Red Bull F1 2026 – La collaborazione tra Red Bull e Ford rappresenta uno dei progetti tecnici più ambiziosi in vista del nuovo regolamento di Formula 1 del 2026. Nato inizialmente come supporto all’elettrificazione, il contributo del costruttore americano si è progressivamente esteso anche al motore a combustione interna, modificando profondamente l’impostazione tecnica e strategica del programma Red Bull Powertrains.
Red Bull e Ford: una sfida tecnica senza precedenti
Con l’arrivo delle nuove power unit 2026, Red Bull ha scelto una strada radicale: diventare costruttore di motori attraverso Red Bull Powertrains, affiancandosi a Ford come partner tecnico e industriale. A fine mese, entrambi i team Red Bull testeranno per la prima volta la nuova unità di potenza interna. Anche se il primo shakedown di Barcellona si svolgerà a porte chiuse, rappresenta un passaggio fondamentale nello sviluppo del progetto.
Il ruolo iniziale di Ford nel progetto 2026
Nelle fasi iniziali della collaborazione, il contributo di Ford era fortemente concentrato sulla componente elettrica. Christian Horner aveva impostato una partnership focalizzata su batteria, motore elettrico, inverter, software, calibrazione e supporto finanziario.
Secondo Mark Rushbrook, direttore di Ford Performance, questa impostazione è stata pienamente rispettata, creando una base tecnica solida sul fronte dell’elettrificazione.
Il coinvolgimento crescente nel motore a combustione interna
Con l’evoluzione della strategia industriale di Ford, il perimetro della collaborazione si è ampliato anche al motore termico. Un cambiamento legato alla nuova visione del costruttore americano, che continuerà a sviluppare motori a combustione interna, sistemi ibridi e veicoli completamente elettrici anche sulle auto di serie.
Il maggiore coinvolgimento di Ford non è nato da limiti tecnici di Red Bull Powertrains, ma dalla volontà di integrare competenze e processi industriali maturati in ambito automotive.

Produzione, qualità e manifattura avanzata
Ford ha portato valore aggiunto in settori chiave come la progettazione del motore a combustione, la produzione dei componenti fisici, la manifattura additiva e la stampa 3D. Particolare attenzione è stata rivolta anche al controllo qualità e al controllo dimensionale, aspetti che hanno contribuito ad alzare il livello complessivo del progetto rispetto a precedenti programmi motorsport.
Software ed elettrificazione al centro del progetto
Sul fronte dell’elettrificazione, Ford ha messo a disposizione competenze strategiche sulla chimica delle celle delle batterie, ma soprattutto su software e calibrazione, ambiti considerati decisivi per le prestazioni delle power unit 2026. Allo stesso tempo, la Formula 1 sta permettendo a Ford di acquisire know-how avanzato, rafforzando il trasferimento tecnologico tra pista e produzione di serie.
I vantaggi e i rischi per Red Bull nel 2026
Red Bull non partirà con i favori del pronostico. Affrontare costruttori storici come Mercedes e Ferrari sul terreno dei motori rappresenta una sfida complessa. Tuttavia, l’esperienza maturata negli anni, in particolare durante la collaborazione con Honda, e il supporto industriale di Ford rendono il progetto estremamente ambizioso.
L’obiettivo è accettare eventuali difficoltà iniziali per costruire una base tecnica solida sul medio e lungo periodo.
Il futuro di Ford in Formula 1 oltre il 2026
Parallelamente allo sviluppo della power unit 2026, sono già iniziate le discussioni sul ciclo regolamentare successivo. Le ipotesi includono soluzioni V10 o configurazioni V8 con una componente elettrica. Ford si è mostrata aperta a diversi scenari, purché tecnologicamente rilevanti e coerenti con la propria strategia globale.
La disponibilità ad accettare anche un V8 elettrificato conferma l’intenzione del marchio americano di restare in Formula 1 nel lungo periodo, utilizzando il campionato come piattaforma di innovazione.
Analisi finale
La partnership tra Red Bull e Ford non è una semplice operazione di immagine, ma un progetto tecnico profondo e in continua evoluzione. L’estensione del coinvolgimento di Ford al motore a combustione interna dimostra una fiducia crescente e una visione condivisa sul futuro dell’ibrido ad alte prestazioni. Il 2026 sarà un banco di prova decisivo: i risultati immediati potrebbero non essere definitivi, ma il potenziale di crescita del progetto è tra i più interessanti della nuova era della Formula 1.
Fonte
Autosport
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