La Ferrari sprofonda sul circuito di Barcellona in un baratro da cui sarà difficile emergere.
Del resto è risaputo che sul circuito della Catalogna, utilizzata come pista per i test stagionali, tutti i nodi vengono al pettine, e la Ferrari non ha disatteso le aspettative.

Al  guasto elettrico alla monoposto di Charles Leclerc, il cui GP è durato solo 41 giri, si aggiunge la pessima gestione gara di Sebastian Vettel, il quale per la seconda volta in questo campionato è stato costretto ad inventarsi la strategia da solo, completamente abbandonato dal suo muretto.

Non solo i problemi di scarsa competitività ed efficienza della SF1000, ma quello che emerge dal circuito spagnolo è la totale crisi in cui la scuderia fondata nel 1947 a Modena da Enzo Ferrari si trova attualmente, soprattutto dal punto di vista della gestione uomini di cui il caso Vettel ne è solo la punta dell’iceberg.

A trentadue anni dalla scomparsa del Drake, scomparso il 14 agosto del 1988, la scuderia di Maranello affronta una delle sue crisi peggiori e pare che la figura di Mattia Binotto non sia all’altezza del compito a lui assegnato, forse troppo grande per le sue competenze.

Sicuramente in vista del 2021 sarebbe necessaria una ristrutturazione all’interno del gruppo che quanto mento garantisse di non essere cosi umiliati dalle frecce nere, è infatti logorante vedere come una squadra che ha fatto la storia della Formula1 ridotta ad un’ombra de quello che ha rappresentato nel suo glorioso passato.

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