Seduti accanto in conferenza stampa Verstappen e Kvyat (non si erano ancora rivisti dicono) hanno monopolizzato la conferenza stampa e catalizzato la quasi totalitá delle domande dei giornalisti. Teso ma risoluto é apparso il russo, che ha risposto alle domande in modo diretto e senza mezzi termini lasciando trasparire una evidente delusione. Piú rilassato e sorridente invece il giovane Max. Gli stati d’animo opposti dei due rispecchiano la decisione piú discussa e commentata di queste ultime settimane. Per quanto questione interna al team Red Bull molti degli altri piloti sono stati interpellati sull tema; il giudizio é naturalmente tiepido: ai piloti, é chiaro, non piace essere trattati come figurine. Il modus operandi di Helmut Marko, che si é appreso dallo stesso Kvyat gli ha comunicato la decisione della squadra per telefono senza troppe motivazioni, viene visto sí come un premio e anzi un incentivo a far bene ma anche una bocciatura senza appello per chi sbaglia ed é magari piú lento ad adattarsi a una nuova dimensione o una nuova macchina. Come ha sottolineato Hamilton i piloti giovani hanno bisogno del giusto tempo e del supporto necessario per potrer esprimere e consolidare loro talento, e sappiamo bene quanto la Formula 1 moderna sia avara di entrambi. Questo il giudizio del pilota inglese che esordí da subito con la McLaren e ha seguito un percorso di un certo tipo, ancora espressione di una F1 diversa da quella attuale, in cui i piloti arrivavano alla massima serie in etá piú avanzata, avendo militato per piú tempo nelle serie inferiori. Un parere simile é stato espresso da Fernando Alonso, il quale ha seguito un approccio inverso a quello di Hamilton esordendo in una piccola scuderia come la Minardi per poi passare ai team maggiori. Il pilota spagnolo ha invece evidenziato l’opportunitá data ad entrambi i piloti di poter esprimere, sebbene in modi diversi il loro vero valore. Verstappen portrá misurarsi con un compagno che non é Sainz (con il quale ha corso finora e con cui ha avuto risultati paragonabili) su una macchina diversa e sulla carta migliore. A Kvyat l’opportunitá, al netto della mistificazione della retrocessione, di dimostraredi essere comunque veloce e competitivo con una vettura non di primissimo piano ma comunque affidabile e solida. Condivisibile o no il pensiero di Alonso é sicuro che il weekend sará rovente in casa Red Bull: con Kvyat probabilmente ancora furente e deciso a dimostrare qualcosa, Verstappen che vorrá mostrarsi subito all’altezza di un top team e con Ricciardo che certo non permetterá al giovane olandese di stargli davanti facilmente. Red Bull giura che la decisione fosse già stata presa prima delle faccende del Gp di Russia e del pasticcio di Kvyat finito addosso a Vettel. Nessuno ci crede naturalmente, ma per il momento é questa notizia, e non l’azione in pista, ad accrescere l’interesse attorno al weekend spagnolo e ad una Formula 1 pericolosamente noiosa.

Di Stefano De Nicolo’

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