Negli ultimi anni, la pista del Mugello ha allentato un po’ il rapporto con la Formula 1 che aveva caratterizzato i periodi precedenti: eppure, proprio in queste settimane sulle curve fiorentine si sono messi in luce due piloti che potrebbero compiere il grande balzo ed entrare nel Circus dalla porta principale.

 

Sono trascorsi ormai sei anni da quella giornata indimenticabile del 2012, quando il Mugello fu scelto come sede di una sessione collettiva di prove Formula 1 che conquistò in modo particolare il favore di Mark Webber, all’epoca pilota della Red Bull. Al termine dell’evento, il pilota australiano si lasciò andare a dichiarazioni di supporto e apprezzamento per la pista italiana, definita fantastica perché “molto difficile per il pilota e molto veloce”, al punto di arrivare a dire una frase rimasta impressa nella memoria dei fan (oltre che nelle timeline di Twitter), ovvero che “In termini di soddisfazione, 10 giri sull’asciutto al Mugello valgono quanto 1000 ad Abu Dhabi”.

Gli eventi al Mugello

Purtroppo, l’augurio di Webber di tornare al Mugello per un appuntamento più ufficiale non si è realizzato, e in questi anni l’impianto si è messo in luce soprattutto per l’organizzazione di eventi collaterali del mondo motori a quattro ruote, come le Finali Ferrari o gli interessanti appuntamenti con Rse Italia, che apre il circuito del Mugello ai piloti non professionisti consentendo loro di girare in pista al bordo di veloci vetture da competizione.

Occhi puntati su Amna Al Qubaisi

Ma Scarperia è diventata anche una tappa importante delle gare di Formula 4, che nelle ultime tappe ha portato agli onori della cronaca due piloti davvero speciali, accomunati dal sogno di sbarcare in Formula 1: parliamo di Amna Al Qubaisi, la prima pilota donna araba, e di Enzo Fittipaldi, che invece è nipote d’arte del mitico Emerson, vincitore di due titoli mondiali in Formula Uno, nel 1972 e nel ’74.

La storia della flying girl

L’attenzione della stampa si è rivolta inizialmente sulla diciottenne Amna Al Qubaisi, già ribattezzata “Flying girl“, che ha attirato gli sguardi degli appassionati e dei curiosi di tutto il mondo pur raccogliendo, in verità, scarsi profitti in gara (posizionandosi al 34esimo posto su 44 partecipanti). Ad affascinare è ovviamente la sua storia da “ragazza per vola”, per giunta proveniente da un Paese arabo: la sua prima esperienza ufficiale al volante è stata già a 13 anni, quando entra nella Daman Speed Academy e diventa la prima donna araba a vincere sul suo kart la Rota Max Challenge degli Emirati Arabi nella stagione 2016-2017, prima di entrare nella Formula 4 grazie anche al sostegno di Kaspersky Lab, già sponsor della Scuderia Ferrari per la Formula 1.

Enzo Fittipaldi brilla al Mugello

Ora il suo sogno è di “arrivare a correre in Formula 1″, come anticipato in una intervista all’Ansa, un obiettivo per cui Amna è consapevole di avere davanti “un percorso lungo e fatto di ostacoli“, dicendosi “disposta a lavorare anche due volte di più se necessario per arrivare”. Ambizione che l’accomuna all’altro pilota alla ribalta al Mugello, il citato Enzo Fittipaldi che, appena diciassettenne, si è aggiudicato il campionato di Formula 4 ottenendo una importante doppietta nelle due gare domenicali alla Scarperia, superando così il suo diretto avversario Leonardo Lorandi in classifica generale.

I giovani prospetti della F1

Nella stagione in cui, per la prima volta dal 1973, il Gran Premio del Brasile non ha visto scendere in pista piloti brasiliani, molte delle speranze di rivedere un “carioca” in Formula 1 passano proprio da questa nuova generazione; oltre a Enzo (figlio di Juliana, la figlia più grande di Emerson Fittipaldi) bisogna citare il fratello Pietro Fittipaldi (classe 1996), appena ingaggiato dalla Haas come nuovo test driver. All’elenco dei parenti d’arte si aggiunge il diciassettenne Eduardo Dudu Barrichello, mentre altri nomi da segnare in agenda sono Arthur Liest e Caio Collet, che vengono indicati come talentuosi prospetti futuri.

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