Ci siamo finalmente, arriva il GP di Monaco crocevia di successi clamorosi e sconfitte brucianti, polvere di stelle e stelle nella polvere, non ci sono vie di mezzo in questa gara, chi vince passa alla storia soprattutto se è un under-dog e se a perdere è un Campione, passerà alla storia la sua sconfitta; non si respira mai a Montecarlo, nessun lungo rettilineo, nessuna distrazione, basta un attimo, qualche centimetro di troppo e sei fuori dai giochi, un tracciato del genere non perdona l’errore del Pilota, ma non perdona neppure l’errore del muretto; troppo importante essere davanti e scegliere il momento giusto del pit-stop è essenziale; e poi c’è la sorte, la Fortuna, la Dea del caso e del destino che dispensa i suoi favori secondo dinamiche a volte inconcepibili; insomma per vincere occorre tutto ed anche di più.  Non piace a tutti la gara che si snoda tra i muri e i tanti guard-rail di Montecarlo, in qualche caso può risultare noiosa oltre che molto lunga, ma qualcosa accade sempre; un Pilota delle Squadre minori che si mette in vista, incidenti, safety-car a iosa e strategie che spesso sono stravolte da un insolito destino davanti all’azzurro mare del Principato. Come non amare un Gran Premio simile? Negli anni abbiamo assistito a delle gare uniche e qualche volta alla nascita di una Stella e vedere il proprio nome scritto nell’albo d’oro di Monaco deve essere un grande motivo di orgoglio per un Pilota, un ricordo indelebile inciso nel granito della Storia…

PILOTI

Tra i Piloti in attività spiccano le due vittorie di Alonso e di Hamilton, con lo Spagnolo assente per gli impegni in Indycar, Vettel è a quota 1 come Raikkonen e Jenson Button che ritorna al volante dopo tanti mesi di stop con l’incognita di dover correre su di una pista molto difficile con le nuove vetture.

ASPETTI TECNICI

La Pirelli ha portato a Monaco le gomme SOFT, SUPERSOFT ed ULTRASOFT, riducendo la pressione stabilita dalle simulazioni iniziali da 19 a 17 PSI per le gomme anteriori e da 18 a 16,5 PSI per quelle posteriori, il tutto dopo i dati delle simulazioni fornite dai Team; sarà interessante capire quanto l’impronta a terra, che sarà per forza di cose maggiore, possa dare un piccolo vantaggio a chi è indietro con le prestazioni della vettura; potrebbe infatti rifarsi viva la Red Bull soprattutto in qualifica benché sia Ferrari che Mercedes abbiano già dimostrato la loro netta superiorità. Discorso passo, si discute in queste ore se la Ferrari possa trarre un vantaggio dall’essere più corta rispetto a Mercedes, certo è che i tanti cambi di direzione di un percorso così angusto potrebbero favorire la ‘Rossa’ ma quello che più conta a Montecarlo è avere carico aerodinamico e la SF 70-H sembra averne in abbondanza; d’altro canto Mercedes sembra aver risolto il problema della gestione pneumatici che negli anni passati non aveva mai avuto; tanto che nel 2016 sia Hamilton che Rosberg riuscirono a percorrere ben 47 giri con le gomme ULTRASOFT; le condizioni meteo erano diverse  perché il Britannico passò direttamente dalle FULL-WET alle gomme viola al giro 31; l’unico della gara a fare una scelta pericolosa ma vincente. Quest’anno le gomme sono molto diverse, hanno più grip e durano di più ma farà caldo a Montecarlo, si prevedono 25° al momento sarà quindi interessante capire come le Squadre gestiranno i set a disposizione.  Altra incognita di un certo rilievo sono le vetture stesse, molto più veloci in curva, i Piloti dovranno fare molta attenzione ed imparare come guidare su questa pista, sin dalle prime prove libere; un incidente potrebbe infatti condizionare tutto il week end; spingeranno ma con una certa prudenza iniziale; osservati speciali Verstappen, che spesso esagera nel voler essere aggressivo, Stroll che avrà una bella ‘gatta da pelare’ nelle stradine di Montecarlo; Vandoorne che potrà mettere in mostra il suo talento pur con una vettura dai tanti problemi, e lo stesso Button per le considerazioni precedenti.

La chiave, anzi le chiavi, di volta di questa gara sono fondamentalmente 3, avere carico aerodinamico, sospensioni morbide che consentano di avere trazione ed assorbire le irregolarità della pista ed un cambio efficiente e robusto, si superano infatti i 3800 cambi di marcia durante la gara. Altri aspetti da tenere in considerazione sono il raffreddamento, andando a basse velocità si entra nella fase critica per le Power Unit, quindi in molti adottano sfoghi più larghi; l’impianto frenante non è sottoposto a staccate veramente al limite però può riscaldarsi pericolosamente, sempre per le basse velocità; sarà quindi da tenere d’occhio la Haas che ha avuto molti problemi quest’anno; ed una mappatura che consenta un’erogazione più ‘dolce’ e lineare della potenza, in questo settore la Mercedes ha fatto scuola negli ultimi 3 anni, però la Ferrari 2017 sembra essere allo stesso livello.

Marco Asfalto