Nel mondo della Formula 1, molti componenti meccanici hanno nomi strani, frutto della fantasia dei tecnici che li hanno pensati. Famosa è la coca-cola, forma classica delle formula che viste dall’alto si stringono per poi allargarsi, come la bottiglia della celebre bevanda; un pò più avvolto dal mistero il “pezzo di Naomi”, che la leggenda dice sia stato così battezzato dai meccanici Ferrari per sbeffeggiare Briatore e la sua Benetton che a quei tempi dominavano. Di recente lo sviluppo aereodinamico ha portato a sviluppare moltissimo la zona immediatamente dietro alle sospensioni anteriori, sotto la parte bassa del telaio. Immediatamente dopo a livello di flussi inizia infatti il T-Tray, che è la parte sporgente del fondo che ha il doppio compito di fare da supporto per il pannello ligneo (skid pad) che consente di verificare che le vetture non siano troppo basse e di separare e dirigere i flussi sotto la vettura. Da quando le vetture di Formula 1 hanno un muso molto alto infatti,

MERCEDES AMG F1 W05_nose

 

il flusso d’aria che investe la parte inferiore del telaio deve essere indirizzato alla perfezione per permettere al fondo di lavorare più efficacemente possibile. L’effetto di depressione sotto la vettura è infatti fondamentale ed è il principale motivo per cui le Formula 1 degli ultimi 20 anni hanno un assetto denominato “rake”,

assetto_redbull

cioè molto basso sull’anteriore, proprio per permettere al fondo di avere la forma ad imbuto che permette l’effetto aereodinamico che crea la deportanza e consente alle auto di rimanere incollate al suolo.

 

Il T-tray ultimamente viene anche utilizzato come punto per “nascondere” le zavorre, tenendo conto che i Top-Team hanno tutti vetture sottopeso. Questo pezzo a sbalzo è quindi molto flessibile e le squadre adottano dei sistemi elastici per regolarne la deformazione verso il basso, che è regolamentata dalla FIA con un apposito test di carico, usando degli strumenti simili a vere e proprie sospensioni, per cercare di sfruttare al massimo la deformazione consentita.

Per coadiuvare il lavoro del T-Tray alcune scuderie stanno adottando strumenti aereodinamici ed uno di questi è quello che è stato battezzato “batwing”.

Questo alettoncino che si trova davanti al T-tray  non ha alcun effetto deportante (anzi, dovrebbe comportarsi esattamente in maniera opposta), ma riesce a guidare meglio i flussi che vanno sotto la vettura portando un vantaggio che è tutto da valutare, visto che sinora Mercedes e RedBull hanno presentato delle soluzioni molto differenti tra loro e la cui efficacia è difficile da valutare se non per i tecnici dei due Team. In accoppiata col nuovo batwing la Ferrari ha anche modificato le piccole derive che chiudono verticalmente il T-Tray e che hanno la funzione di tenere separati i flussi .

Dividendo i dispositivi aereodinamici in due gruppi, quelli che generano deportanza e quelli che indirizzano i flussi per alimentare i primi, è evidente che il bat-wing sia assolutamente parte dei secondi, come la maggior parte delle alette disseminate sotto ed ai lati delle vetture
Artico by  Ing. Werner Quevedo Twitter 
Video by Salvatore Asero  Twitter 
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