Concluso il GP d’Australia possiamo finalmente avere un parametro più preciso dei valori in campo, benché si sia corso con temperatura discretamente basse e su una pista cittadina, eppure possiamo trarre qualche dato interessante soprattutto se pensiamo che lo scorso anno le Mercedes erano lontanissime dalla Ferrari, ed in parte anche dalla Williams che diventò sempre più competitiva durante l’arco della stagione. Abbiamo elaborato dei grafici che ci aiutano a capire meglio certi valori. Ora partiamo da una premessa l’obiettivo della Ferrari, ed anche degli altri, è agguantare la Mercedes, non necessariamente entrambe, è per questo che in questi grafici abbiamo preso in considerazione solo i tempi di Rosberg secondo sotto la bandiera a scacchi e non di Hamilton che ha vinto e che ha dimostrato di poter tenere a distanza il compagno di Squadra con un GAP sempre intorno ai 2-2,5 sec. di fatto ogni qualvolta Rosberg si avvicinava il Britannico rispondeva tenendolo lontano. Ricordiamo l’ordine di arrivo dei primi 5, 1° Hamilton, 2° Rosberg, 3° Vettel, 4° Massa, 5° Nasr. Vettel è arrivato sul traguardo con un GAP rispetto al primo di +34.523 sec. valore che in gran parte è stato costruito dalle Mercedes nella prima metà della gara, quando il Tedesco era dietro le Williams e non riusciva a passare Massa, quello che però è interessante è il passo-gara della Ferrari nettamente migliorato rispetto al 2014 e con prestazioni che hanno superato la Williams che nel finale della scorsa stagione era inarrivabile per le Rosse, con distacchi anche di 0,6-0.8 sec. Sotto uno schema delle prestazioni di Vettel e Rosberg

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Entrambi sono stati rallentati in alcuni casi da dei doppiaggi, le loro prestazioni sono diventate molto simili intorno al 51° giro quando il Tedesco stava comunque spingendo per agguantare Hamilton e Vettel terminata la prudenza per il consumo carburante, ha potuto dare più gas, come vedete la Rossa non è così lontana dalla Mercedes e se andiamo a vedere la media dei giri compresi tra le tornate 28 e 56 (negli ultimi giri Vettel ha alzato il piede) avremo questi dati, media Rosberg  1.31.611, media Vettel  1.32.287, quindi un distacco (passo gara con le gomme MEDIE) di poco superiore ai 6 decimi come noi avevamo tra l’altro anticipato addirittura dopo i test di Jerez con un articolo uscito il 5 Febbraio (http://www.newsf1.it/news-f1-la-ferrari-6-8-decimi-dalla-mercedes3051/) quando tutti gli altri parlavano di Mercedes con alto carico di carburante e Ferrari scarica; andiamo ora a vedere quanto la Rossa ha guadagnato sulla Willams, dalla quale eravamo molto lontani nel 2014, come potete vedere dal grafico sotto, Massa e Vettel si sono praticamente marcati dal giro 28 al 56 con piccole differenze

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Facendo la media dei giri presi in considerazione avremo questi dati, Vettel  1.32.287, Massa 1.32.367, una sottile differenza (meno di 1 decimo) nell’ultimo stint con gomme medie, mentre il sorpasso del Tedesco ai danni del Brasiliano è avvenuto al momento del pit stop della Williams fatto al giro 21 quando Vettel realizza il capolavoro, 3 tornate nei giri 21-22-23 rispettivamente con questi tempi 1.32.859; 1.32.307 e 1.32.664 su gomme soft; Massa invece nelle 3 tornate (sempre su gomme soft) che hanno preceduto il suo cambio e cioè i giri 18-19-20 si è tenuto sempre sul 1,33 basso, quindi incapace di sfruttare le ultime tornate con un buon tempo per poi uscire ancora davanti a Vettel; il motivo è dovuto senz’altro al diverso sfruttamento delle Pirelli Soft, la Williams le ha degradate in maniera maggiore non riuscendo a sfruttarle a dovere nonostante davanti avesse via libera visto che le Mercedes erano lontane, Vettel invece avrebbe dovuto subire un maggiore degrado proprio perché era abbastanza Vicino al Brasiliano eppure è riuscito ad ottenere le prestazioni per il sorpasso dopo ben 20 giri. Quello che manca per ora, alla Ferrari, è la prestazione sul giro secco, anche se in Q3, sabato i Piloti hanno fatto dei piccoli errori e avrebbero potuto essere subito dietro le Mercedes; il mio pensiero è che con temperature più alte, la capacità delle Rosse di sfruttare le gomme Soft potrebbe farle avvicinare nei primi giri alle frecce d’argento così da mettere sotto pressione almeno uno dei Piloti, perché questo è ciò che si deve fare se si vuole cominciare ad essere competitivi, stare attaccati agli altri e cercare di farli sbagliare, se continueranno a prendere la 1° fila e scappare via non ci sarà storia per tutto il Campionato; e sono certo che se sentiranno la pressione faranno qualche errore, sono entrambi, Hamilton e Rosberg, troppo abituati a ‘vincere facile’, oltretutto nel duello fra di loro si prospetta una stagione come nel 2014, quando mai veramente si sono attaccati pensando più alla Scuderia che a loro stessi. Dal canto suo la Ferrari ha fatto quello che doveva, 1° Gara stagionale e 1° podio, un gran bel risultato se pensiamo alle sofferenze dello scorso anno. Maurizio Arrivabene lo vediamo concentrato, chiede spiegazioni, parla con tutti, tiene l’ambiente unito e ben motivato, proprio in gara lo si è visto andare a cercare lumi dopo l’errato serraggio della ruota posteriore sinistra di Kimi Raikkonen che stava facendo una bellissima gara con le Soft dimostrando quanto detto sopra, un grande sfruttamento delle gomme che lo avrebbe portato di sicuro in 5° posizione e poi chissà, forse anche a ridosso di Massa, visto che nelle tornate intorno alla 30° era più veloce di 1 sec. rispetto al Brasiliano; per lui gara rovinata da un errore, ma ci può stare, fa parte del gioco, tra l’altro i pit-stop della Ferrari sono stati abbastanza lenti, segno che i meccanici sono un poco fuori allenamento e sia Vettel che Kimi (a parte l’errato serraggio) hanno pagato agli avversari diretti quasi un secondo al momento del cambio gomme. Oltretutto a confortare certe performance c’è la Sauber che non solo piazza 2 Piloti a punti (anche per defezioni degli altri) però è competitiva e affidabile con una vettura veramente ‘elementare’ nella sua struttura e con l’handicap di non aver molto girato in questo week end.

Insomma si è migliorati tantissimo, e questo podio del ‘Dio Marte’ Sebastian Vettel deve essere visto come l’inizio di un cammino che potrà portare la Rossa molto lontano…

Marco Asfalto   

Marco Asfalto    Twitter : @marcoasfalto

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2 Risposte

  1. ZioTure

    Grande articolo, ovviamente qualche tifoso Ferrari non è contento nemmeno di essere a 36 secondi dalla Mercedes cioe’ 6 decimi a giro…
    Bisogna essere realisti, impossibile in pochi mesi ridurre il gap è comunque un mezzo miracolo … ricordiamo che la Ferrari ha cambiato 11 uomini piu’ Fernando Alonso.
    Tanto per farvi capire una mezza rivoluzione simile a quella MClaren , la Ferrari ha fatto un reset generale quindi risultato inaspettato e positivo.
    Per adesso non possiamo che ammirare il lavoro fatto dalla Ferrari se paragonarto a quello della disastrosa Mclaren, aggiungo anche una cosa il distacco del 2014 a fine gara di circa 36 secondi è un paragone totalmente sbagliato, l’anno scorso una Safety Car al 10° azzero’ il vantaggio mercedes pertanto non solo Ferrari competitiva ma anche piu’ vicina alle Mercedes. Poi è chiarissimo che il gap con le Mercedes sia ancora notevole, ma non venitemi a dire che adesso il distacco è aumentato e sopratutto non pensate alla Ferrari da mondiale è umanamente impossibile in un solo anno essere da mondiale partendo da un distacco di 1,5 e con una ristrutturazione generale del team in corso d’opera. Sicuramente sono molto fiducioso per il futuro ma in ottica 2016 il resto sono favole…

  2. maxleon

    Grazie Marco per aver approfondito il mio commento sull’utilizzo delle gomme.

    Sono state molte le polemiche fra Mercedes e Williams sul rendimento della medesima PU, per arrivare fino a dichiarazioni piuttosto pesanti da parte di Felipe Massa che ha ipotizzato finanche l’utilizzo di un propulsore non identico a quello della casa madre, ma io su questo punto ho un mio modo di vedere:

    Al di la delle polemiche io sono convintissimo che la PU fra Mercedes ed suoi team clienti non può essere differente, questo perchè il propulsore omologato è uno ed uno soltanto, questo perchè il costruttore omologa un solo motore che viene poi “venduto” ai propri clienti e questo deve essere conforme alle caratteristiche dichiarate ed omologate. Ogni motore che deve essere utilizzato per le gare viene punzonato ed ogni componente che successivamente deve essere sostituito lo si fa con comunicazione scritta alla Federazione che ne approva la sostituzione (e si comprende che non possono esserci diversi tipi di componenti, la FIA controlla perfino i materiali).

    Per quanto riguarda il software il costruttore “vende” assieme all’hardware, anche una versione base del software di gestione che può essere personalizzata dal cliente a seconda delle sue esigenze, per cui, credo, che la supremazia Mercedes nei riguardi della Williams va ricercata in due fattori:

    Il primo è sicuramente il software, perchè se è vero che esso va personalizzato sulla base delle esigenze di ciascuna scuderia, è probabile che la Williams, avendo scelto un assetto più scarico prediligendo la velocità, è probabile che in uscita curva abbia scelto una erogazione molto più soft della potenza per evitare sovrasterzi di potenza e pattinamenti che causano un consumo anomalo delle coperture;

    Il secondo, invece è costituito dalla scelta di Petrobas come fornitore di carbolubrificanti ed il perchè ciò sia penalizzante lo sanno ormai tutti.

    Ribaltando il discorso alla Mercedes, abbiamo visto che, quest’anno, hanno rinunciato molto alla velocità di punta, qualcuno afferma persino che si stiano utilizzando rapporti del cambio più corti (e non stento a crederlo), ma non è che con temperature più calde un carico aerodinamico maggiore può portare a problemi sulle gomme?

    Mi piacerebbe avere il parere soprattutto di Zio Ture, perchè già nel 2013 facemmo questo discorso ed io pensavo (erroneamente) che un carico aerodinamico maggiore comportasse anche un minor degrado per il diminuito effetto scivolamento, salvo poi ricredermi, perchè se era vero quello che pensavo, era anche vero che aumentando la pressione verticale in quel minor effetto scivolamento le gomme si consumavano di più.

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