Il 50° compleanno di Michael Schumacher si avvicina e numerose sono le manifestazioni d’affetto per il tedesco. In una intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Jean Todt ha parlato del suo rapporto con Michael.

“La vita è strana, è fatta a capitoli, come la Formula Uno – ha esordito Todt – Michael a Maranello ha realizzato qualcosa di incredibile, come sta accadendo ora con Mercedes e Lewis Hamilton. Il loro dominio sta iniziando a stancare, proprio come ai nostri tempi, vedremo se riusciranno a proseguire su questa strada”.

Il ricordo più emozionante secondo Todt: “Ovviamente il GP del Giappone del 2000, quando è arrivato il primo titolo. Mancava dal 1979, una eternità. Quando salimmo sul podio dissi a Michael che la nostra missione era compiuta e che da li in avanti tutto sarebbe stato diverso”.

ll 72enne Presidente della FIA non dimentica anche i momenti difficili: “Non posso non pensare a Jerez 1997 con il contatto con Jacques Villeneuve che costò il titolo, o il tamponamento a David Coulthard a Spa nel 1998 che, a sua volta, non permise a Michael di vincere, fino all’incidente di Silverstone nel 1999 o la rottura del motore di Suzuka 2006 che gli negò l’ottavo trionfo”.

Gli aneddoti sulle scelte di Michael

I ricordi di una fase meravigliosa per la scuderia Ferrari nelle parole di Jean Todt: “Tutto fu magico in quella era. Dal giorno della firma del suo contratto a fine luglio 1995 all’Hotel de Paris di Monte-Carlo dopo un lungo corteggiamento, fino ai giorni del primo ritiro, quando si scrisse di screzi tra me e Luca Cordero di Montezemolo, ma la verità era solo una: Schumacher voleva lasciare spazio a Felipe Massa e Kimi Raikkonen“.

L’ex direttore generale della Ferrari ha poi precisato la notizia che avrebbe  assistito al GP del Brasile in compagnia di Michael Schumacher nella sua casa in Svizzera.

“La notizia non è stata riportata nella giusta maniera. Ho semplicemente detto che ero a casa sua e ho assistito alla gara, com’era già successo altre volte. Se mi chiedete se Michael percepisce, o meno, la mia presenza, non posso ovviamente rispondere, ma posso dirvi che lo vado a trovare almeno due volte al mese. Si sa che ha avuto quel terribile incidente e che continua a lottare. Ha una squadra vicino a lui, e una famiglia straordinaria. Tutto il resto è privato e deve rimanere così”.

La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia è che sei il pilota

Non mancheranno gli auguri di Todt per un traguardo importante per Michael. “In questi giorni sono lontano dall’Europa. Ci sentiremo con la famiglia al telefono e quando tornerò andrò a trovarlo. I suoi 50 anni dimostrano che il tempo corre a una velocità che ogni tanto fa paura. Diciamo che abbiamo la fortuna di aver vissuto tanti capitoli belli di cui ricordarci“.

Sulla scelta di Mick Schumacher di diventare pilota, Jean Todt ha commentato: “Conoscendolo punta alla F1, ma la strada è ancora lunga. Talento e voglia di arrivare li ha, vedremo come sarà la sua carriera. Io non l’ho certo facilitato, sta facendo tutto da solo”.