Quanta passione batte sotto una scocca Ferrari? Giancarlo Fisichella, pilota Romano, classe 1963 lo sa, perché lui ha ricevuto ed accettato una chiamata che molti piloti sognano: vestirsi di rosso e recarsi a Maranello per firmare un contratto per scendere in pista al comando della monoposto rossa, quella con il Cavallino.

Molti tifosi della Rossa attendevano da tempo un Italiano al suo volante, Fisichella (Fisico per tutti) ha mostrato le sue qualità in Minardi nel 1997 poi Jordan, Benetton e finalmente il primo gradino del podio in Brasile per poi replicare nel 2005 nella prima gara della stagione in Australia e poi ancora in Malesia. Ma come se la caverà in Rosso? Alla Chiamata lui ha risposto “Si” che anni dopo definirà come una risposta “di cuore”. Correva l’anno 2009 e la sua Force India aveva grande velocità sul dritto e stava consegnando anche qualche piccola grande soddisfazione al pilota Romano che avrebbe volentieri svolto tutto il campionato in quella squadra ma “alla Ferrari non si può dire di no” e cosi, seppur per sole cinque gare da li alla fine del campionato, in sostituzione di Badoer, a sua volta sostituto di Massa infortunato.

Una volta salito in auto, le prime grane

La macchina però era diversa dalla Force India, non solo per il colore, aveva meccanismi a lui sconosciuti, uno su tutti il Kers (Kinetic Energy Recovery System), e poi ancora il Front Flap Adjustment, i vari differenziali automatici per non parlare dell’ingegnere che ad ogni curva gli diceva quale manetta spostare creando non poca distrazione.

I risultati quindi non arrivarono ed a tratti “Fisico” si pentì della scelta ma dichiarò poi che la rifarebbe se potesse tornare indietro, perché un conto è poter dire di avere vinto una gara, un altro è poter dire, ho guidato una Ferrari e lui, Giancarlo, ad oggi, andata come è andata, le può dire entrambe.

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