Pagine meravigliose della F1 sono state scritte sui saliscendi di Interlagos e anche questa edizione del Gp del Brasile passerà alla storia. Ieri è accaduto qualcosa che difficilmente verrà dimenticato. Uno spettacolo triste è andato in scena in F1 ed ha chiuso l’ultimo atto decisivo della stagione 2018.

Triste il comportamento della direzione gara nelle qualifiche ed i continui sospetti mediatici sulla FIA. Triste l’Esteban Ocon visto in pista e lo spintone di Max Verstappen fuori dalla pista. Triste l’esultanza di Hamilton sul podio con accanto un pilota che preferisce scendere ed andare via. Triste, infine, il cielo grigio di San Paolo che si rispecchia nell’occhiale da sole di Kimi Raikkonen in un controsenso che racchiude la stagione F1 2018 della Ferrari.

Una confusione che mina la credibilità della F1

Dopo lo spegnimento dei semafori, le gomme soft avrebbero dovuto garantire un vantaggio alla due rosse, le uniche monoposto nelle prime 5 file a scegliere la gomma gialla.
Ancora una volta le mescole Pirelli si sono rivelate imprevedibili e hanno deciso il Gp. La scelta degli strateghi della Ferrari, confermata anche da Vettel, avrebbe dovuto regalare una performance migliore sulla distanza. Ben presto entrambi i piloti del Cavallino Rampante sono dovuti correre ai box, mentre una insospettabile Red Bull volava sulle Supersoft per oltre 30 giri.

Credo che quello di oggi sia stato il risultato migliore che potessimo ottenere – ha commentato Kimi Raikkonen – non abbiamo commesso alcun errore, siamo arrivati a 4 secondi dal vincitore alla fine quindi non possiamo essere troppo delusi”.

Il terzo posto di Kimi come migliore risultato possibile?

Il Cavallino Rampante deve sempre puntare al meglio, “race to the top” deve essere l’unico comandamento della prossima stagione. Il record del pit stop più veloce (quell’1”97 a 5 millesimi) è una magra consolazione del Gp del Brasile. La Ferrari deve tornare a fare la voce grossa, in pista e nelle sedi dove conta avere potere politico. Sebastian Vettel ha fatto quello che ha potuto ad Interlagos con un sensore difettoso che, come confermato da Arrivabene, ha costretto il tedesco a correre l’intera gara con impostazioni diverse rispetto a quelle normalmente utilizzate e questo ha reso la Ferrari n.5 difficile da guidare. Di sicuro per il morale di Seb essere stato sverniciato da Bottas alla partenza e da entrambe le Red Bull avrà accresciuto quel senso di frustrazione che non ha abbandonato il tedesco nemmeno in questo mese di novembre. Medaglia al merito nelle difficoltà per aver lasciato spazio, dopo un team order, alla rimonta di Kimi verso il gradino più basso del podio.

I lati positivi del Gp di Interlagos sono rintracciabili, esclusivamente, in una vivacità agonistica di una corsa che ha regalato tante emozioni e sorpassi d’autore. Le manovre d’alta scuola di Daniel Ricciardo e il testa a testa di Hamilton e Verstappen hanno infiammato la torcida brasiliana. Il finale della corsa ha ricordato Austin, con un gruppo compatto in pochi secondi, e la sfida aperta tra più team può solo accrescere l’interesse dei tifosi.

Dopo il Brasile, è tempo di voltare pagina

Il weekend di San Paolo cala il sipario con l’immagine dei festeggiamenti della Mercedes per l’ennesima conferma mondiale. L’albo d’oro delle frecce d’argento si è arricchito con la centesima pole position della sua storia, la decima di Lewis Hamilton in questa stagione. Il quinto titolo costruttori consecutivo per Mercedes, a sole due settimane dal trionfo del pentacampione inglese, sono il sigillo dello strapotere del team tedesco.

“Questi ragazzi hanno lavorato davvero sodo in questi sei anni, è stato un percorso incredibile con loro – ha annunciato Hamilton – è quello per cui tutti lavorano, cercando di tirare fuori il meglio. Siamo sempre stati uniti e per me è un onore lavorare per loro”.

Un dominio che, come dichiarato anche da Toto Wolff, non placherà la fame di vittorie della Mercedes. Gli uomini di Brackley punteranno al record storico della rossa negli anni 1999-2004. La Ferrari, invece, dovrà fare di tutto per tenersi quel record e rompere l’egemonia della Mercedes nel 2019. Il Cavallino Rampante potrà fare affidamento su un giovane cavallo di razza come Charles Leclerc che ha dimostrato, anche in Brasile, le sue straordinarie doti di guida.
I cambi di regolamento e la competitività della Red Bull (Honda permettendo) devono rappresentare una sfida in più, quest’inverno a Maranello, in vista della prossima annata.

A proposito dell'autore

I believe that everyone has a calling, motorsport is my true passion! Addicted to Formula 1 🏆 Formula E ⚡️ Automotive 🖊️ FIA Accredited. Follow me: Twitter | Linkedin

Post correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: