Diego Ioverno, Responsabile Operazioni Autotelaio del Cavallino, ha esaminato le difficoltà della Ferrari che ancora risiedono nel pit-stop. Entro fine anno l’obiettivo è migliorarlo.

Altro tasto dolente e da migliorare assolutamente per tornare a competere ai livelli di Mercedes e Red Bull, è il pit-stop. Lo sa bene Carlos Sainz che si è visto sfuggire una possibilità di podio e punti importanti ad Austin proprio a causa di un pit-stop lento.

Rispetto al 2020 sono, sì, migliorati in termini di secondi ma aumenta anche la striscia che riguarda quelli sbagliati. Nel 2020, il 48% dei pit-stop Ferrari sono stati effettuati tra 0 e 3″. Nel 2021, la percentuale è salita al 73%. Un dato sicuramente interessante e incoraggiante, ma al tempo stesso è diminuita la quota di cattivi pit-stop, quelli compresi tra 3″ e 3″5: dal 30% dello scorso anno si è passati all’11% del 2021.

A riguardo si è espresso Diego Ioverno, Responsabile Operazioni Autotelaio del Cavallino:

“E’ fondamentale che i pit-stop siano uniformi, perché sono uno degli elementi chiave delle decisioni strategiche. La consistenza nel tempo perso in pit lane è l’elemento fondamentale, ovviamente che sia costantemente veloce è l’obiettivo di tutti“, spiega alla vigilia del GP del Messico. “Le prove sono il principale strumento che tutti hanno per essere pronti, Ferrari inclusa. Si prova in fabbrica, nelle aree dedicate al pit-stop, con macchine muletto. Dobbiamo anche dare ai meccanici, alla squadra del pit-stop, una preparazione fisica, ci sono programmi di palestra che devono seguire. Durante il week end di gara sono gli unici momenti nei quali possono allenarsi con i piloti e la macchina vera”.

Arrivavamo da una stagione 2020 molto negativa per la Ferrari sul fronte dei pit-stop. Abbiamo lavorato sodo in inverno per affrontare tutti i problemi che avevamo. In un certo modo all’inizio della stagione eravamo ragionevolmente soddisfatti del punto di partenza. A ridosso della pausa estiva abbiamo iniziato ad avere nuovamente problemi, anche in concomitanza con l’entrata in vigore della nuova direttiva tecnica. 

Problemi non solo relativi a quest’ultima, perché ha l’obiettivo di rendere più sicuri i pit-stop. Però per riuscirci devi anche renderli più lenti e, per certi versi, un po’ più complessi con sequenze di controlli e segnali che devono essere inviati al sistema di controllo e, a volte, scopri che non stai gestendo tutti i segnali correttamente. Capita così di avere situazioni come quelle occorse a noi alcune gare fa, dove la macchina è pronta ad andare ma il sistema non dà l’ok. Dobbiamo trovare un modo per recuperare nella parte finale della stagione. È il nostro obiettivo“.

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