Il quarto posto di Charles Leclerc e il terzo di Lewis Hamilton raccontano solo una parte della storia Ferrari a Sepang.
- Ferrari e le slick: il rischio preso da entrambe le vetture
- Leclerc: sulle strategie Ferrari deve fare un passo avanti
- Ma perché non utilizzare due strategie diverse?
- La spiegazione di Leclerc apre un’altra discussione
- Il risultato della squadra viene prima di tutto?
- Quando una Ferrari è fuori dalla lotta, il rischio può diventare un’arma
- Due Ferrari significano due possibilità
- Ferrari ha messo tutte le uova nello stesso paniere
- Red Bull diventa il riferimento
- Non basta avere una macchina veloce
- La lezione di Sepang per Ferrari
- Ferrari deve imparare a leggere meglio la gara
- La domanda finale: perché due Ferrari sulla stessa strategia?
La SF-26, dopo una partenza disastrosa dal punto di vista strategico, è riuscita a recuperare fino alle posizioni di vertice grazie a un buon passo gara e alle numerose neutralizzazioni che hanno rimescolato più volte il gruppo.
Ma proprio perché la Ferrari aveva dimostrato di avere un ritmo competitivo, la domanda diventa ancora più interessante: quanto avrebbe potuto ottenere se il muretto avesse gestito diversamente la fase iniziale della gara?
La risposta definitiva non esiste. Nel nostro stesso approfondimento abbiamo sottolineato che, con tutte le Safety Car e i distacchi continuamente azzerati, sarebbe impossibile stabilire con certezza quale risultato avrebbe ottenuto Ferrari con una strategia diversa. Servirebbe davvero una sfera di cristallo.
Ma c’è un altro interrogativo, ancora più interessante.
Perché, con due Ferrari in pista, non è stata diversificata la strategia?
Ferrari e le slick: il rischio preso da entrambe le vetture
La situazione era particolarmente delicata.
Dopo il rinvio della partenza e il cambiamento delle condizioni della pista, Ferrari ha scelto le gomme slick per entrambe le vetture. La scelta si è rivelata inizialmente penalizzante, mentre le monoposto equipaggiate con le intermedie riuscivano a guadagnare rapidamente terreno.
Nel nostro video abbiamo sottolineato proprio questo aspetto: le vetture sono due e, in una situazione così incerta, sarebbe stato possibile utilizzare almeno una Ferrari come riferimento per capire immediatamente quale direzione avrebbe preso la pista.
Non significa che una strategia diversa avrebbe garantito automaticamente un podio.
Significa che Ferrari avrebbe potuto dividere il rischio.
Una macchina con le slick.
Una macchina con le intermedie.
Due scenari differenti da seguire.
Leclerc: sulle strategie Ferrari deve fare un passo avanti
Dopo la gara, Leclerc ha riconosciuto che la scelta iniziale non era stata quella corretta.
Il pilota monegasco ha spiegato che Ferrari tende a scegliere la soluzione più prudente e ha ammesso che, in quelle condizioni, altri team riescono a prendere decisioni più efficaci.
Il riferimento fatto da Leclerc è stato molto preciso: Red Bull.
Secondo il pilota Ferrari, proprio sulla gestione delle strategie la Scuderia deve fare un passo avanti.
Ed è un’ammissione importante.
Perché non stiamo parlando soltanto della velocità della macchina.
Stiamo parlando della capacità del team di leggere una gara.
Ma perché non utilizzare due strategie diverse?
Qui nasce il vero tema.
Se Ferrari non era completamente sicura che la pista fosse pronta per le slick, perché non utilizzare le due vetture per coprire entrambe le possibilità?
È una domanda molto semplice.
Con due macchine, una squadra ha la possibilità di correre un rischio con una vettura e proteggersi con l’altra.
Se la pista si fosse asciugata rapidamente, la Ferrari con le slick avrebbe potuto guadagnare.
Se invece le condizioni fossero rimaste troppo bagnate, la Ferrari con le intermedie avrebbe potuto limitare i danni.
In questo modo il team avrebbe avuto una sorta di assicurazione.
Non una garanzia di successo.
Ma una possibilità in più.

La spiegazione di Leclerc apre un’altra discussione
Ed è qui che il discorso diventa interessante.
Leclerc ha spiegato che differenziare la strategia in quelle condizioni avrebbe significato correre il rischio di avere un pilota autore di una grande gara e l’altro penalizzato dalla scelta opposta.
È una considerazione assolutamente comprensibile.
Se due piloti ricevono strategie diverse, uno potrebbe trovarsi improvvisamente con un enorme vantaggio rispetto al compagno.
Ma la domanda è: è davvero questo il problema principale quando una squadra deve massimizzare il risultato complessivo?
Il risultato della squadra viene prima di tutto?
La Formula 1 è uno sport individuale, ma anche uno sport di squadra.
Hamilton corre per il proprio risultato.
Leclerc corre per il proprio risultato.
Ma Ferrari corre anche per il Campionato Costruttori.
E quindi il muretto deve cercare di ottenere il maggior numero possibile di punti complessivi.
Se una delle due strategie si dimostra nettamente migliore dell’altra, inevitabilmente uno dei due piloti ne trarrà beneficio.
Ma questo non significa necessariamente che la squadra abbia sbagliato.
Potrebbe significare semplicemente che il team ha scelto di coprire due scenari differenti.
Quando una Ferrari è fuori dalla lotta, il rischio può diventare un’arma
C’è poi una situazione ancora più particolare.
Se uno dei due piloti è già molto lontano dalle posizioni di vertice, potrebbe essere proprio quella vettura a essere utilizzata per tentare qualcosa di diverso.
Una strategia aggressiva può diventare un’opportunità.
Se funziona, la squadra guadagna.
Se non funziona, il danno è limitato perché quella vettura non era comunque nella posizione ideale per ottenere un risultato importante.
È una logica completamente diversa dal mettere entrambe le monoposto sulla stessa strategia.
Due Ferrari significano due possibilità
Questo è probabilmente il punto più importante.
Avere due vetture non significa soltanto avere il doppio della possibilità di conquistare punti.
Significa anche avere la possibilità di coprire scenari differenti.
Una Ferrari può seguire la strategia più conservativa.
L’altra può tentare qualcosa di più aggressivo.
Una può coprire un avversario.
L’altra può anticipare una situazione.
Una può utilizzare una gomma.
L’altra può utilizzare quella alternativa.
È proprio questa possibilità che, in determinate situazioni, può trasformare due vetture in un enorme vantaggio strategico.
Ferrari ha messo tutte le uova nello stesso paniere
A Sepang, invece, Ferrari ha sostanzialmente puntato sulla stessa direzione con entrambe le vetture.
E quando quella scelta si è rivelata inizialmente sbagliata, entrambe le Ferrari hanno pagato il prezzo.
Il problema non è quindi soltanto la scelta delle slick.
Il problema è aver corso lo stesso rischio con entrambe le macchine.
Nel nostro video lo abbiamo sottolineato proprio in questi termini: se c’era il dubbio sulla pista, sarebbe stato possibile mandare una sola vettura sulle slick e vedere cosa sarebbe successo. a ruota libera sepang bahrain

Red Bull diventa il riferimento
Le parole di Leclerc assumono quindi un significato ancora maggiore.
Il pilota Ferrari non si è limitato a dire che la strategia di Sepang è stata sbagliata.
Ha riconosciuto che ci sono squadre che riescono più frequentemente a prendere decisioni corrette in situazioni simili e ha indicato proprio Red Bull come riferimento.
Per Ferrari questo dovrebbe rappresentare un campanello d’allarme.
Perché il problema non è soltanto capire quale gomma montare.
È capire quando rischiare, quanto rischiare e soprattutto come utilizzare le due vetture per ridurre il rischio complessivo.
Non basta avere una macchina veloce
La gara di Sepang ha mostrato anche un altro elemento.
La Ferrari aveva un passo sufficiente per recuperare dopo il disastro iniziale.
Hamilton è riuscito a risalire fino al podio e Leclerc ha concluso quarto.
Questo rende ancora più difficile ignorare la questione strategica.
Se la vettura non avesse avuto ritmo, si sarebbe potuto parlare semplicemente di un limite tecnico.
Ma quando una macchina riesce a recuperare così tanto dopo una partenza strategicamente compromessa, è inevitabile chiedersi cosa avrebbe potuto fare partendo con una gestione migliore.
E su questo, però, bisogna essere onesti: non possiamo sapere quale sarebbe stato il risultato finale.

La lezione di Sepang per Ferrari
La lezione non deve essere necessariamente “diversificare sempre”.
Sarebbe troppo semplice.
La vera lezione è un’altra: imparare quando diversificare.
Ci sono gare nelle quali avere entrambe le vetture sulla stessa strategia è la scelta migliore.
Ma quando le condizioni sono estremamente incerte, utilizzare due macchine per coprire due scenari può rappresentare un vantaggio enorme.
È una questione di gestione del rischio.
E proprio questo sembra essere uno degli aspetti sui quali Leclerc chiede alla Ferrari di migliorare.
Ferrari deve imparare a leggere meglio la gara
La velocità della SF-26 non basta.
La Ferrari deve riuscire a trasformare la prestazione della vettura in risultati.
E per farlo servono anche decisioni strategiche più efficaci.
Leclerc lo ha detto chiaramente: sulle strategie Ferrari deve fare un passo avanti. Sky Sport
Il riferimento a Red Bull è altrettanto significativo.
Non significa che Red Bull abbia sempre ragione.
Significa che Ferrari deve diventare più efficace nei momenti nei quali una gara cambia rapidamente e non esiste una risposta certa.
La domanda finale: perché due Ferrari sulla stessa strategia?
Alla fine, il dubbio rimane.
Ferrari aveva due vetture.
Aveva due piloti.
Aveva due possibilità.
Eppure ha scelto di correre sostanzialmente lo stesso rischio con entrambe.
Forse la scelta di diversificare avrebbe creato un pilota molto avvantaggiato e uno molto penalizzato, come ha spiegato Leclerc.
Ma forse, in una situazione così incerta, era proprio questo il rischio che Ferrari doveva accettare per proteggere il risultato della squadra.
Non possiamo sapere se una Ferrari con le intermedie avrebbe conquistato il podio.
Non possiamo sapere se una Ferrari sulle slick avrebbe poi recuperato.
Possiamo però porci una domanda legittima:
se non sei sicuro della scelta, perché rischiare tutto con entrambe le macchine?
Ed è forse questa la domanda più interessante lasciata dal Gran Premio di Sepang.
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