La Ferrari chiude il campionato così come l’aveva iniziato. Detta così potrebbe suonare poco lusinghiero vista la difficile stagione sempre in rincorsa prima della Mercedes, poi anche della Red Bull. Si chiude così con un podio dal sapore dolce un’annata con zero vittorie, diversi podi (11) molti problemi, tante critiche e altrettanti grattacapi.Nel Gran Premio di Abu Dhabi, dominato dalla battaglia iridata interna alla Mercedes, la Ferrari diventa quasi incomoda delle irraggiungibili frecce d’argento, oggi in versione depotenziata con Hamilton che ha fatto di tutto per rallentare il ritmo e compattare il gruppo per mettere in difficoltà il compagno.  La squadra azzecca per Vettel una strategia diversa da tutti gli altri, con un lungo stint centrale con gomme soft, per montare poi nel finale le più veloci supersoft con cui risale la classifica, sorpassa le Red Bull e arriva ad impensierire Rosberg. Per lealtà sportiva o semplice rispetto non porta però con decisione l’attacco e si accontenta del terzo posto, forse persino stretto per quanto visto oggi in pista. Mentre Vettel volava nel finale, con tempi quasi di due secondi al giro più veloci degli altri Raikkonen, optando per una strategia più prudente, chiude al sesto posto. “La squadra ha preferito differenziare le strategie tra di noi” il suo commento. Un Kimi comunque sorridente e soddisfatto della sua stagione, quasi sempre in palla, concreto e veloce, spesso più del compagno. Il finlandese si è poi giustamente congratulato con il nuovo campione del mondo, seppur nel suo stile. “Se penso che Nico meriti il titolo? Ha conquistato più punti di tutti, quindi direi di sì”. “Questo è un podio per la squadra” ha invece commentato Vettel a caldo, “abbiamo subito tante critiche quest’anno, a volte ingiustificate, ma spero che potremo mantenere lo slancio per il prossimo anno. C’è un sacco di lavoro che si fa a Maranello, quindi un grosso grazie a tutti quelli che lavorano laggiù”.

L’ultima apparizione della SF16-H lascia dunque il sorriso, in una gara dove ormai non c’era più molto da aspettarsi. La macchina verrà pensionata da stasera e nessuno ne sentirà la mancanza; occuperà un posto nel museo della Ferrari e sarà dimenticata in fretta. ll progetto della nuova macchina, nelle mani di Mattia Binotto dovrà riuscire a riportare in alto nei cuori e nei risultati una squadra in difficoltà, che per la seconda volta nel giro di tre anni chiude il campionato senza nemmeno una vittoria. Si può discutere se lo zero del 2016 sia più o meno grave di quello del 2014. In termini di prestazione pura certo la SF16-H è migliore di quella che si ritrovava tra le mani un Alonso ormai sulla via dell’addio alla squadra, ma è anche vero che quest’anno è mancato quello sviluppo che avrebbe forse potuto avvicinare i concorrenti.

Se la cura Marchionne funziona, lo vedremo a Barcellona, con i primi test invernali che sveleranno al mondo le nuove e più veloci vetture.

di Stefano De Nicolo’   @stefanodenicolo

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