Come fanno Ferrari, Mercedes, Red Bull e McLaren a stimare la potenza dei motori rivali? L’analisi tecnica spiega i metodi realmente utilizzati in Formula 1.
- Nessuno conosce davvero i dati del motore rivale
- Il GPS è uno degli strumenti più importanti
- Dall’accelerazione si può stimare la potenza
- Entrano in gioco modelli matematici molto complessi
- Perché è impossibile conoscere il numero esatto di cavalli
- Ecco perché spesso nascono numeri sbagliati
- Analisi finale
- Fonte
Uno dei segreti più affascinanti della Formula 1 riguarda la capacità delle squadre di valutare le prestazioni dei motori rivali senza avere accesso ai loro dati interni. Come fanno Ferrari, Mercedes, Red Bull e McLaren a capire se un avversario dispone di qualche cavallo in più? La risposta non è affidata all’intuizione, ma a sofisticati modelli matematici, telemetria, simulazioni e analisi dei dati. Durante RaceTech, Riccardo Romanelli ha spiegato nel dettaglio il metodo realmente utilizzato dagli ingegneri.

Nessuno conosce davvero i dati del motore rivale
La prima cosa da chiarire è che nessun team può leggere direttamente la potenza della Power Unit di un avversario.
I dati completi restano riservati al costruttore e alla FIA, mentre le altre squadre possono soltanto stimarne le prestazioni attraverso l’analisi del comportamento della monoposto in pista.
Per questo motivo ogni valutazione nasce da un lavoro di modellazione estremamente sofisticato e non da semplici supposizioni.
Il GPS è uno degli strumenti più importanti
Oggi tutte le squadre dispongono dei dati GPS delle vetture durante il weekend di gara.
Da questi dati gli ingegneri ricavano informazioni fondamentali come:
- velocità istantanea;
- accelerazione;
- punti di frenata;
- percorrenza in curva;
- velocità massima;
- tempi nei singoli settori.
Questi elementi costituiscono la base per ricostruire il comportamento della vettura avversaria.
Dall’accelerazione si può stimare la potenza
Il parametro più utile non è necessariamente la velocità di punta.
Secondo Romanelli, uno degli indicatori più significativi è l’accelerazione della vettura nei tratti centrali delle uscite di curva, dove incidono meno fattori come la trazione o la gestione dell’energia elettrica.
Conoscendo:
- massa della vettura;
- resistenza aerodinamica;
- attrito degli pneumatici;
- accelerazione;
gli ingegneri possono stimare la forza necessaria per ottenere quel comportamento e, di conseguenza, la potenza disponibile alla ruota.
Entrano in gioco modelli matematici molto complessi
La Formula 1 non utilizza semplici fogli di calcolo.
Ogni squadra dispone di simulatori che riproducono virtualmente il comportamento della monoposto giro dopo giro.
Gli ingegneri modificano continuamente alcuni parametri del modello, come la potenza del motore, il drag aerodinamico o i rendimenti della trasmissione, finché la simulazione non riproduce quasi perfettamente i dati osservati sulla vettura rivale.
È proprio questo processo di convergenza che permette di ottenere una stima molto credibile delle prestazioni del motore avversario.
Perché è impossibile conoscere il numero esatto di cavalli
Nonostante tutta questa tecnologia, nessuna squadra può sapere con precisione assoluta quanti cavalli sviluppi il motore di un concorrente.
Esistono infatti numerose variabili difficili da isolare:
- utilizzo del sistema ibrido;
- strategie di rilascio dell’energia;
- configurazione aerodinamica;
- rapporti del cambio;
- assetto della vettura;
- temperatura dell’asfalto;
- condizioni del vento.
Per questo motivo le differenze vengono sempre espresse come stime e non come valori certi.
Ecco perché spesso nascono numeri sbagliati
Quando nel paddock iniziano a circolare indiscrezioni come “Mercedes ha 30 cavalli in più” oppure “Ferrari ha recuperato 20 cavalli”, bisogna ricordare che nessuno, ad eccezione della FIA e del costruttore interessato, dispone dei dati completi.
Anche gli ingegneri delle squadre rivali lavorano su modelli probabilistici e possono arrivare a conclusioni differenti.
Le cifre che diventano di dominio pubblico rappresentano quindi valutazioni tecniche e non misurazioni ufficiali.
Analisi finale
La Formula 1 moderna è anche una sfida di raccolta e interpretazione dei dati. Ferrari, Mercedes, Red Bull e McLaren non possono conoscere direttamente la potenza delle Power Unit rivali, ma grazie a GPS, telemetria, simulazioni matematiche e modelli fisici riescono ad avvicinarsi sorprendentemente alla realtà. È proprio questa continua attività di analisi che permette ai team di comprendere l’evoluzione della concorrenza e orientare lo sviluppo delle proprie monoposto, dimostrando ancora una volta come, nella Formula 1 contemporanea, i dati siano importanti quasi quanto la velocità.
Fonte
RaceTech n.157 – NewsF1.it, analisi tecnica con Riccardo Romanelli.

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