Il debutto del sette volte campione del mondo in rosso è stato un percorso ad ostacoli, con prestazioni spesso al di sotto delle aspettative e un adattamento alla vettura che molti hanno ritenuto troppo lento. Il coro di critiche verso Hamilton si è fatto sentire, ma Mazzola, con la sua inconfondibile esperienza tecnica, propone una prospettiva completamente diversa, puntando il dito non solo sul pilota, ma sulle dinamiche interne al Team Ferrari.
Hamilton in Ferrari 2025: Una Stagione da Dimenticare? Mazzola Divide le Colpe!
La stagione 2025 di Hamilton alla guida della Ferrari è stata oggetto di innumerevoli dibattiti. Molti hanno attribuito la scarsa competitività del campione inglese a una sua fase calante o a una difficoltà di adattamento. Ma per Luigi Mazzola, le responsabilità vanno cercate altrove, o almeno, equamente divise.
“Non do tutta la colpa a Hamilton, eh! Non do tutta la situazione, non la metto tutta dal lato te, te Hamilton hai scazzato tutta. No, io io la metto anche in buona parte direi su Team, perché tu non puoi in 24 gare ancora non aver capito come guida sto personaggio o perlomeno di non dargli una macchina che sia soddisfacente in maniera costante, no?” dichiara Mazzola, scuotendo le fondamenta della narrativa comune.
Secondo l’ingegnere, fattori come il cambio culturale, la lingua o le nuove procedure, pur essendo presenti, non possono giustificare un’intera stagione di difficoltà per un pilota del calibro di Hamilton. “Ma un pilota è in macchina per… Ma cos’è tutta sta roba qua quando è in macchina? Il pilota si isola e va in pace quando c’ha una macchina che non riesce a guidare. Quindi questo che mi lascia un po’ perplesso, quindi vuol dire che l’ cioè non do neanche la colpa all’ingegnere di pista che è sotto i riflettori in maniera in maniera abbastanza, no, pesanti e perché non so quanto sia la libertà da parte dell’ingegnere di pista di poter decidere poi cosa fare sulla macchina.”

Retroscene dal Paddock: Quando gli Ingegneri non Potevano Decidere! L’Aneddoto di Mazzola.
A supporto della sua tesi, Mazzola porta un affascinante aneddoto dalla sua lunga carriera in Formula 1, risalente ai tempi di Jean Alesi e della gestione tecnica di figure come Jean-Claude Migot (aerodinamico) e John Barnard (guru degli assetti).
“Te lo dico per esperienza personale questo qui, perché io l’ho vissuta negli anni nel ’91, quando io avevo prosto. D’altra parte c’era Alesi e c’era come diciamo guru della situazione in quel momento Jean-Claude Migot, prettamente aerodinamico come persona… e lui imponeva imponeva certe determinate direzioni su cui doveva essere in quella settata in quella maniera, così come John Barnard imponeva il tipo di assetto. Se poi il pilota non la guida, ok, io aspettavo il sabato perché Barn se ne andava via e cambiavo tutto il sabato, il sabato mattina. E Gerard veniva da me, dice ‘Non riesco a guidare’. Eh, lo so che non riesci a guidare, però che dovevamo fa’?”
Questo racconto illuminante rivela come in Formula 1, non sempre l’ingegnere di pista abbia la piena libertà di modificare l’assetto della vettura in base alle sensazioni del pilota, specialmente quando figure di spicco impongono una determinata visione tecnica. Un contesto che potrebbe aver limitato anche la capacità del team di adattare la vettura alle esigenze di Hamilton.
Hamilton Ferrari : È un FALLIMENTO? 📉 La verità di Luigi Mazzola
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