Un circuito rinnovato, con un asfalto “giovanissimo” (finito di posare negli ultimi tratti appena una settimana fa) ed in continua evoluzione ci hanno restituito delle classifiche nei due turni di prove libere dove i valori in campo non sembrano affatto definiti.
Ed in questa prima lettura, influiscono pesantemente altri due fattori: lo scarso grip dell’asfalto (oltretutto “lavato” dalla pioggia notturna) e la rarefazione dell’aria dovuta all’altitudine alla quale è situato l’autodromo messicano.
Numerosi sono stati i “lunghi” e gli errori di guida dei piloti, di certo non agevolati dalla decisione molto conservativa operata dalla Pirelli nella scelta delle due mescole, con la “bianca” Media praticamente inusabile con queste caratteristiche d’asfalto, con l’equazione asfalto poco gommato + basse temperature = elevato graining delle coperture. Leggermente meglio è andata con le mescole Soft “gialle”, ed ancora meglio andrà mano a mano che la pista si gommerà, pioggia (prevista per sabato) permettendo.
L’aria rarefatta, oltre ad “affamare” i propulsori (con tutte i team che han provveduto a praticare maggiori aperture nelle monoposto sia per l’alimentazione che per esigenze di raffreddamento), con i turbocompressori e le unità MGU-H costretti ad un “superlavoro”, crea notevoli problemi anche dal punto di vista del carico aerodinamico.
Per ovviare a questo, abbiamo visto tante monoposto utilizzare carichi aerodinamici “importanti”, simili a quelli utilizzati a Montecarlo, ed assetti “rake” più estremi del solito, in modo tale da cercare di far lavorare al meglio diffusore e fondo vettura.
Da mettere in conto anche i problemi ai freni derivanti da questa mancanza di carico deportante (e quindi da un minore “freno aerodinamico” in decelerazione), con Williams e Mercedes maggiormente interessate (principio d’incendio nelle FP1 per Rosberg).
Al netto di tutto ciò, sia nella simulazione di qualifica che di gara, Mercedes e Ferrari sono sembrate una spanna davanti agli altri (impressionante il ritmo-gara di Vettel con le gomme Medie, meno prestazionali rispetto alle Soft utilizzate dalla Mercedes, ma i diversi carichi di carburante potrebbero aver influito notevolmente sui suoi tempi, alla luce anche del ritmo inferiore mostrato dal compagno Raikkonen col le “gialle”).
A dire il vero, anche le Red Bull di Ricciardo e Kvyat sono sembrate “in lizza”coi più veloci, ma l’incognita dei carichi di carburante del venerdì, con gli anglo-austriaci che, solitamente, girano più “scarichi”, pone qualche dubbio sulle loro prestazioni, così come su quelle di una sorprendentemente “davanti” McLaren-Honda.
Williams più lontane sul giro singolo ma abbastanza in linea coi migliori sul passo-gara (Massa con le Medie vicino ai tempi dello stint del tedesco della Ferrari).
Il terzo turno di prove libere sarà decisivo per comprendere più a fondo questi valori “mutabili”, e la rapida evoluzione del circuito potrebbe sconvolgere le abituali gerarchie.
Sempre che la pioggia conceda una “tregua”…

di Giuseppe Saba

Tabelle dei tempi FP1 ed FP2:

 

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