di Stefano De Nicolo’

@stefanodenicolo

Le speculazioni delle ultime settimane sull’area tecnica della Ferrari hanno avuto conferma nella giornata di oggi. La partenza di James Allison e la sostituzione con Mattia Binotto sarà inevitabilmente la notizia che monopolizzerà le discussioni nel paddock di Hockenheim. Il momento di bassa della Ferrari, unito a questo

apparente disorientamento alla guida dell’area tecnica preoccupa e colpisce il pubblico italiano, deluso e preoccupato dal rendimento al di sotto delle aspettative. Mercedes lontana e Red Bull vicina sono le due sfide che il nuovo direttore tecnico dovrà affrontare per tentare di risollevare la difficile stagione della scuderia che ormai da tre gare non va più a podio. Mattia Binotto non potrà fare miracoli sulla macchina di quest’anno è ovvio, ma la sua nomina potrà certamente dare una scossa all’ambiente per prendere in mano con lo spirito giusto il progetto già avviato della macchina 2017.

La rincorsa della Ferrari riparte intanto da Hockenheim, dodicesima prova del campionato. Il tracciato, una delle piste storiche della Formula 1, è stato profondamente trasformato nel 2002 in un circuito più moderno, incontrando i dettami della F1 attuale. La trasformazione ha però snaturato la natura della pista cancellando i lunghi rettilinei che correvano in mezzo ai boschi. Le esigenze commerciali hanno invece trasformato la pista in un tracciato misto, con rettifili più brevi alternati a curve strette per favorire i sorpassi alternati a una parte più lenta, il vecchio motodrome nella parte finale del circuito. Non si corre qui da due anni, quindi sarà quasi una pista nuova considerato il balzo in avanti nelle prestazioni che le vetture hanno fatto dall’inizio dell’era ibrida. Pirelli porterà qui le stesse tre mescole portate in Ungheria, (medie, soft e supersoft) che dovranno però affrontare temperature e forze laterali e longitudinali ben diverse dall’Hungaroring. L’asfalto è molto liscio, ma sarà meno abrasivo di quello di Budapest, e le velocità di punta più alte, cosi come più intense sono le frenate: almeno 4 quelle importanti. Il Gran Premio di Germania è solitamente una delle tappe più bollenti del campionato, con il caldo che avrà importanti ripercussioni sulla durata delle gomme e dunque la scelta delle strategie.

L’albo d’oro dei piloti in attività vede Alonso con tre vittorie precedere Hamilton con 2. Il pilota inglese è in una forma smagliante, ed arriva da 5 vittorie nelle ultime 6 gare che lo hanno portato alla conquista della leadership del campionato. Rosberg invece dopo uno spunto iniziale ha perso lo smalto e, vedendosi recuperato il vantaggio cospicuo che aveva in classifica, è tornato succube di quella mancanza di grinta che caratterizza le sua battaglie con Hamilton.

Tuttavia si corre in Germania, patria di molti piloti del circus, tra cui gente dai nomi pesanti e in cerca di riscatto come Rosberg appunto, e Vettel.

 

Seguiremo dunque il Gran Premio di Germania con il nostro inviato in pista @stefanodenicolo; interessanti saranno anche le nostre interviste esclusive del fine settimana: incontreremo infatti Guenther Steiner, team principal della Haas e Jenson Button.

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