EFFETTO VERSTAPPEN

Partendo dall’idea che se la Ferrari vuole vincere questo campionato deve per forza fare delle pole position e non accontentarsi di seconde file, sarà interessante studiare tutti i prossimi circuiti e vedere in quale di questi è più probabile si manifesti ‘l’effetto Verstappen’ ovvero quella capacità dell’Olandese di balzare davanti allo start spesso sopravanzando 2 o 3 vetture; il Pilota della Red Bull è molto bravo in questa manovra e questo è insindacabile, ma questo articolo ha lo scopo non tanto di capire se sarà davanti alla prima curva, ma soprattutto quali saranno le gare in cui potrà fare crash con la predestinata vettura n. 5, quella di Vettel; infatti, e sembra quasi un paradosso, non sarà, in certe gare, così importante partire dietro al ragazzo della RB, quanto stare lontano dalla sua vettura per poi poter rimontare e fare la propria gara con calma; del resto la Scuderia di Milton Keynes attualmente è inferiore alla Ferrari come prestazioni per cui il vero pericolo è rappresentato dalla partenza. Diverso il discorso per la Mercedes che ha ancora un certo margine sul giro secco e che dispone di un Bottas messo sotto contratto con lo scopo evidente di fare da spalla ad Hamilton, di fatto il Campione Britannico potrà correre, e soprattutto partire, con meno affanno avendo il suo fido scudiero che lo protegge da qualsiasi attacco gli possa arrivare. Ovvio, come scritto in precedenza, che se la Ferrari dovesse fare la pole il duello sarebbe con i Piloti Mercedes ed in particolare con Hamilton, il quale sembra improbabile possa percorrere traiettorie deleterie per se stesso e per gli altri. E’ un concetto importante e cruciale in questo campionato, benché matematicamente sia Bottas che Raikkonen non sono esclusi dalla vittoria finale come non lo sono, del resto, i driver della Red Bull che potranno contare su una vettura più competitiva soprattutto dopo la pausa estiva, periodo nel quale non si dovrebbe lavorare ma da ‘tradizione’ la casa delle lattine trova sempre qualche decimo arrivato da chissà dove…

CIRCUITO DI BAKU

E’ il prossimo GP ed ha un lungo rettilineo (2200 mt) allo start i piloti dispongono di un buon allungo prima della curva a sinistra di 90° ed una via di fuga molto ampia, l’effetto Verstappen dovrebbe essere limitato anche se in una zona del circuito, le curve 8-9-10, la pista è stretta e si possono creare problemi, a quel punto, però, il gruppo dei primi 5 o 6 dovrebbe essere piuttosto sgranata e quindi non creare troppi problemi.

CIRCUITO DI SPIELBERG (Red Bull Ring)

Qui la Red Bull gioca in casa, la pista è abbastanza larga, tuttavia nella prima curva, in salita a destra, si creano spesso degli imbuti, le Red Bull vorranno mettersi in mostra e quindi è un circuito ad alto rischio per chi non parte in pole position.

CIRCUITO DI SILVERSTONE

Discreta la distanza che separa lo start dalla prima curva a destra di ampiezza poco rilevante, dispone di una buona via di fuga e si classifica meno pericolosa di altre per chi non parte dalla pole, incognita pioggia sempre presente in Inghilterra e Verstappen ha dimostrato di saper partire molto bene in condizioni di bagnato o di pista umida, sarà quindi necessario un allenamento specifico per i Piloti che dovranno battagliare con la Red Bull in partenza.

CIRCUITO DI HUNGARORING

Non è facile sorpassare in Ungheria, quindi sarà ancora più importante la qualifica, motivo per il quale, se le Red Bull dovessero piazzarsi dietro Mercedes e Ferrari potrebbero tentare il tutto per tutto, lo start è al centro del rettilineo, la pista abbastanza larga, tuttavia la curva a destra dopo la partenza è a gomito e la via di fuga non è asfaltata, sarà quindi un GP pericoloso per chi vorrà contenere l’effetto Verstappen…

CIRCUITO DI SPA

In Belgio pericolo imminente, la prima curva a destra è posizionata poco dopo la partenza tuttavia la via di fuga è ampia e asfaltata, spesso alla curva 1 si creano imbottigliamenti e toccate, importantissimo partire e bene e soprattutto staccare al limite, qualcuno cercherà l’interno o addirittura di sfruttare la via di fuga.

CIRCUITO DI MONZA

Si parte dal lungo rettilineo, ma il vero pericolo è la prima variante, due curve, destra-sinistra, in cui spesso si creano ingorghi e toccate; qualcuno, arrivando lungo, va dritto per la via di fuga facendo zig-zag tra i dissuasori, queste vetture rappresentano un pericolo quando poi rientrano in corsa; altro circuito da ‘circoletto rosso’ per le vetture che non saranno in pole position.

CIRCUITO DI SINGAPORE

Pista cittadina che non perdona errori di sorta, la prima curva è a sinistra di quasi 90° discreta la via di fuga delimitata dai muretti, subito dopo la curva n. 2 a destra protagonista di molti incidenti, altro circuito da tenere d’occhio ed in cui la pole position è fondamentale.

CIRCUITO DI SEPANG

Si parte nella spaziosa pista Malese, la prima curva è a destra (di ampio raggio) ed è molto larga, come la via di fuga del resto, tutti cercano una traiettoria ideale per poi percorrere la curva 2 che è praticamente attaccata alla 1, questa ricerca provoca spesso delle toccate, diciamo che è un circuito da ‘circoletto giallo’ per chi non parte dalla prima casella.

CIRCUITO DI SUZUKA

Prima curva a destra che si raccorda con la successiva sempre a destra di raggio maggiore, arriva non molto lontano dallo start ed è stata protagonista negli anni di svariati incidenti anche di personaggi illustri, la via di fuga è ampia ed asfaltata, non dovrebbe essere ad alto rischio.

CIRCUITO DI AUSTIN

Lunghissimo rettilineo nella pista Texana, si va in salita prima della curva a gomito verso sinistra, via di fuga ampia e percorribile, spesso ci si scambiano posizioni alla curva 1 tuttavia le toccate e gli incidenti sono meno che in altri circuiti.

CIRCUITO DI HERMANOS RODRIGUEZ

Lungo rettilineo anche sulla pista Messicana, la prima curva è a destra e la via di fuga ampia, più pericolose le curve 2-3 che arrivano in successione e dove tutti cercano di restare il più possibile attaccati ai cordoli, la ricerca della traiettoria giusta potrebbe innescare degli incidenti e uscite di pista; tuttavia il lungo rettilineo dovrebbe favorire un certo sgranamento delle vetture a ridosso della prima posizione.

CIRCUITO DI INTERLAGOS

In Brasile non c’è moltissimo spazio tra la prima casella e la prima curva a sinistra, la via di fuga è ampia ma anche qui i contatti avvengono spesso nella successiva curva n. 2 praticamente attaccata alla 1, chi riesce a tenere una buona velocità a quest’ultima prova poi il sorpasso alla 2, circuito da ‘circoletto rosso’ per l’effetto Verstappen.

CIRCUITO DI ABU DHABI

Discretamente lungo il tratto che va dalla pole alla prima curva a sinistra la quale immette in un corto rettilineo, si arriva a circa 300 Kmh, la via di fuga è ampia e percorribile, non sembra essere molto pericolosa per chi ha alle calcagna l’Olandese Volante.

In definitiva, sono 6 i circuiti ad alto rischio sulle 13 gare rimanenti e non è poco, siamo a circa il 50% del totale; di fatto siamo di fronte ad un evento che statisticamente potrebbe fare la differenza, contenere le partenze di Vestappen sarà importante per la Ferrari quanto essere attaccata alla Mercedes in qualifica, fare la pole sarebbe il massimo ovviamente, ma poi bisogna partire bene e staccare al limite; questo sarà uno dei tanti fattori che potranno determinare la vittoria finale; poi le cose potrebbero cambiare, Ferrari che migliora sul giro secco; Mercedes che diventa inarrivabile in qualifica oppure Red Bull che trova una migliore prestazione e magari si mette davanti a tutti; sembra improbabile, ma come scritto sopra, dopo l’estate la Squadra sembra rivitalizzata e questo oramai da anni…

Marco Asfalto

 

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