Imbarazzante superiorità Mercedes che ottiene un’altra doppietta davanti alle Red Bull. Raikkonen quinto davanti ad un Sebastian ormai in caduta libera

Sembra davvero di esser tornati al 2016. La facilità con cui le Mercedes hanno vinto il Gran Premio del Giappone ha riportato in un lampo ad un passato non troppo remoto, quando le frecce d’argento strapazzavano con facilità la concorrenza. Lewis Hamilton ha ottenuto il nono successo stagionale, ma ciò che fa impressione è che si è imposto in sei degli ultimi sette appuntamenti. Roba da far paura. Valtteri Bottas non ha mai avuto l’opportunità di avvicinarsi ed ha gestito alla grande il ritorno di Max Verstappen, che ha chiuso vicinissimo al finlandese con una ritrovata Red Bull. Alle spalle di Max il compagno Daniel Ricciardo, fantastica la sua rimonta dal quindicesimo posto. Le Ferrari chiudono mestamente al quinto e sesto posto, con Raikkonen davanti a Vettel dopo che le rosse sono uscite con le ossa rotte dalla lotta con Verstappen. Un altro errore assurdo del tedesco che dimostra di non meritare Maranello. A chiudere la zona punti Perez, Grosjean, Ocon e Sainz.

Alla partenza tutto perfetto per le Mercedes, che hanno controllato il gruppo davanti a Verstappen e Raikkonen. Strepitoso il primo di Vettel che si è ritrovato subito alle spalle dei primi quattro. Alla chicane del triangolo Kimi ha attaccato la Red Bull dell’olandese, che è finito lungo e rientrando si è toccato con la Ferrari danneggiandone le appendici laterali. Per questo Max ha rimediato 5” di penalità scontati ai box, mentre Vettel ne ha approfittato per superare il compagno di squadra. Subito dopo è entrata in pista la safety car per ripulire la pista dai detriti, e lì il finimondo per le ambizioni iridate dei ferraristi: Vettel ha effettuato una sconsiderata manovra di sorpasso alla curva del cucchiaio ( Spoon Curve), con Verstappen che ha giustamente chiuso la porta causando il contatto. Nessuna conseguenza per la Red Bull, mentre Seb si è girato e anche per lui macchina danneggiata sul lato sinistro. A quel punto la gara era totalmente compromessa dato che il pilota è finito in fondo al gruppo.

Davanti a tutti ritmo insostenibile quello impresso dalle Mercedes. Va dato atto sportivamente al team di Brixworth di aver reso la W09 una macchina perfetta, liberandola dai problemi con le gomme e che ora appare invincibile. Le problematiche di Raikkonen sono venute fuori nel momento dei pit stop, quando ha montato le gomme medie ma senza aver ritmo. Questo lo ha portato a perdere la posizione anche su un fantastico Ricciardo. quarto in rimonta. Le rosse danneggiate hanno potuto poco, con un Raikkonen sempre più demotivato e mai in vero clima di gara quantomeno da Singapore in avanti. Vettel ha rimontato facilmente, rivelando la superiorità sempre più marcata dei top team sugli altri. Il settimo posto se lo è preso Sergio Perez con la Force India, che nel finale ha passato la Haas di Grosjean. Nono Ocon davanti alla Renault di Sainz. Grande delusione per le Toro Rosso-Honda, che dopo le ottime qualifiche non hanno fatto meglio dell’undicesimo posto con Gasly e del tredicesimo con Hartley. In mezzo a loro Ericsson con l’unica Alfa Romeo Sauber. Fuori Charles Leclerc per un problema che lo ha costretto ad andare fuori pista alla Degner, prima di parcheggiare la vettura.

Ora Hamilton è a quota 331 nel mondiale, seguito da Vettel che accusa 67 lunghezze di distacco in classifica grazie ai suoi 264 punti. Mercedes sempre più vicina al costruttori con 538 punti contro i 460 del Cavallino. Prossimo appuntamento ad Austin tra due settimane per il GP degli Stati Uniti.

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