McLaren F1, perché può sviluppare meglio di Red Bull nel 2026

Vito Defonseca
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La McLaren potrebbe essere una delle squadre con il maggiore margine di crescita nella seconda parte della stagione 2026. Non necessariamente perché abbia progettato fin dall’inizio la migliore monoposto, ma perché ha dimostrato di possedere gli strumenti, la struttura tecnica e il personale necessari per continuare a migliorare la vettura.

È questa la lettura emersa durante Race Tech #162, dove l’analisi ha messo a confronto il potenziale di sviluppo di McLaren e Red Bull. E la conclusione è piuttosto netta: nel trend di miglioramento, McLaren oggi convince più di Red Bull.

McLaren non ha centrato completamente il regolamento, ma può crescere

Il punto di partenza è importante.

Secondo l’analisi della puntata, McLaren non avrebbe interpretato perfettamente il nuovo regolamento tecnico 2026 fin dall’inizio. Questo però non significa che la squadra sia destinata a rimanere indietro.

Al contrario, il team di Woking ha già dimostrato di avere una struttura tecnica capace di individuare le aree della vettura sulle quali intervenire e trasformare queste conoscenze in prestazione.

È proprio questo l’elemento che potrebbe fare la differenza nei prossimi mesi.

La capacità di sviluppo non dipende infatti soltanto dall’aver trovato subito la soluzione aerodinamica migliore. Conta anche la possibilità di comprendere progressivamente la vettura, individuare dove esiste margine e riuscire a sfruttarlo attraverso gli aggiornamenti.

Il nuovo regolamento offre più possibilità di sviluppo

Una delle ragioni per cui il confronto tra McLaren e Red Bull è particolarmente interessante riguarda proprio la natura delle vetture 2026.

Con il precedente ciclo regolamentare a effetto suolo, una parte molto importante del carico aerodinamico veniva generata dal corpo vettura e soprattutto dal fondo.

Nel 2026, invece, tornano ad avere un peso maggiore diverse componenti aerodinamiche: ala anteriore, estrattore posteriore, ala posteriore, ingresso dei tunnel e zone interne alle ruote posteriori.

Questo significa che una squadra può intervenire su un numero maggiore di elementi per aumentare il carico aerodinamico cercando contemporaneamente di mantenere, o addirittura migliorare, l’efficienza.

Per McLaren questo rappresenta un’opportunità importante.

Gli aggiornamenti non devono necessariamente consistere in una rivoluzione totale della monoposto. È possibile lavorare progressivamente su più aree, sommando piccoli miglioramenti fino a costruire un incremento significativo della performance.

Non tutti gli aggiornamenti valgono allo stesso modo

È però fondamentale distinguere tra un normale sviluppo aerodinamico e una vera rivoluzione progettuale.

L’esempio portato durante Race Tech #162 è quello dell’Aston Martin, che ha introdotto una sorta di vettura B con nuova ala, nuovo estrattore e pance completamente riviste, ottenendo un guadagno nell’ordine di un secondo e mezzo.

Un intervento di questa portata può quindi produrre uno step enorme.

Al contrario, modificare il secondo o il terzo flap di un’ala posteriore, lavorare sulla vorticità locale oppure sugli effetti tridimensionali dell’ala produce incrementi molto più piccoli.

Si parla magari di un decimo, o anche meno.

Ma in Formula 1 anche un decimo può diventare importante quando viene sommato a una serie di altri interventi.

Ed è proprio qui che entra in gioco la capacità di sviluppo di un team.

Perché McLaren convince più di Red Bull

La valutazione emersa in Race Tech #162 è chiara: ci si può aspettare più continuità nel miglioramento della McLaren rispetto alla Red Bull.

Il motivo non è soltanto legato alla vettura attuale.

McLaren, pur non avendo centrato perfettamente il regolamento al primo tentativo, ha dimostrato di avere in fabbrica e nell’area design gli strumenti e la squadra necessari per sviluppare la monoposto.

È qualcosa che, secondo l’analisi, è già emerso attraverso gli aggiornamenti portati durante la stagione.

In altre parole, McLaren sembra avere una curva di sviluppo interessante: può partire da una vettura che non rappresenta necessariamente la soluzione ideale del regolamento e continuare a migliorarla attraverso una serie di interventi mirati.

Red Bull ha un problema diverso

Il confronto con Red Bull diventa ancora più interessante.

La squadra di Milton Keynes ha dimostrato negli ultimi anni di essere capace di costruire monoposto estremamente veloci. Tuttavia, secondo l’analisi della puntata, l’attuale Red Bull potrebbe trovarsi ancora lontana da quel “massimo relativo” che permette a una vettura di compiere un vero salto di prestazione.

Il termine è importante perché indica una condizione nella quale un team riesce a trovare una soluzione progettuale particolarmente efficace e, da quel momento, può costruire intorno a quella base una vettura molto più competitiva.

Nel caso della Red Bull, questo massimo relativo non sembra ancora essere stato raggiunto.

Verstappen non basta a nascondere i limiti della Red Bull

C’è poi un elemento interessante legato ai piloti.

Storicamente, la Red Bull è stata spesso una monoposto capace di esprimere prestazioni straordinarie nelle mani di Max Verstappen, mentre il secondo pilota poteva incontrare enormi difficoltà nel trovare il corretto compromesso di setup.

Quando una vettura è estremamente sensibile e molto difficile da mettere nella finestra corretta, il divario tra i due piloti può diventare enorme.

Nel 2026, invece, quando Verstappen e il compagno di squadra sono relativamente vicini come prestazione, questo può essere interpretato anche come un segnale del fatto che la Red Bull non si trova nel suo massimo livello di performance.

Verstappen continua infatti a dimostrare di poter essere più veloce in determinate situazioni, ma non sta sistematicamente distruggendo il confronto interno come accadeva in alcune delle precedenti stagioni.

McLaren ha anche ereditato una struttura importante

C’è infine un altro elemento che rende particolarmente interessante il futuro della McLaren.

La struttura tecnica della squadra è stata rafforzata negli ultimi anni anche attraverso l’arrivo di personale proveniente da Red Bull. Il riferimento emerso nella puntata è particolarmente significativo: la McLaren attuale viene descritta, in termini di personale, come una sorta di Red Bull di tre o quattro anni fa.

Questo non significa automaticamente che McLaren debba dominare.

Ma significa che la squadra dispone di un patrimonio tecnico e organizzativo che può diventare fondamentale nel momento in cui il regolamento è ancora giovane e le monoposto possono essere sviluppate rapidamente.

La vera sfida è capire dove si trova il limite

Il nuovo regolamento rende infatti possibile una crescita molto rapida.

Una squadra può intervenire sull’ala anteriore, sull’ala posteriore, sull’estrattore, sull’ingresso dei tunnel e sulle aree attorno alle ruote posteriori. Ogni modifica può produrre un incremento relativamente piccolo, ma una serie di aggiornamenti ben correlati può cambiare significativamente il comportamento della vettura.

Per questo motivo, la capacità di sviluppo potrebbe diventare quasi importante quanto il progetto iniziale.

Ed è proprio questo il punto sul quale McLaren sembra offrire maggiori garanzie.

McLaren può sorprendere nella seconda parte del 2026?

La risposta non è ovviamente una certezza, ma l’analisi tecnica di Race Tech #162 porta verso una conclusione precisa.

McLaren potrebbe avere una curva di crescita più solida rispetto a Red Bull.

Red Bull ha ancora margine per migliorare la propria monoposto, ma deve trovare quella soluzione progettuale capace di portarla verso un nuovo livello di prestazione.

McLaren, invece, sembra avere già dimostrato di saper trasformare il lavoro di sviluppo in miglioramenti concreti.

E in una stagione nella quale il regolamento è ancora relativamente giovane, questo potrebbe diventare un vantaggio enorme.

La domanda, quindi, non è soltanto chi ha oggi la macchina migliore.

La domanda più importante è:

chi riuscirà a svilupparla meglio nei prossimi mesi?

E secondo l’analisi di Race Tech #162, oggi la risposta porta più verso McLaren che verso Red Bull.

Guarda la puntata completa di Race Tech 162

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