C’è un grande schedario nella sede tecnica di ogni Scuderia, certo non composto più dalla vile e vecchia carta, ma di modernissime memorie digitali; questo grande contenitore altro non è che una enorme raccolta di idee e progetti che non sono stati attuati per tantissimi e diversi motivi; alcuni perché l’idea era ottima ma non c’erano ancora i mezzi tecnici per realizzarla, altri perché non sono stati giudicati adatti alla vettura che era stata realizzata, altri perché impossibili da costruire, ed altri, molti, perché qualcuno che era molto in alto nella piramide del Comando ha deciso di non mettere in cantiere, vuoi perché costosi, vuoi perché c’erano da rispettare delicati equilibri interni, una sorta di politica endogena atta a conservare il potere nelle mani di chi ne dispone, che poi, in definitiva, è qualcosa di abbastanza normale in natura se non fosse che una Squadra dovrebbe lavorare unitamente per un unico scopo, vincere! Ora come si dice il bisogno aguzza l’ingegno e se consideriamo che le menti che compongono la F1 sprizzano ingegno da tutti i pori, possiamo immaginare la quantità di idee che ne vengono fuori come una sorta di dinamite che non aspetta altro di essere innescata da un detonatore per esplodere in tutta la sua potenza. Ma chi è il detonatore in questo caso? Se parliamo di Ferrari viene naturale indicare in Maurizio Arrivabene il catalizzatore di tutto il Team, appoggiato in ‘toto’ da Marchionne il quale vuole a tutti i costi vincere, e lo vuole fare subito, prima che cambino di nuovo i regolamenti e prima che il titolo della Rossa possa subire delle perdite in borsa; ma non è tutto qui, ci piace pensare che in fondo questi Uomini siano animati anche dalla Passione per la Ferrari, il cui Simbolo, ricordiamo, è nato dall’Amore di una Madre per il Figlio, quando la Contessa Paolina Biancoli, madre di Francesco Baracca, lo donò ad Enzo Ferrari dicendogli che gli avrebbe portato fortuna rendendo ancor più vivo il ricordo del grande Eroe; ed ecco che gli Uomini che compongono la Scuderia Ferrari sono chiamati non solo ad essere efficienti, non solo ad essere geniali ma soprattutto a lavorare con passione ed escogitare e realizzare qualsiasi cosa possa far vincere la Macchina Rossa; ma in quali parti dello schedario si è attinto per la stagione 2016?

FERRARI SOSPENSIONI. Questa volta si è cercato di andare oltre l’immaginazione andando a pescare tra concetti messi da parte od osteggiati in passato da alcuni personaggi poi allontanati; Allison ha potuto riprogettare la sospensione anteriore a suo piacimento modificando i parametri del triangolo, attacco del puntone e cinematismi interni, cercando di rendere la nuova Ferrari molto più morbida sui cordoli e con un’ escursione dell’ammortizzatore più modulabile, e questo anche al posteriore, il punto è che il FRIC è vietato e quindi normalizzare il comportamento dinamico tra avantreno e retrotreno è molto più difficile, ci vogliono dei dispositivi che lavorino in sintonia benché non siano interconnessi, i nuovi componenti offriranno un comportamento molto diverso rispetto alla vettura 2015, riproducendo gli effetti anti-dive (l’avantreno si abbassa in frenata) ed anti-squat (il retrotreno si abbassa in accelerazione) ipotizziamo grazie all’adozione di particolari congegni meccanici sensibili alla variazione di pressione delle sospensioni; in pratica in accelerazione la pressione sul posteriore aumenta come in frenata sull’anteriore; un dispositivo del genere andrebbe a rendere più ‘duro’ il rilascio della fase negativa dell’anteriore quando si accelera così che la vettura non si corichi troppo, in frenata avverrebbe il contrario; i vantaggi, è intuibile sono enormi, vettura più composta, meno consumo di gomme, maggiore impronta a terra degli pneumatici in entrambe le fasi; certi meccanismi non sono una vera novità, la novità è rappresentata dal fatto che in Ferrari si sia cercato di andare oltre i normali componenti utilizzati nelle ultime stagioni e che un assetto ancora più picchiato favorisce ed anzi necessita di adeguate soluzioni soprattutto in frenata e qui entra in ballo anche la Brembo, ma del sistema frenante parleremo in seguito.

MERCEDES CAMBER. Osservando alcuni dispositivi sperimentati nel 2015 dalla Mercedes all’avantreno si potrebbe dedurre che siano alla ricerca di una sorta di FRIC anteriore molto evoluto, un meccanismo che possa interconnettere le due ruote così da limitare lo squilibrio dell’escursione ammortizzatori quando la vettura è sui cordoli o in curva, tuttavia ipotizzo ci sia altro ad equilibrare questo meccanismo, anche perché, ricordiamolo, in Mercedes c’è Aldo Costa il ‘padre’ del moderno FRIC (il primo dispositivo era degli anni ’60) che progettò insieme a Gustav Brunner per la Minardi M193; ora credo si sia fatto qualcosa di molto più complesso, una sorta di Camber automatico che a seconda dell’inclinazione della macchina cambia, di pochissimo, anche l’inclinazione degli pneumatici, basterebbe 1 grado per offrire una maggiore impronta a terra alla gomma che è interna alla curva così da ottenere meno consumo degli pneumatici ed una stabilità molto più accentuata, oltre che, ovviamente, un’ottima guidabilità. Riepilogando, quando si affronta una curva a sinistra, lo pneumatico di destra si carica maggiormente a causa del peso che per la forza centrifuga si sposta in quella direzione, in questo modo aumenta l’impronta a terra di quella gomma, mentre la sinistra vede diminuire la sua impronta a terra e quindi viene quasi ‘trascinata’ verso l’esterno; risulta normale che un dispositivo del genere possa essere risolutivo soprattutto adesso che le gomme 2016 saranno leggermente diverse tendendo a far crollare le prestazioni appena si arriva alla massima sfruttabilità, in termine di usura, delle stesse, ma su questo ci torneremo in futuro…
Marco Asfalto

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