La 24 ore di Le Mans segna il dominio della Ferrari sia tra i PRO che in AM, in entrambi i casi con il team AF Corse che porta al successo la #51 e la #83. Battute Corvette, Porsche ed Aston Martin.

Festa grande in casa Ferrari per quella che è probabilmente la 24 ore di Le Mans più redditizia delle ultime stagioni. L’AF Corse si è infatti aggiudicata sia la classe PRO che quella AM, con la 488 GTE #51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Come Ledogar che hanno battuto Corvette e Porsche ufficiali. Gioia anche per la #83 di Alessio Rovera, Nicklas Nielsen e Francois Perrodo, che hanno completato l’opera vincendo tra gli amatori. Si tratta di un mese incredibile per Pier Guidi, Ledogar e Nielsen, che tre settimane fa avevano vinto assieme anche la 24 ore di Spa con la Ferrari dell’Iron Lynx.

L’impresa del Cavallino non fa altro che aumentare l’attesa per l’arrivo dell’Hypercar nel 2023, visto che si è trattato di una nuova impresa di questa meravigliosa 488 e dell’impero di Amato Ferrari. Le rosse hanno praticamente dominato la scena specialmente tra i PRO, comandando quasi tutta la gara dopo le fasi iniziali sul bagnato. La Porsche non è mai stata della partita nonostante fosse partita con i favori del pronostico, mentre ha sorpreso in positivo la Corvette che ha portato al secondo posto la C8.R al debutto nella classica francese. Per la #63 di Antonio Garcia, Jordan Taylor e Nicky Catsburg non c’è stato però nulla da fare, avendo comunque comandato in alcune fasi di gara grazie al gioco dei pit stop. La forza della Ferrari è stata tutta nella gestione delle gomme, cosa che favoriva gli alfieri di Maranello nelle fasi finali degli stint.

Pier Guidi ha fatto nuovamente il bello ed il cattivo tempo, staccando, assieme a Calado, la seconda vittoria a Le Mans negli ultimi due anni. La coppia si prende anche la leadership nel FIA WEC tra i piloti, mentre tra i costruttori è la Ferrari a fare il vuoto sulla Porsche. Il podio è stato completato dalla 911 RSR #92 di Michael Christensen, Kevin Estre e Neel Jani, terzi e doppiati dai vincitori. Quarta la #91 di BruniLietzMakowiecki, rallentata nel finale anche dalla perdita dell’estrattore posteriore a causa di un lungo all’ultima chicane. Grande sfortuna per la Ferrari #52 di MolinaBirdSerra, rallentata nella notte dall’esplosione dell’anteriore destra che ha distrutto anche la carrozzeria della vettura, facendola precipitare in classifica. Un peccato per questo equipaggio che aveva anche comandato la gara, e che era in piena lotta per il podio al momento del fattaccio. La rimonta li ha condotti in quinta posizione di classe, a ben 15 giri dai compagni di squadra che hanno vinto. Fuori le Porsche dell’Hub Auto Racing e del WeatherTech, mentre è giunta ultima la Corvette #64 che è stata funestata da diversi guai tecnici.

Come anticipato, la Ferrari ha avuto la meglio anche in AM, battendo l’Aston Martin #33 del TF Sport di Felipe Fraga, Ben Keating e Dylan Pereira. La vettura britannica ha dato del filo da torcere alla 488, ma il ritmo del gentleman Keating non è stato all’altezza della concorrenza nelle fasi decisive, dando modo al nostro Alessio Rovera di prendere il largo a poche ore dal termine. Ancora una Ferrari sul podio, in particolare la #80 dell’Iron Lynx con Matteo Cressoni, Rino Mastronardi e Callum Ilott. Grande sfortuna per la #47 del Cetilar Racing di LacorteSernagiottoFuoco, ritiratasi nella serata di ieri a causa di un incidente a Tertre Rouge. Al volante c’era il proprietario del team che ha perso il controllo finendo contro le barriere di protezione. Un gran peccato visto che la vettura stava andando piuttosto bene e poteva giocarsi le proprie carte per il podio. Gran paura nel pomeriggio di sabato quando l’Aston Martin #98 Marco Gomes è andata a sbattere alla curva di Indianapolis. Il pilota è sceso illeso, ma ha causato quella che è forse stata la Safety Car più lunga di tutto l’evento.

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