Lewis Hamilton è protagonista dei test Pirelli a Fiorano con Ferrari, ma resta aperto il caso del calo di potenza accusato durante il GP del Giappone. Il britannico vuole risposte prima di Miami.
Hamilton protagonista nei test Ferrari a Fiorano
Lewis Hamilton è tornato subito al lavoro con Scuderia Ferrari, sfruttando quella che sarebbe dovuta essere la settimana del GP del Bahrain per partecipare a una sessione di test Pirelli sul circuito di Circuito di Fiorano.
Il sette volte campione del mondo ha completato ben 142 giri nella prima giornata, per un totale di 423 chilometri, concentrandosi sullo sviluppo delle gomme da bagnato in vista della stagione 2026. Il lavoro si è esteso anche alle mescole intermedie, grazie a un sistema di irrigazione che ha mantenuto costantemente umido l’asfalto nonostante temperature intorno ai 21°C.
Il miglior tempo registrato dal britannico è stato di 1:01.031, con il programma di test proseguito anche nella seconda giornata, ancora con Hamilton al volante.

Test Pirelli e sviluppo gomme 2026
Il lavoro svolto insieme a Pirelli è fondamentale per definire il comportamento delle future gomme rain, un aspetto chiave considerando le nuove regolazioni tecniche in arrivo.
Ferrari ha messo a disposizione il proprio tracciato privato per simulare condizioni di bagnato controllate, consentendo una raccolta dati estremamente precisa su diverse configurazioni di pneumatici.
Questa attività rappresenta un tassello importante nello sviluppo della monoposto e nell’adattamento dei piloti alle future caratteristiche di grip e degrado.
Il caso Suzuka: Hamilton indaga sul calo di potenza
Nonostante l’intenso lavoro in pista, resta aperto un tema tecnico cruciale emerso nel Gran Premio del Giappone. Hamilton ha infatti lamentato una significativa mancanza di potenza sulla sua SF-26 durante la gara di Suzuka.
Partito sesto, il britannico era riuscito a risalire fino alla terza posizione, salvo poi perdere terreno e chiudere nuovamente sesto. Un calo prestazionale che lo stesso pilota ha definito difficile da spiegare.
Secondo Hamilton, il problema potrebbe essere legato alla power unit, ma non sono escluse altre variabili tecniche che il team dovrà analizzare nel dettaglio prima del prossimo appuntamento.

Confronto interno con Leclerc
Il dato più sorprendente è arrivato dal confronto diretto con Charles Leclerc. Il monegasco ha conquistato il podio, mostrando un passo decisamente superiore nella stessa vettura.
Hamilton ha sottolineato come il compagno di squadra sembrasse disporre di maggiore potenza, un elemento che rende il problema ancora più complesso da interpretare. Anche nel duello in pista tra i due, il britannico ha ammesso di non aver potuto competere ad armi pari proprio per questa carenza.
Obiettivo Miami: trovare risposte
Con una pausa primaverile di cinque settimane prima del Gran Premio di Miami, Ferrari ha ora il tempo necessario per analizzare i dati raccolti e individuare l’origine del problema.
Hamilton ha ribadito la necessità di comprendere rapidamente la situazione, evidenziando come anche con gomme fresche non riuscisse a mantenere il ritmo degli avversari, segnale di un deficit strutturale e non legato alla gestione degli pneumatici.
Analisi finale
La combinazione tra sviluppo tecnico nei test di Fiorano e l’indagine sul calo di potenza rappresenta un momento chiave per Ferrari. Se da un lato il lavoro con Pirelli guarda al futuro regolamentare, dall’altro la SF-26 deve risolvere criticità immediate per restare competitiva.
Il confronto interno con Leclerc amplifica i dubbi e impone risposte rapide: capire se si tratta di un problema isolato o sistemico sarà decisivo per le ambizioni iridate del team. Miami rappresenterà il primo vero banco di prova.
Fonte
RacingNews365
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