Il progetto Ferrari per il mondiale 2026 entra nella fase più delicata. Frédéric Vasseur è davvero l’uomo giusto per riportare il titolo a Maranello? L’Ingegner Luigi Mazzola analizza la situazione interna della Scuderia, le responsabilità della dirigenza e i rischi di un eventuale fallimento tecnico e manageriale.
- Il 2026 come anno della verità per Ferrari
- Luigi Mazzola: “La scommessa di Vasseur oggi sembra persa”
- Cambiare Vasseur significherebbe ripartire da zero
- Elkann e Vigna presenti ai GP: semplici visite o segnali?
- Il vero dilemma Ferrari: continuare o ricominciare?
- Ferrari 2026: ultima occasione prima di un nuovo lungo ciclo?
Il 2026 come anno della verità per Ferrari
In casa Ferrari il 2026 non rappresenta semplicemente una nuova stagione di Formula 1. È stato indicato da John Elkann come il vero obiettivo strategico della Scuderia, l’anno in cui il Cavallino avrebbe dovuto tornare concretamente a lottare per il titolo mondiale.
Dopo l’addio di Mattia Binotto e l’arrivo di Frédéric Vasseur, la Ferrari ha avviato un nuovo progetto tecnico e organizzativo. Tuttavia, le difficoltà emerse nelle ultime stagioni e le prestazioni non ancora all’altezza delle aspettative stanno alimentando dubbi sempre più pesanti sul futuro del team principal francese.
La domanda che aleggia a Maranello è inevitabile: cosa succederà se Ferrari dovesse mancare ancora una volta l’appuntamento con il mondiale?
Luigi Mazzola: “La scommessa di Vasseur oggi sembra persa”
Nel corso della nostra intervista esclusiva, l’Ingegner Luigi Mazzola ha analizzato senza filtri la situazione Ferrari, soffermandosi soprattutto sulla posizione di Frédéric Vasseur.
Secondo Mazzola, il manager francese ha avuto piena libertà nella costruzione della propria struttura tecnica e organizzativa:
“Vasseur ha impiantato la sua squadra, molti francesi… ha scommesso per quest’anno di poter essere competitivo per vincere e allo stato attuale è una scommessa un po’ persa.”
Parole dure, che fotografano però il momento delicato vissuto dalla Scuderia. La Ferrari ha investito su una direzione precisa e ha dato a Vasseur il tempo necessario per costruire il proprio gruppo di lavoro.
Il problema, oggi, riguarda i risultati.
Cambiare Vasseur significherebbe ripartire da zero
Uno degli aspetti più delicati evidenziati da Mazzola riguarda proprio la profondità del cambiamento introdotto dal team principal francese.
Secondo l’ex ingegnere Ferrari, l’attuale struttura tecnica e manageriale è ormai fortemente legata alla figura di Vasseur. Questo significa che un eventuale cambio al vertice comporterebbe inevitabilmente una nuova rivoluzione interna.
“Cambiare lui vuol dire cambiare tutto. E questo significa aprire un altro ciclo di tre o quattro anni.”
Una prospettiva che spaventa Ferrari, soprattutto considerando quanto tempo sia già trascorso dall’ultimo titolo mondiale conquistato nel 2007 tra i piloti e nel 2008 tra i costruttori.
Il rischio è quello di entrare in un ciclo infinito di ricostruzioni tecniche e cambi dirigenziali senza mai trovare continuità.

Foto credits Scuderai Ferrari
Elkann e Vigna presenti ai GP: semplici visite o segnali?
Mazzola ha inoltre interpretato la presenza frequente di John Elkann e Benedetto Vigna nei Gran Premi come un possibile segnale della tensione interna che si respira a Maranello.
La loro partecipazione a eventi chiave, come il GP di Miami, potrebbe rappresentare sia un gesto di sostegno verso il team sia un tentativo di comprendere più a fondo cosa stia realmente accadendo all’interno della Scuderia.
“Non è chiaro se siano segnali di supporto oppure segnali per capire cosa succede.”
Una frase che sintetizza perfettamente il clima di incertezza attorno al progetto Ferrari.
Il vero dilemma Ferrari: continuare o ricominciare?
Secondo Mazzola, John Elkann si troverebbe oggi in una sorta di “vicolo cieco”.
Da una parte c’è la necessità di dare continuità al progetto Vasseur. Dall’altra c’è il rischio concreto che il mancato raggiungimento dei risultati costringa Ferrari a un nuovo ribaltamento tecnico e manageriale.
Ferrari, sottolinea Mazzola, ha fatto correttamente a concedere autonomia al proprio team principal:
“Hai scelto quella persona, quell’elemento tecnico e manageriale, ed è giusto dargli la possibilità di lavorare.”
Ma il motorsport vive di risultati. E il tempo, soprattutto a Maranello, non è infinito.
Ferrari 2026: ultima occasione prima di un nuovo lungo ciclo?
Il regolamento tecnico 2026 rappresenterà uno spartiacque fondamentale per tutta la Formula 1, ma per Ferrari potrebbe assumere un peso ancora maggiore.
Se il nuovo progetto tecnico dovesse fallire, la Scuderia rischierebbe di ritrovarsi nuovamente costretta a ripartire da zero, con un ulteriore ritardo competitivo rispetto ai principali rivali.
Le parole di Luigi Mazzola mettono in evidenza una realtà chiara: Ferrari non può più permettersi errori strategici.
Il 2026 potrebbe essere l’ultima vera occasione per dimostrare che il progetto Vasseur è quello giusto per riportare il mondiale a Maranello. In caso contrario, il rischio concreto è quello di aprire un altro ciclo tecnico di lunga durata, allontanando ulteriormente il sogno iridato dei tifosi ferraristi.
Analisi finale
La situazione Ferrari appare oggi estremamente delicata. Da una parte c’è la necessità di dare stabilità tecnica e manageriale al progetto Vasseur, dall’altra la pressione storica di una Scuderia che non può accettare lunghi periodi senza vittorie mondiali. Il 2026 rappresenterà probabilmente il giudizio definitivo sulla gestione attuale. Fallire ancora significherebbe non solo cambiare uomini, ma rimettere in discussione l’intera struttura costruita negli ultimi anni.
Fonte
Intervista e analisi basata sulle dichiarazioni dell’Ingegner Luigi Mazzola.