Terminato da poco un Gran Premio d’Ungheria dove la Red Bull ha praticamente raggiunto la Ferrari (-1 punto) nella classifica iridata Costruttori, riecheggiano ancora le voci più disparate sul futuro della guida tecnica del Cavallino. Per un James Allison dato da molti in partenza a fine anno (oltre che per motivi familiari a seguito del tragico lutto della moglie anche, parrebbe, per attriti non più sanabili con la dirigenza di Maranello), “qualcuno” dovrebbe entrare nell’organigramma tecnico della Gestione Sportiva (visto che la figura del solo Simone Resta sarebbe del tutto insufficiente). Si, ma chi? Incassato il “no” secco di Ross Brawn (che, va detto, si è sperticato in complimenti del Direttore Tecnico inglese dato per partente: ma allora non sarebbe il caso di insistere con lui, al netto dei suoi problemi personali?), la lista degli altri tecnici “di grido” papabili sembra restringersi ogni giorno che passa (l’indiziato numero uno, James Key, talento della Red Bull Technologies in forza alla Toro Rosso, sembra essere legato da un contratto di ferro con la Casa madre, che vede in lui la possibilie guida tecnica del “dopo Newey”), rendendo per la Ferrari altamente problematico l’approccio alla stagione 2017, con le varie squadre che proprio in questi giorni dirigeranno tutte le loro risorse tecniche alla progettazione delle monoposto della “rivoluzione” regolamentare. Sergio Marchionne (in vece del sempre più “crepuscolare” Arrivabene, che con i sempre meno positivi risultati 2016 rischia di trovarsi “disarcionato” dalla guida del Cavallino) dovrà quindi guardarsi attentamente in torno per far sì che quella prossima, anziché essere la stagione del ritorno al vertice, possa essere invece quella del “calvario”. Secondo alcuni “rumors”, l’A.D. di FCA avrebbe addirittura chiesto una “consulenza tecnica” sui nomi da scegliere per la Ferrari addirittura a Giampaolo Dallara, la cui azienda, ricordiamolo, è un fiore all’occhiello del made in Italy “da corsa”, e che fornisce consulenze d’engineering anche a prestigiose Case esterne (non ultima Audi per il WEC). Ed è forse da qui che il presidente Ferrari dovrebbe prendere spunto: da realtà come quella dell’azienda con sede a Varano De’ Melegari, o come la stessa Scuderia Toro Rosso di Faenza, che cercano i giovani tecnici più promettenti, molte volte neolaureati, anche delle varie università italiane, per poi “formarli” e renderli operativi ed “innovativi” in un arco di tempo pianificato. Ecco la “parola magica”: pianificazione , ciò che sembra assolutamente mancare ultimamente nel team più vincente della storia della Formula Uno. Anche se le pressioni sulla Ferrari sono immense, e, quando non si vince anche solo per un Gran Premio, diventano insopportabili, il Presidente dovrebbe avere la determinazione di perseguire un suo progetto di “crescita graduale” non solo cercando di strappare alla concorrenza le “menti più geniali”, ma anche “forgiandole” all’interno della stessa Azienda. Qualcosa di simile lo si sta già cercando di fare grazie ad un accordo con gli atenei inglesi più prestigiosi per permettere agli studenti più promettenti di svolgere dei periodi di stage direttamente a Maranello. Ma tutto ciò dovrebbe essere anche allargato ai numerosi (e brillanti) laureandi delle università italiane. E, soprattutto, terminati gli studi e la doverosa “gavetta”, si dovrebbe avere il coraggio di inserire effettivamente e nei ruoli che contano questi “talenti”, dandogli il giusto appoggio e tempo per non “bruciarli” immediatamente alle prime pressioni mediatiche. Soltanto così il Cavallino potrebbe ritornare a fare “tendenza” in Formula Uno dal punto di vista tecnico, dopo che da tanti anni, quelli successivi ai trionfi dell’epopea “schumacheriana”, si sta solo, affannosamente, inseguendo gli avversari. Che magari, tra le loro fila (vedi Aldo Costa in Mercedes), schierano ottimi tecnici “ripudiati” frettolosamente da Maranello.

P.s.: per non dimenticare mai la dura lotta, quella più importante, di un Campione, diciamo: “KeepfightingMIcael”

by Giuseppe Saba Twitter @Saba_Giuseppe

Foto by @ScuderiaFerrari

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