sembra avere qualcosa in più
- Leclerc ha la velocità, ma deve dare qualcosa in più
- Il problema di Leclerc non è Hamilton
- Hamilton non è venuto a Maranello per chiudere la carriera
- Leclerc non deve andare in “overtake” con l’emozione
- L’errore sarebbe vivere Hamilton come una minaccia
- Le “fregnacce” di Leclerc
- La velocità non basta
- Hamilton o Leclerc: chi è più forte?
- E questo potrebbe essere un bene per Ferrari
Non si tratta però di stabilire chi abbia più talento o chi sia destinato a prevalere nel lungo periodo. Il ragionamento fatto in trasmissione riguarda soprattutto il modo in cui i due piloti stanno interpretando la Ferrari e il contributo che riescono a dare alla squadra.
Ed è proprio qui che il confronto diventa interessante.
Hamilton sembra avere qualcosa in più
Secondo Marc Asfalto, quest’anno Hamilton appare più in forma rispetto a Leclerc.
La valutazione non nasce soltanto dai tempi sul giro o dai risultati ottenuti, ma da un aspetto molto più importante per una squadra che deve sviluppare una monoposto ancora non completamente competitiva: la capacità di regolare la macchina e fornire indicazioni ai tecnici.
Hamilton, secondo questa lettura, potrebbe essere più bravo di Leclerc nel capire come impostare la vettura, nel trovare il giusto compromesso e soprattutto nel comunicare agli ingegneri ciò che serve per migliorare.
È una qualità che non sempre emerge dalle classifiche e che può diventare decisiva quando la macchina non è dominante.

Leclerc ha la velocità, ma deve dare qualcosa in più
Su una cosa Marc Asfalto non lascia spazio a dubbi: la velocità di Leclerc non è in discussione.
Il monegasco ha dimostrato più volte di possedere un talento straordinario sul giro secco e in gara.
Il punto, però, è un altro.
Perché un pilota Ferrari non deve limitarsi a essere veloce. Deve anche riuscire a trasformare quello che sente in macchina in informazioni utili per chi lavora dall’altra parte del box.
Ed è proprio su questo aspetto che, secondo l’analisi di Asfalto, Hamilton potrebbe oggi avere un piccolo vantaggio.
Non significa che Leclerc non sia capace di farlo. Significa che Hamilton potrebbe essere più completo in questa fase della loro esperienza insieme.
Il problema di Leclerc non è Hamilton
La parte forse più interessante del ragionamento riguarda però la pressione.
Leclerc non è più un giovane pilota alle prime armi. È un uomo, un pilota maturo, con molti anni di Formula 1 alle spalle.
Per questo, secondo Marc Asfalto, non dovrebbe lasciarsi condizionare dalla presenza di Hamilton nel box.
Quando Ferrari ha portato a Maranello un sette volte campione del mondo, Leclerc sapeva perfettamente chi avrebbe avuto dall’altra parte del garage.
E soprattutto avrebbe dovuto sapere che Hamilton non sarebbe arrivato in Ferrari per prendere la pensione.
Hamilton non è venuto a Maranello per chiudere la carriera
Questo è uno degli aspetti sottolineati con maggiore forza durante la trasmissione.
Marc Asfalto racconta di essere stato inizialmente convinto che Hamilton potesse arrivare in Ferrari anche con l’idea di godersi gli ultimi anni della carriera, magari accompagnandoli con un grande contratto.
La realtà, invece, sembra essere diversa.
Hamilton è arrivato a Maranello perché voleva realmente correre per la Ferrari e continua a essere fortemente motivato.
Per Leclerc questo cambia completamente il quadro.
Non si trova davanti un campione che ha già ottenuto tutto e che è pronto ad accontentarsi.
Si trova davanti un pilota che vuole ancora dimostrare di essere competitivo e che, proprio per questo, può rappresentare un riferimento molto scomodo.
Leclerc non deve andare in “overtake” con l’emozione
È qui che arriva uno dei concetti più interessanti emersi nella discussione.
Secondo Asfalto, Leclerc deve evitare di farsi prendere dall’emozione o dall’ansia di dover dimostrare qualcosa contro Hamilton.
Non deve entrare in una sorta di competizione psicologica permanente con il compagno.
Deve semplicemente rimanere attaccato ai propri valori, cercare di competere con Hamilton al massimo e, soprattutto, concentrarsi sul contributo tecnico alla squadra.
Perché cercare continuamente di battere Hamilton potrebbe essere meno importante che riuscire a capire perché Hamilton riesce, in determinati momenti, a trovare qualcosa in più.
L’errore sarebbe vivere Hamilton come una minaccia
Questo potrebbe essere il punto centrale del confronto.
Leclerc dovrebbe considerare Hamilton non soltanto come il pilota da battere, ma anche come un enorme patrimonio di esperienza da sfruttare.
Se il britannico riesce a capire qualcosa prima, a individuare un problema della macchina o a suggerire una direzione tecnica efficace, Leclerc dovrebbe essere il primo interessato a comprenderne il metodo.
La sfida interna potrebbe quindi trasformarsi in un vantaggio per Ferrari.
A condizione che Leclerc non viva la presenza di Hamilton come una minaccia alla propria posizione.
Le “fregnacce” di Leclerc
Marc Asfalto non ha però risparmiato una critica al monegasco.
Nel corso della trasmissione ha ricordato alcuni errori commessi da Leclerc, citando in particolare Monza, interpretandoli anche come possibili segnali di pressione legati all’arrivo di Hamilton.
Non è una condanna del pilota.
Anzi, il ragionamento è quasi l’opposto: proprio perché Leclerc è ormai un pilota maturo, non dovrebbe permettersi di cadere nella trappola psicologica del confronto.
Hamilton è nel box.
Va battuto in pista, non nella testa.
La velocità non basta
C’è poi un passaggio tecnico che merita particolare attenzione.
Nel video viene ricordato il modo in cui alcuni grandi campioni del passato riuscivano a dialogare con gli ingegneri.
Il riferimento è a Niki Lauda e alla sua capacità di “sentire” la macchina e spiegare ai tecnici che cosa non funzionava e in quale direzione intervenire.
È un aspetto che oggi rischia di passare in secondo piano.
La Formula 1 moderna è talmente sofisticata che il pilota non può più essere soltanto quello che guida più forte degli altri.
Deve essere anche un sensore umano della macchina.
E secondo la lettura di Marc Asfalto, proprio qui Hamilton potrebbe avere oggi qualcosa in più rispetto a Leclerc.
Hamilton o Leclerc: chi è più forte?
Quindi, tornando alla domanda iniziale: chi è più forte tra Hamilton e Leclerc quest’anno?
Per Marc Asfalto, la risposta è Hamilton.
Non perché Leclerc abbia improvvisamente perso il proprio talento.
Non perché il britannico sia necessariamente destinato a chiudere la stagione davanti al compagno.
E nemmeno perché qualche risultato possa essere sufficiente per stabilire una gerarchia definitiva.
La risposta nasce dalla sensazione che Hamilton oggi sia più completo e più efficace nel rapporto con la vettura e con i tecnici.
E questo potrebbe essere un bene per Ferrari
Il paradosso è che una rivalità interna così forte potrebbe essere esattamente ciò di cui Ferrari ha bisogno.
Hamilton può spingere Leclerc a migliorare alcuni aspetti del proprio lavoro.
Leclerc può costringere Hamilton a mantenere altissimo il livello della prestazione.
E gli ingegneri Ferrari possono raccogliere informazioni da due piloti con caratteristiche molto diverse.
La vera partita, quindi, non dovrebbe essere Hamilton contro Leclerc.
Dovrebbe essere Hamilton e Leclerc contro i problemi della Ferrari.
E se Leclerc riuscirà a trasformare la presenza del sette volte campione del mondo da pressione a opportunità di crescita, il confronto potrebbe diventare uno dei punti di forza della Scuderia.
Per ora, però, secondo Marc Asfalto, il verdetto è chiaro:
Hamilton sembra più in forma di Leclerc.
E adesso tocca al monegasco rispondere.
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