E insomma ce lo possiamo dire tra noi, e magari anche gridarlo ai quattro venti, certo commettendo un grave peccato, quello di non essere allineati o se preferite politically-correct, e partiamo con delle domande per iniziare, ma di che pasta sono fatti questi Piloti moderni di F1? Sono dei veri personaggi? Quanto del loro carattere esternano davvero? Quanta farina del proprio sacco c’è nei loro comportamenti? Vedete io che sono un ‘vecchio’ amante della F1 sono abituato a ben altri personaggi, ai miei tempi, ovvero quando avevo una ventina d’anni, i Driver erano altri, c’erano Senna, Prost, Lauda, Mansell, Alboreto e molti altri, e questi non erano solo veloci, erano soprattutto dei personaggi, gente che non la mandava a dire, Uomini che non stavano attenti a ogni piccolo comportamento od ogni singola parola da dire, non c’era dietro di loro il ‘consigliere’ che dava le direttive su ciò che bisognava esternare; anzi c’erano delle autentiche zuffe con i diretti concorrenti e spesso c’era il rischio di arrivare alla lite; non si stava sempre zitti per non offendere la Squadra per cui si correva, e non si accettavano le decisioni del Box così passivamente come adesso, anzi quando i Piloti non erano d’accordo con i Team Principal nascevano dei veri e propri casi, altre volte invece erano gli stessi Driver che consigliavano e stabilivano le strategie…

Ma in che direzione è andata la F1 in questi ultimi anni? Chi è a comandare oggi? Non sono più i Piloti ed il motivo è semplice quanto assurdo, perché ricordiamo che in vettura ci vanno loro, il punto è che i Team rappresentano grosse Case Costruttrici oppure grosse Aziende di altri settori e questi hanno un solo ed unico scopo, far rendere al massimo i loro investimenti; ed ecco che tutto diventa una sorta di piano economico, gli ingegneri devono dettare ogni singola mossa in accordo con i manager che devono valutare se questa sia redditizia per l’Azienda che rappresentano, ed ecco che chi è all’interno dell’abitacolo perde non solo il diritto di scegliere ma viene anche ben catechizzato affinché nulla trapeli delle sue opinioni… A quante strane strategie abbiamo assistito negli ultimi anni? Piloti a cui vengono montate le gomme dure negli ultimi giri invece delle morbide per favorire un altro Driver, lamentele alla radio puntualmente censurate con la complicità della FIA, oppure diffuse solo quelle pittoresche e meno pericolose. Per non parlare poi delle solite dichiarazioni in conferenza stampa “ho l’obiettivo di fare bene”, “amo questa pista” , “non ho nessun conflitto con il mio compagno di Squadra anzi ci scambiamo informazioni” etc. etc. la solita solfa, vecchia, statica e banale quanto lo è un disco rotto che ripete sempre la stessa musica… Ma perché si è arrivati a questo? Per il denaro ovviamente, questi Uomini sono ben pagati, ed alcuni sono multimilionari ed è chiaro che per percepire certe somme devono sottostare a clausole contrattuali molto particolari che prevedono un codice comportamentale anche fuori dalle piste; però tutto questo ci ha privato di qualcosa che rende affascinante questo mondo al pari della tecnica; capisco quanti bramano di conoscere un nuovo particolare tecnico di una vettura, oppure vogliano conoscere a fondo altri parametri di una macchina, e devo dire che questa ‘fame’ di tecnica è il frutto molto preciso della strategia che i Team hanno portato avanti negli ultimi anni, perché così tutto l’interesse mediatico si concentra sul prodotto da vendere, ma una volta c’era anche la ‘fame’ di informazioni sul Pilota, sul suo lato Umano che oramai va quasi scomparendo; non sembrano tutti degli automi, certo con qualche differenza, che devono semplicemente eseguire ciò che viene loro comandato? Non vi sembra di assistere ad una specie di commedia molto ben orchestrata? Tutti i ‘soldatini’ ligi al loro dovere concedendo qualche sprazzo di Umanità; Hamilton che vuole andare su Marte con una bella Donna però sta zitto se gli dicono di alzare il piede del gas; Bottas che fa il podista sotto falso nome, cioè il Podista! Ma veramente sono questi i desideri di questa generazione di Piloti? Altri che passano il tempo davanti al simulatore a casa invece di andare su qualche pista a correre con un bolide e pensare che loro se lo potrebbero permettere mentre noi comuni mortali dovremmo spendere uno stipendio intero per 15 minuti di adrenalina…
Mi sembra che in altre categorie i Piloti siano più liberi di essere sé stessi, come in MotoGP ad esempio, dove certi equilibri sono molto diversi e lo sono fondamentalmente perché il Pilota può ancora fare la differenza, quella vera, tra il vincere e l’essere sconfitto, e non si è teleguidati dai box. E’ un peccato che si sia arrivati a questa F1, non è quella che noi amavamo ed a volte mi chiedo se uno come me, un uomo di 50 anni, è fuori tempo o se tutto stia andando in rovina in nome del denaro; quello che mi consola è che non sono il solo a pensarla così e che, quando vado in pista, nel Campionato GT, assisto a ben altri comportamenti, sembrerà strano ma di Piloti e Uomini Veri ce ne sono ancora in giro…

Marco Asfalto

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