Red Bull F1, il segreto del tirante: come cambia la forma delle pance

Vito Defonseca
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red bull segreto tirante illustrazione credits newsf1.it

In Formula 1, anche un elemento apparentemente secondario può diventare parte integrante di una soluzione tecnica più complessa. È il caso del tirante del fondo analizzato da Riccardo Romanelli nella puntata 170 di Race Tech, dove viene illustrata l’interpretazione adottata da Red Bull per combinare esigenze strutturali e ricerca della prestazione aerodinamica.

Il punto centrale riguarda il rapporto tra il tirante, la forma delle pance e la struttura del fondo. Red Bull avrebbe sfruttato la zona di intersezione tra la carrozzeria e il fondo per sviluppare una soluzione diversa da quella più convenzionale utilizzata da altre monoposto.

Red Bull, pance estreme e tirante integrato nella carrozzeria

Uno degli aspetti più interessanti della soluzione descritta da Romanelli riguarda la geometria delle pance. La sezione trasversale presenta una concavità molto pronunciata, mentre la parte inferiore della carrozzeria, quella che scende verso il fondo, assume una forma particolarmente estrema.

Non si tratta soltanto di una scelta estetica. La geometria delle fiancate influenza il percorso dei flussi aerodinamici diretti verso il fondo e la parte posteriore della monoposto.

Secondo l’analisi di Race Tech, Red Bull ha lavorato proprio su questa relazione, collocando il tirante in corrispondenza della linea di intersezione tra il fondo e la carrozzeria. In questo modo, l’elemento strutturale diventa parte integrante della soluzione progettuale adottata nella zona delle pance.

La differenza rispetto a un’impostazione più tradizionale consiste nel modo in cui il tirante viene integrato nella geometria complessiva della vettura, anziché essere considerato soltanto come un elemento separato destinato a sostenere il fondo.

A cosa serve il tirante del fondo in Formula 1?

Il fondo di una monoposto è sottoposto a importanti differenze di pressione tra la superficie inferiore e quella superiore. Queste sollecitazioni possono provocare deformazioni della struttura, modificando la geometria del fondo al variare della velocità, del carico aerodinamico e dell’altezza da terra.

Il problema è particolarmente delicato perché il fondo rappresenta una componente fondamentale per la generazione del carico aerodinamico. Se la sua forma cambia durante il funzionamento della vettura, anche le condizioni in cui si sviluppano i flussi possono variare.

I progettisti devono quindi trovare un equilibrio tra rigidità strutturale, contenimento del peso e stabilità geometrica.

Per questo vengono utilizzati appositi tiranti, che collegano il fondo alla struttura della monoposto e contribuiscono a limitarne le deformazioni. La loro posizione e il modo in cui vengono integrati nel progetto possono diventare elementi importanti nella definizione della carrozzeria.

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Red Bull raggiunge e supera Ferrari con i nuovi aggiornamenti credits newsf1.it

Come la forma delle pance influenza i flussi aerodinamici

La soluzione analizzata da Romanelli si inserisce in una ricerca più ampia sulla gestione dei flussi che scorrono lungo le fiancate e raggiungono la zona posteriore della monoposto.

La forma delle pance contribuisce a indirizzare l’aria verso le aree esterne delle ruote e verso la parte posteriore della vettura. Questi flussi interagiscono con il fondo e con il diffusore, componenti che partecipano alla generazione del carico aerodinamico.

L’obiettivo è ottenere una configurazione in cui la carrozzeria, il fondo e gli elementi strutturali lavorino in modo coordinato.

Nel caso descritto in Race Tech 170, l’aspetto distintivo è proprio la scelta di sfruttare la zona in cui si incontrano la superficie del fondo e quella della carrozzeria. La forma delle pance e la posizione del tirante vengono considerate come parti di un unico progetto.

È importante, tuttavia, distinguere il principio progettuale dal risultato prestazionale: la geometria descritta permette di comprendere l’approccio tecnico, ma la trascrizione non fornisce dati quantitativi che consentano di stabilire quanto carico aerodinamico aggiuntivo venga effettivamente generato.

Red Bull e Audi: due interpretazioni differenti

Nel corso della puntata viene citata anche Audi, che avrebbe adottato un’impostazione più convenzionale nella stessa zona della monoposto.

In questa configurazione, la forma della carrozzeria rimane distinta dal tirante, che collega la parte posteriore della struttura al fondo per contribuire a limitarne le deformazioni.

Red Bull, invece, avrebbe sviluppato una soluzione nella quale il tirante viene collocato sulla linea di intersezione tra il fondo e la carrozzeria, integrandolo maggiormente nella geometria della zona.

Il confronto evidenzia come un’esigenza strutturale comune possa essere affrontata attraverso scelte progettuali differenti. La ricerca non riguarda soltanto la resistenza del fondo, ma anche il modo in cui la forma delle superfici circostanti può essere sfruttata nell’ambito del progetto aerodinamico.

Il regolamento tecnico e le zone grigie della Formula 1

La soluzione discussa da Romanelli apre anche una riflessione sull’interpretazione del regolamento tecnico.

Come spiegato durante Race Tech, le squadre possono confrontarsi preventivamente con la FIA quando intendono introdurre soluzioni che si collocano al limite delle interpretazioni regolamentari. Il confronto permette di chiarire alcuni aspetti, ma non elimina necessariamente ogni rischio legato a una particolare scelta progettuale.

La difficoltà consiste nel trovare un’interpretazione sostenibile sulla base del testo delle norme, sviluppando allo stesso tempo una soluzione che offra un possibile vantaggio tecnico.

In Formula 1, questo processo può trasformarsi in una vera e propria partita a scacchi tra progettisti e Federazione. Le squadre cercano margini di innovazione, mentre la FIA deve verificare che le soluzioni adottate rispettino il regolamento.

Un’interpretazione inizialmente utilizzabile può inoltre diventare oggetto di chiarimenti o modifiche nelle stagioni successive. Per questo, quando una squadra sviluppa un componente particolare, deve valutare anche il rischio di investire risorse in una soluzione che potrebbe non essere utilizzabile a lungo.

Il peso delle scelte progettuali nella lotta tecnica

L’analisi di Race Tech 170 evidenzia un aspetto fondamentale della Formula 1: il vantaggio non nasce necessariamente da una singola componente, ma dalla capacità di far lavorare insieme struttura, carrozzeria e aerodinamica.

Il tirante del fondo ha una funzione strutturale precisa, ma la sua collocazione può influenzare il modo in cui viene progettata la zona circostante. Nel caso descritto, Red Bull avrebbe sfruttato proprio questa possibilità, sviluppando una geometria delle pance particolarmente estrema.

Resta inoltre il tema dei costi. Una soluzione di questo tipo richiede progettazione, simulazioni, produzione e verifiche, con un investimento che deve essere giustificato dal vantaggio atteso e dalla possibilità di utilizzare il componente nel corso della stagione.

La capacità di interpretare il regolamento, valutare i rischi e trasformare un vincolo strutturale in un’opportunità progettuale rappresenta quindi una parte importante della competizione tecnica.

Conclusioni

Il caso analizzato da Riccardo Romanelli mostra come il tirante del fondo possa diventare un elemento centrale nella progettazione di una monoposto di Formula 1.

La particolarità della soluzione Red Bull risiede nell’integrazione del tirante con la geometria della carrozzeria, nella zona in cui il fondo e le pance si incontrano. Una scelta che si inserisce nella ricerca di una gestione più efficace dei flussi aerodinamici diretti verso il fondo e il diffusore.

Il confronto con l’approccio più convenzionale citato per Audi evidenzia la libertà progettuale che può emergere dall’interpretazione del regolamento tecnico.

In Formula 1, infatti, anche un elemento nato per garantire la rigidità strutturale può diventare parte di una strategia progettuale più ampia, nella quale ogni dettaglio viene studiato per cercare un possibile vantaggio.

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